Tag: pollo

Fagiano alla cacciatora

La foto l’ha scattata mio figlio, quello grande, ed ho scelto questa perché è decisamente migliore della mia.

Quello è il suo piatto… c’è il petto che lo mangia lui. Ma in questo caso è anche amore paterno, bisogno di proteggerlo dai filamenti che ci sono dentro.

Erano secoli o anche più che non rifacevo nulla alla cacciatora e quando mia madre mi ha chiamato dicendomi che le avevano portato un piccolo fagiano e se lo volevo che le potevo rispondere?

Me lo ha portato pulito e diviso in otto pezzi, abbrustolito per togliere il piumaggio leggero che rimane dopo averlo spennato e per eliminare i cacchioni come diciamo qua.

Fagiano alla cacciatora

  • 1 piccolo fagiano (o pollo)
  • 1 cipolla media
  • 1 grossa costa di sedano
  • 1 carota media
  • 1 confezione di pelati
  • 2 belle manciate di funghi secchi
  • aceto di vino bianco
  • sale e pepe
  • 1 grossa noce di burro
  • olio extravergine di oliva
  • brodo vegetale (per le emergenze)

Tagliare finemente senza ridurre a poltiglia il sedano, la carota e la cipolla e metterle ad imbiondire assieme all’olio e al burro in un’ampia casseruola meglio se di rame.

Lentamente far appassire poi aggiungere il fagiano dalla parte della pelle e far rosolare bene rigirando di quando in quando.

I funghi son ammollati in acqua tiepida.

Quando il volatile è rosolato sfumare con l’aceto e far evaporare. Aggiungere i funghi tagliati grossolanamente.

Aggiungere la loro acqua ben filtrata, i pelati e la risciacquatura del barattolo dei pelati.

Una bella presa di sale o due e pepe di mulinello.

Coprire e lasciar cuocere girando il volatile ogni tanto e mescolando il fondo con un mestolo di legno. Fuoco naturalmente bassissimo. Aggiungere brodo se serve.

È pronto quando si stacca dalle ossa, a quel punto aprire e togliere l’animale lasciando ritirare un po’ il fondo. Che avanzerà e vedrete nella prossima ricetta.

A casa lo abbiamo mangiato con delle patate lessate e schiacciate con olio e sale.

NB: Con la stessa ricetta potete cuocere il pollo

Tag:, , , , , , ,

Bastoncini agrodolci di pollo

Il razzismo è una brutta bestia dalla quale per fortuna sono scappato. Non dal razzismo di casa che non c’è mai stato ma da quello figlio delle città di provincia, delle piccole città bastardo posto, figlio della stupidità della massa e, soprattutto, del singolo.

Ho memoria vivida (potrei dire a che altezza della curva ero e accanto a chi, quanto ero stretto tra le persone e il parapetto) in curva a vedere la squadra di casa contro il Milan all’età di dieci anni feci il verso della scimmia contro Luther Blissett e ancora, se ci penso, sento un forte senso di colpa (allora non me ne pentii perché ero scemo) o meglio di vergogna.

In casa mia della scimmia si da a chi non tocca nulla da mangiare, non so perché. “Non fare la scimmia!” si dice. Il vezzeggiativo tocca invece a tutti i neonati (belli e brutti non fa differenza).

Di tutte le versioni di bastoncini di pollo prodotte questa è quella che ha riscosso maggior successo. Ho evidenze importanti, prove certe: la scimmia di mia nipote che ne ha mangiati almeno quattro pezzi.

Bastoncini agrodolci di pollo

  • mezzo petto di pollo
  • 1 cucchiaio di miele di acacia
  • 1 cucchiaino di paprika affumicata (o dolce se non l’avete affumicata)
  • succo di 1 lime
  • mezzo cucchiaino di pepe di sichuan
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco o di riso
  • 2 spicchi di aglio
  • pane grattugiato
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 2 cucchiai di verde di cipollato tritati
  • sale
  • olio extravergine di oliva

Tagliare a striscione il petto di pollo privato degli ossicini, delle cartilagini e del grasso.

Mettere tutti gli ingredienti fino all’aceto dentro ad una ciotola, aggiungere uno spicchio d’aglio tritato finissimo e il pollo.

Mischiarli e lasciarli riposare in frigorifero per due o tre ore coperti di cellophane.

Aggiungere ad una quantità sufficiente di pane grattato l’altro spicchio d’aglio grattugiato o tritato finissimo, il prezzemolo tritato, il verde del cipollato ed il sale. Olio per rendere più morbido il pane.

Panare il pollo e disporlo su delle placche per cuocere in forno sotto al grill dopo aver cosparso, ancora, con un filo di olio.

Salare se necessario.

Tag:, , ,

Pollo ai peperoni (veloce)

Non solo veloce ma anche leggero. O meglio più leggero rispetto a quello fatto la volta precedente con la ricetta dei Cantarelli.

Sei li in coda dal fruttivendolo che attendi paziente il tuo turno, su dieci minuti cinque son di lavoro e servizio e cinque son di lavoro e chiacchiere, e ti guardi intorno perché non vuoi accontentarti di insalata e odori, qualche frutto e poche altre cose.

In casa dal supermercato hai quei peperoni che non sai da dove arrivano e se esistono dai mesi caldi o semplicemente hanno viaggiato più di te e adesso godono del clima natalizio.

Funghi, paiono porcini o quantomeno sono identici ai porcini, quando tocca a te chiedi conferma e la ragazza ti risponde che erano li e li hanno presi. Ti avanzavano dei soldi, fortunello, e ne ho presi un paio.

Pollo ai peperoni (veloce)

  • 1 petto di pollo
  • 2 peperoni
  • 2 funghi porcini
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di olio
  • sale e pepe
  • 1 cucchiaio di farina

Tagliare a dadini il pollo e infarinarlo appena.

Scaldare bene l’olio un’un’ampia padella e gettarvi il pollo assieme all’aglio schiacciato.

Fuoco vivace e far prendere colore.

Aggiungere i peperoni tagliati a filetti non troppo grandi e i porcini tagliati in fette non troppo sottili.

Salare e pepare e abbassare la fiamma rendendola moderata.

Coprire con il coperchio e lasciar cuocere, dopo aver salato e pepato, per 15/20 minuti.

Scoprire e far asciugare i liquidi ancora presenti, eliminare l’aglio (o mangiatelo voi di nascosto da mogli e figli golosi).

Tag:, , , , ,

Petto di pollo al prosciutto

Che si fa per cena? È una domanda che vicendevolmente con mia moglie ci facciamo spesso.

Uno degli ingredienti privilegiati è il petto di pollo che è economico e versatile e si adatta ad abbinarsi a quegli avanzi che restano nel frigo: verdure, salumi, legumi e tutto il resto.

Se nel fondo del vostro frigorifero scorgete un cartoccio di prosciutto che avevate dimenticato e le fette si sono indurite e hanno iniziato a tirare fuori il sale quindi diventano inservibili per una merenda questo potrebbe essere un ottimo modo per liberarvene senza sensi di colpa per lo spreco di cibo e di soldi.

Dopo la prima volta che li abbiamo fatti e con l’approvazione del nostro critico gastronomico di casa sono diventati, assieme a tutti i cibi a forma di bastoncino, un piatto che facciamo abbastanza spesso e con una discreta quantità di varianti.

Petto di pollo al prosciutto

  • mezzo petto di pollo
  • fette di prosciutto
  • limone (succo e buccia grattugiata)
  • sale e pepe

Tagliare il petto di pollo a strisce di circa un centimetro e mezzo di lato e lunghe come l’intero petto.

Metterle a marinare per una mezz’ora nel succo di limone nel quale avrete sciolto poco sale e messo una presa di pepe.

Passato questo tempo asciugatele e avvolgetele nelle fette di prosciutto.

Metterle in forno alla massima potenza sopra una placca ricoperta di carta da formo fin quando il prosciutto non sarà croccante.

Insalata verde ad accompagnare.

Tag:, , ,

Bastoncini di pollo (caro il mio Piaget)

Quando lavoravamo con Piaget e la Togliatti all’osservazione dei bambini scoprimmo che sviluppano in età precoce attrazione verso i cibi ricchi di colesterolo e trigliceridi mantenendo questa attitudine fino all’avanzata età adulta. Ma è soprattutto una modalità maschile.

  1. “Tutto ciò che ha una forma riconoscibile sarà mangiato più facilmente dai bambini”
  2. “Tutto ciò che può essere mangiato con le mani sarà mangiato più facilmente dai bambini”
  3. “Ai bambini piace il fritto”
  4. “Non sempre i bambini amano i formaggi”

Questi assiomi derivano da molte ore di osservazione del comportamento alimentare di un bambino di sesso maschile, nell’ambiente domestico, in un periodo che va dai 2 ai 5 anni.

A questo si aggiungono analoghe osservazioni effettuate da decine di altri ricercatori della sfera infantile raccolte in sessioni sperimentali a casa mia o loro.

Piaget e la Togliatti sostenevano che il campione di bambini era troppo ridotto e quindi non valido e le nostre storie si sono separate. Peggio per loro.

Bastoncini di pollo (caro il mio Piaget)

  • 1 petto di pollo
  • 5 o 6 cucchiai di farina di polenta
  • sale
  • pepe
  • olio
  • formaggio erborinato o tipo Brie (facoltativo, spesso solo per adulti)

Accendere il forno a 220 gradi.

Tagliare il petto di pollo in fette alte poco più di 1 centimetro e poi a bastoncini lunghi circa 10 centimetri e larghi 2 centimetri.

Mescolare la farina con un bel pizzico di sale e una macinata di pepe.

Infarinare per bene il pollo.

Mettete della carta da forno in una teglia e ungetela leggermente.

Poggiatevi sopra i bastoncini e con un filo di olio bagnate la superficie.

Infornare per 10 o 12 minuti ricordandovi di accendere il grill per dorare la superficie negli ultimi minuti.

Se volete, appena tolti dal forno aggiungete una sottile fetta di formaggio.

PS: L’ultima volta che li ho fatti avevo a disposizione una confezione di polenta aromatizzata al tartufo (non uso queste cose ma mi era stata regalata. Dicono tutti così!) e l’ho utilizzata. Il profumo di tartufo sparisce quasi del tutto ma almeno me ne sono liberato.

Tag:, , , , , ,

La torta di pollo o Chicken Pie

Diversi mesi fa venimmo invitati a cena a casa di amici per una rimpatriata con alcuni che adesso abitano lontano. Quando mi fu comunicato che sarebbe stata una cena a base di ricette inglesi la mia risposta fu: “Ma siete scemi?”.

Il pregiudizio, maledetto, mi attanagliò. Memore dei pasti in viaggio, da ragazzo e con lo zaino in spalla, il terrore mi colse. Verdure bollite, sapori sciapi, desolazione e raccapriccio.

Buttai tutto sullo scherzo chiedendo di avere anche un haggis. Ma fu tutto vano. Portammo tante varietà di birre inglesi, belle amare e rimanemmo sorpresi della tenue bontà di questo piatto.

Piatto unico rigorosamente che nella sua compatta dimensione racchiude la capacità di soddisfare gli stomaci più capienti e al contempo, mistero e meraviglia, i palati più esigenti e sbracanaminchia.

Chicken Pie

Le foto sono quelle che scattai quella sera. Che poi provai a rifare la versione a torta unica e da tagliare a fette ma l’esito che ottenne lei, con le torte mono porzione, fu migliore. La cuoca so’ che non me ne vorrà se uso le foto del piatto preparato da lei.

Per quattro persone:

  • 2 rotoli di pasta brisee
  • 400 grammi di petto di pollo
  • 1 porro
  • 300 grammi di funghi champignon
  • burro
  • farina
  • 1 confezione di panna liquida
  • sale, pepe

Pulire e tagliare: il porro finemente, il pollo a cubetti abbastanza piccoli, i funghi a pezzetti grossolani.

Far appassire, senza colorare, il porro in padella assieme ad una noce di burro.

Aggiungere i cubetti di pollo leggermente infarinati, proprio poco, e alzando il fuoco far colorare.

Per ultimi aggiungete i funghi e, abbassando ancora il fuoco, portare a cottura.

A questo punto aggiungete la panna e sempre a fuoco moderato fate restringere.

Regolate di sale e pepe.

In stampi monoporzione imburrati stendere la pasta brisee facendola sbordare.

Inserire abbondantemente il composto che avrete fatto freddare e ricoprire con un altro disco di pasta. Chiudete veloci cercando di fare qualche decorazione sul bordo.

Spennellate leggermente la pasta di burro fuso e praticate 4 o 5 buchetti sulla superficie.

Infornare a 200 gradi fino a quando non saranno dorati e croccanti.

Si può servire assieme a verdure bollite, piselli, fagiolini o altro.

Tag:, , , , , , , ,

Terrina di pollo ai peperoni

Una cosa che mi affascina sempre, e non faccio mai, sono le terrine. Quelle salate in particolare e quelle dolci le lascio agli altri.

Non le faccio praticamente mai perché sono lunghe da fare, laboriose e soprattutto la cottura è sovente rognosa. Bastano pochi minuti in più che diventano stopposi, pochi minuti in meno e sono crudi.

Le terrine sono di quelle cose che vanno preparate il giorno prima. Come a me non vi verranno bellissime; lo spero altrimenti la mia autostima va a farsi benedire.

La parte che trovo più difficile è bardare il contenitore. Ma non ho affettatrice in casa e mi devo adattare. Il taglio, anche quello, lo trovo complicato. Ho provato con il coltello da pane e con quello da arrosti e i risultati non mi sono mai piaciuti. Dovrei provare con quello da salmone ma non ce l’ho e non ho intenzione di comprarlo.

Terrina di pollo ai peperoni

Per una terrina di circa 30 x 10 x 15:

  • 5 o 6 peperoni del colore che volete
  • mezzo petto di pollo più una coscia con sovraccoscia
  • 1 confezione di panna da cucina
  • fette di lardo sufficienti a bardare la terrina
  • sale e pepe
  • rosmarino
  • timo
  • origano
  • alloro
  • olio
  • aglio

Foderate di lardo la terrina e mettetela in frigo.

Cuocete i peperoni in forno come per fare la peperonata, spellatelo e privatelo di semi e filamenti. Come al solito recuperate e filtrate l’acqua prodotta. Fate freddare in frigo le falde.

Prendete due terzi del petto di pollo e tagliatelo a dadini di 1 centimetro di lato.

Mettete i cubetti di pollo a marinare in frigo, girando spesso, per almeno 3 ore con: metà acqua dei peperoni, 1 spicchio di aglio schiacciato, mezza foglia di alloro, qualche filo di rosmarino, pepe.

Passate le 3 ore frullate il restante petto e la coscia più sovracoscia disossata assieme alla panna con una bella presa di sale e del pepe.

Scolate la dadolata di pollo e tamponatela. Incorporatela alla crema di pollo e rimettete in frigo.

Tritate finissime 5 o 6 foglie di rosmarino assieme ad un pizzico di origano e qualche fogliolina di timo e aggiungetele a tre o quattro prese di sale.

A questo punto avete: crema di pollo, peperoni, sale aromatizzato, terrina bardata di lardo.

Aiutandovi con un cucchiaio fate nella terrina uno strato sottile di pollo, poi una di peperoni, ancora pollo e poi peperoni. Un ultimo strato di pollo (a finirlo) e a chiudere peperoni.

Insaporite ogni strato di peperoni con un pizzico del sale aromatico.

Coprite la terrina di carta argentata e appoggiateci sopra un’altro contenitore (uguale al primo) riempito d’acqua. Serve a fare pressione sopra.

Tutto questo va in una teglia con dell’acqua facendo attenzione che arrivi almeno a metà della terrina.

Tutto in forno a 120 gradi per un’ora e mezzo un’ora e tre quarti.

Togliete dal forno e facendo attenzione scolate il liquido dentro alla terrina. Coprite e mettete a freddare in frigo per il giorno dopo. Fate in modo di toglierla dal frigo per non servirla fredda marmata.

Affettate fette alte un paio di centimetri e salsatele con l’acqua dei peperoni avanzata montata con olio d’oliva, sale e un goccio di aceto di vino bianco.

Tag:, , , , ,

Petto di pollo all’arancia

Ogni tanto faccio il petto di pollo, non s’era capito? Mia moglie lo ha notato benissimo e ha dimostrato ripetutamente di essersi anche rotta le scatole.

Ho provato a inserire una variante, non l’esaltazione del pollo (“esaltazione” che parolona) ma il suo utilizzo come accompagnamento a sapori ben più forti, quasi coprenti. Ma anche questo è una questione di dosi dei condimenti.

Insomma ho provato a fare una di quelle salse di gioventù scopiazzando, a memoria, e la cosa è andata bene. Quindi ve la ripropongo. Quasi dimenticavo: anche il bambino ne ha mangiato in quantità.

Petto di pollo all'arancia

Per due persone più il quasi uomo:

  • 600 grammi di petto di pollo (se sono cosce disossate e spellate è meglio)
  • 1 grossa cipolla rossa
  • farina
  • 1 bicchierino da caffè di Grand Marnier
  • succo e buccia grattugiata di 1 arancia
  • 1 cucchiaino raso di curry
  • 1 o 2 spicchi d’aglio
  • 4 foglie di salvia
  • 1 cucchiaio raso di zucchero
  • 2 cucchiai di aceto di mele
  • 4 o 5 cucchiai di marsala secco
  • i semini che si trovano dentro ad una bacca di cardamomo
  • olio di oliva
  • sale e pepe

Pulire il petto e tagliarlo in listarelle alte un centimetro, larghe un paio e lunghe tre.

Tagliare finemente la cipolla e farla rosolare con 2 cucchiai o 3 di olio di oliva.

Infarinare leggermente il pollo e metterlo assieme alla cipolla. Farlo rosolare a fuoco alto.

Sfumare con il Grand Marnier e mentre l’alcol evapora frullare tutti gli altri ingredienti tranne sale e pepe in modo da avere un composto omogeneo e liscio.

Aggiungere al pollo e sempre a fuoco alto far caramellare in modo che addensi e veli completamente i pezzetti.

La scorza grattugiata aggiungetela poco prima di spegnere il fuoco così come regolerete sale e pepe.

Nella foto paiono lessi. Penso che l’acidità di arancia e aceto l’abbiano smacchiato. Ma magari è una cavolata.

Tag:, , , ,

Pollo al vino rosso

L’ultima volta che l’avevo mangiato era nove o dieci anni fa quando la madre francese di un caro amico ce lo propose durante un pranzo domenicale in terra di Asterix.

La seguì durante il processo di elaborazione e presi appunti.

Lo assaggiai di nuovo un paio di anni dopo in una piccola brasserie parigina assieme alla mia fidanzata di allora (che adesso è mia moglie) e anche li mi piacque.

Poi, con grandi slanci e poca volontà, mi sono riproposto più volte di farlo senza mai arrivare in fondo.

Ho colto l’occasione per realizzarlo sfruttando una mezza giornata di ferie e l’arrivo di persone che non rivedevo da tempo per eseguire, senza guardare precisamente le dosi, la ricetta di Bergese che, dalla ricetta a cui avevo assistito, non varia di molo. Cosa cambia ve lo dico infondo all’articolo.

Pollo al vino rosso

Dimenticavo: trovare un gallo vecchio è praticamente impossibile. Accontentatevi di un pollo.

Per 4 persone (più eventuali bambini):

  • Un pollo di circa 1 kg
  • 50 grammi di burro
  • 100 grammi di pancetta affumicata
  • timo, salvia, prezzemolo, basilico
  • 300 grammi di cipolline (quelle da fare in agrodolce)
  • 300 grammi di funghi champignon
  • mezzo litro di Barolo
  • 1 bicchierino da caffè di cognac
  • sale, pepe
  • farina

Privare il pollo di testa, collo e zampe.

Dopo averlo fiammeggiato e lavatelo asciugatelo bene e fatelo a pezzi. Le interiora non vi servono.

Infarinate i pezzi e scrollate la farina in eccesso.

In un’ampia casseruola mettete a sciogliere il burro e quando è spumeggiante aggiungete il pollo dalla parte della pelle e la pancetta tagliata a dadini.

Fatelo rosolare bene da tutte le parti.

A questo punto aggiungete timo, salvia, prezzemolo e basilico nella quantità che vi aggrada. Bergese parla di mazzetto guarnito io li ho aggiunti sparsi come la signora francese.

Aggiungete subito funghi e cipolline, sale e pepe. Se sono troppo grandi dividete.

Senza nulla attendere mettete il vino e a fiamma alta fate evaporare l’alcol.

Abbassate la fiamma al minimo e, coperto, andate avanti finché il pollo non sarà tenero.

Al momento di servire scolate il pollo e tenetelo in caldo.

Aggiungete al sugo il cognac e a fiamma alta fate evaporare l’alcol e addensare leggermente.

Servite il pollo cosparso dell’intingolo.

Cosa cambia rispetto alla signora francese: lei rosolava la pancette e la toglieva, poi aggiungeva le cipolline e le toglieva rosolate, quindi toccava ai funghi e anche loro venivano tolti.

Per ultimo il pollo, il mazzetto guarnito e quando era rosolato aggiungeva il vino e la pancetta. A metà cottura aggiungeva funghi e cipolline. Niente cognac. Lei utilizzava un galletto di Bresse.

Questa ricetta io l’ho sempre pensata come tradizionale Francese. In realtà così non è, o quanto meno non è solo francese, e compare in una lunga serie di ricette che vengono considerate tradizionali di molte parti d’Italia, dal Piemonte alla Toscana e poi non so.

Tag:, , , , , , ,

Spiedini di pollo particolari: Satay di pollo

È un momento divertente. Le mie richieste alimentari mi spingono a cercare sapori altri rispetto alla tradizione delle mie zone. Capita di andare al ristorante a mangiare, ma capita più spesso di restare a casa.

L’incontro di queste condizioni mi spinge a frequentare, sempre siano lodati,  i supermarket etnici.

Le prime volte che entravo mi guardavano un poco così, ero il curioso dall’aspetto strano. Prendevo le cose e andavo via. Adesso ci diamo del tu con il proprietario, parlo con i clienti e con gli altri uomini che gravitano intorno all’attività commerciale ma di cui non comprendo il ruolo. Forse sono antropologi di università straniere che studiano il mio comportamento.

Avevo stampato una ricetta del satay di pollo (ma può essere fatto anche con l’agnello o altre carni e pesci) da un sito internet ed ero andato a comprare gli ingredienti. Il ragazzo della cassa mi dice: “Fammi vedere” e prende il foglietto.

Poi chiama  a gran voce qualcuno e una signora arriva, legge e scuote la testa. Non mi dice nulla ma comincia a dettare qualcosa al ragazzo che segna nel mio pezzo di carta e poi mi dice: “Ora va meglio, ci sono ingredienti più giusti ma non ho tutto” e va a prendere tutti gli ingredienti che mi mancano.

Spiedini di pollo particolari: Satay di pollo

Questi spiedini vengono accompagnati con una salsa a base di arachidi e latte di cocco.

Per due persone e un giovanissimo affamato:

  • 500 grammi di petto di pollo in un solo pezzo
  • 1 cucchiaio di miele
  • mezzo bicchiere di salsa di soia
  • 2 cucchiai di olio di sesamo
  • 1 cucchiaio di coriandolo macinato (semi di coriandolo non l’erba verde simile al prezzemolo)
  • 1 cucchiaio di curcuma macinata
  • 1 peperoncino piccante tritato finemente
  • Spiedini

Tagliare il pollo a strisce nel senso della lunghezza. Strisce dello spessore di un centimetro e lunghe a piacere.

Mescolare tutti gli altri ingredienti e mettere il pollo a marinare coperto per due ore o, meglio, per un’intera notte in frigo. Girare di quando in quando.

Mettete gli spiedini in una ciotola e coprirli di acqua. Fate in modo che stiano completamente immersi, questo eviterà che si brucino in cottura.

Passate le ore di marinatura infilare il pollo negli spiedini per la lunghezza. Io non li ho messi negli spiedini per motivi di praticità e velocità d’esecuzione. Ma la scena ne ha risentito un poco.

Cuocere sulla griglia o, come me, sulla padella di ghisa a temperature abbastanza alte per pochi minuti. Durante la cottura spennellateli con la marinata. Cuocerli velocemente permette al pollo di mantenere la sua succulenza.

Dovranno essere abbrustoliti e caramellati fuori ma non seccare troppo.

Per la salsa di arachidi:

  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • 1 cipolla tritata finemente
  • 2 o 3 cucchiai di burro di noccioline
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • 3 cucchiai di salsa di peperoncino dolce
  • 4 o 5 cucchiai di latte di cocco denso
  • 1 peperoncino fresco piccante privato dei semi e tritato finemente

Cuocere in padella a fuoco moderato la cipolla. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e continuare a far sobbollire a fuoco minimo per 2 o 3 minuti. Alla fine aggiungere il peperoncino.

Servire calda con gli spiedini.

Il pollo è buono anche da solo ma l’aggiunta della salsa aggiunge grassezza ed un piccante vellutato che da carattere al carattere. Noi ci abbiamo bevuto delle bollicine ma va benissimo anche una bella birra freddissima e di spiccata acidità. Ogni altra bevanda è fuori luogo e poco utile vista la spezziatura.

Tag:, , , , , ,