Mese: Aprile 2017

Sugo alla sexy

Ho evitato di scrivere una pagina su Wikipedia per non sconvolgere troppo la storiografia gastronomica nostrana ma, dopo attente analisi e incrociando i dati delle aziende produttrici di latte e di formaggi degli ultimi cinquant’anni, ho scoperto questa cosa che devo dirvi.

A cavallo tra gli anni ’70 e ’80 l’Italia produce in maniera sovrabbondante panna da cucina e una fitta corrispondenza tra Gualtiero Rigamonti (allora presidente dell’A.E.C.I. – Associazione Executive Chef Italiani) e Metello Scancananzi (Allora presidente della F.I.L.P. – Federazione Italica dei Latto-Produttori) dove si analizzava il problema e si chiedeva ai primi di produrre solo ricette contenenti panna dietro lauti compensi.

Se si aggiunge la cinematografia nostrana ricca al periodo di culi e tette sparse per lo schermo con professoresse e studentesse che si baciano con tutta la classe o dottoresse della naja che attizzano il cappellano militare il passo è breve.

Per non dimenticare di aggiungere l’intervento del compianto Ugo Mascetti attore e comico nell’inventare nomi simpatici da attribuire ai vari piatti.

Questo di oggi è il Sugo alla Sexy che si fa con la panna, il sugo avanzato, il prosciutto crudo che inizia a seccarsi e il peperoncino.

Sugo alla sexy (altro…)

Tag:, , , ,

Spaghetti alla puttanesca

Mi giro per vedere dov’è e mio figlio grande ed è girato di tre quarti che sghignazza col suo amichetto e quando mi avvicino e chiedo cosa è successo la risata si fa fragorosa.

Io non capisco ma per fortuna ho già passato da un tempo quella fase della vita per cui, se due amici ridono tra loro e non ti spiegano perché, ti senti escluso.

A casa mentre preparo il pranzo mi si avvicina e mi dice a bassa voce: “Con Tommaso si rideva perché un signore in piazza ha detto una parolaccia che non si conosceva” “Quale?” e lui mi guarda indeciso se dirla o meno “Me la puoi dire, non ti punisco mica” e lui piano piano fa “Puttanesca” “Guarda che non è una parolaccia, ma un modo di fare la pastasciutta” “Ma non si dice alle mamme!”. Allora la conoscevi… almeno qualcosa di simile.

Gli spiego come è fatta e lui mi chiede di farla appena è possibile. Accontentato.

Spaghetti alla puttanesca

  • 400 grammi di spaghetti
  • 500 grammi di pelati
  • 2 spicchi di aglio
  • 60 grammi di acciughe sott’olio (sarebbero sotto sale)
  • 100 grammi di olive nere al forno
  • 40 grammi di capperi sotto sale
  • 6 o 7 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • prezzemolo
  • peperoncino

Mentre mettete a bollire gli spaghetti in acqua poco salata.

Si mette ad insaporire l’olio con l’aglio, fuoco basso, fin quando non è ben profumato.

Si toglie l’aglio e si aggiungono, fate intiepidire un po’ l’olio, le acciughe e si sfanno.

A questo punto i pelati e l’acqua con cui avrete sciacquato il barattolo.

Fate sobbollire e restringere, dovrà essere piuttosto scuro come sugo.

Quando pensate che manchino cinque minuti allo spegnimento aggiungete le olive snocciolate e divise in due. Le olive usate quelle al forno che si trovano anche confezionate nella grande distribuzione.

E i capperi sciacquati almeno cinque volte per togliere l’eccesso di sale. Usate quelle sotto sale e non quelle sotto aceto che portano agro non necessario.

Per sciacquare i capperi metterli in un contenitore piuttosto ampio assieme ad acqua fredda e sciacquarli velocemente, toglierli e strizzarli fortissimo. Altra acqua per due o tre minuti muovendoli di quando in quando e strizzare. Ancora per un paio di volte.

A fuoco spento aggiungete un pugnetto di prezzemolo tritato grossolanamente.

Condirci la pasta che preferite, siate liberi di fare quel che volete.

PS: Ma la storia mi fa venire quest’altra ricetta… che pubblicherò la prossima volta

Tag:, , , , , ,

Mezze maniche con gli asparagi

Mio suocero porta i bambini a cercare asparagi selvatici nelle colline intorno alla città.

I due pargoli tornano a casa estremamente felici stringendo in mano i loro mazzetti piccoli che bastano a malapena per fare una frittata di due uova. Mi viene in mente questa scena, tristissima, del conte Mascetti.

Grazie al cielo, dietro, mio suocero estrae un mazzo più abbondante. Lui è molto stanco in quanto si è impegnato molto a evitare che i bambini raccogliessero anticoncezionali usati. Perché la sua riserva di asparagi, li attorno, di notte è un luogo votato a capriole e sospiri.

Ci piacciono molto ma più spesso dobbiamo ripiegare sugli asparagi addomesticati che comunque ci sanno dare grande soddisfazione.

Quale è la caratteristica peculiare della ricetta? L’uso del burro in mantecatura e di poco parmigiano ma soprattutto l’uso della cipolla nel soffritto iniziale per avere più dolcezza. Vado particolarmente orgoglioso dell’esito. Guardate la foto come è bella bavosa.

(altro…)

Tag:, , , , , ,

Spaghetti cipolle e acciughe

Cipolle e acciughe ne avevamo in abbondanza. Ci sono sempre nella nostra dispensa.

L’idea era quella dei bigoli e avrei voluto sostituirli con i pici, poi la fatica e l’apatia hanno preso il sopravvento e ho deciso di ripiegare sui più scontati spaghetti.

Però il concetto era quello e l’indirizzo di destinazione più o meno conosciuto. Approssimazione si chiama è inutile far finta. Sono approssimativo e parziale, mi fa fatica approfondire e generalmente quando lo faccio rimango perso nei dettagli, in quelle cose talmente piccole che a guardarle danno il senso dell’inutile.

Però il risultato è stato molto interessante e non poteva essere altrimenti; non perché io sia bravo ma perché la somma dei tre elementi non poteva portare ad altri risultati.

Insomma tutti quanti ne abbiamo mangiati in quantità e anche il piccolo ha apprezzato molto.

Spaghetti cipolle e acciughe

  • 350 grammi di spaghetti
  • 6 acciughe dissalate
  • 2 grosse cipolle
  • 4 o 6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • pepe

Tagliare sottilissime le cipolle e metterle ad appassire a fuoco basso assieme all’olio in un’ampia padella.

Aggiungere le acciughe pulite a modo e tritate finemente con il coltello.

Stemperare con il mezzo bicchiere di vino bianco e sciogliere le acciughe. Far evaporare bene il vino.

Saltate gli spaghetti in questo intingolo aggiustando di pepe. Di sale proprio se necessario.

Tag:, , , , ,

Risotto al gin, blu e caprino

Diciamo così, a me il gin non piace troppo (e l’ho già detto) ma mi attira. È un po’ la mia innata attrazione per quanto mi respinge. Sempre avuta.

Perché non sono io che tengo lontano il gin, è lui che in qualche modo fugge da me. Comunque ne avevo una bottiglia in casa. Un ottimo Monkey 47 dalle note amarognole e fortemente erbacee (comprato per imitare Romito).

Era un poco che mi frullava nella testa questa idea e forse non è stato il periodo più opportuno; sarebbe stato meglio un poco più di freddo fuori. Comunque il piatto è venuto fuori molto interessante e ha riscosso un buon successo tra i commensali.

C’è da dire perché erborino e perché il formaggio di capra. Il primo per le sue note sapide e intense che andassero a sostenere il gin, il secondo per l’acidità e la pulizia della bocca. Almeno così era nella mia testa.

(altro…)

Tag:, , , , , , , , ,