Tag: anni ’80

Risotto con le fragole

E se dicessi che io il risotto con le fragole fin quando non me lo sono preparato da solo non lo avevo mai assaggiato ci credereste? Ci credereste se dicessi che per una persona come me passare, indenne da tale piatto, gli anni ottanta è inspiegabile?

E ne parlavo con mia moglie e quando le ho detto che volevo provare a farlo lei mi ha guardato male e mi ha detto “Ma falle col vino e lo zucchero!” e anche i miei figli che sono di palato accomodante e che non disdegnano di far prove un momento interdetti son rimasti.

Devo dire che fin quando non ho assaggiato la prima forchettata ero abbastanza agitato. Temevo di buttar via quei frutti tanto belli che avevamo a disposizione.

Il risultato è stato piacevole anche se devo dire che non è un piatto da fare a ripetizione e secondo me nemmeno da offrire alle persone che ami. È un esperimento, un divertissement e poco di più da provare nella vita.

Risotto con le fragole

  • 320 grammi di riso Carnaroli
  • 250 grammi di fragole
  • 80 grammi di burro
  • 1 rametto di maggiorana fresca
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 1 cucchiaino di aceto di vino bianco
  • 1 cipolla (meglio se bianca o dorata)
  • brodo vegetale
  • sale e pepe

Tritare finemente la cipolla e meterla ad appassire senza prendere colore in metà burro assieme alla maggiorana.

Appena perde il profumo di cipolla cruda eliminare la maggiorana, aggiungere il riso e tostare.

Sfumare con il vino e portare a cottura con il brodo vegetale.

Regolate di sale.

Nel frattempo tagliare le fragole in piccoli pezzi e alcuni lasciateli più grandi per decorare (come vedete in foto)

Aggiungere le fragole al riso due minuti prima di spegnere.

Mantecare con il formaggio a piacere e con il cucchiaino di aceto facendo in modo di lasciare il riso piuttosto morbido.

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Sugo alla sexy

Ho evitato di scrivere una pagina su Wikipedia per non sconvolgere troppo la storiografia gastronomica nostrana ma, dopo attente analisi e incrociando i dati delle aziende produttrici di latte e di formaggi degli ultimi cinquant’anni, ho scoperto questa cosa che devo dirvi.

A cavallo tra gli anni ’70 e ’80 l’Italia produce in maniera sovrabbondante panna da cucina e una fitta corrispondenza tra Gualtiero Rigamonti (allora presidente dell’A.E.C.I. – Associazione Executive Chef Italiani) e Metello Scancananzi (Allora presidente della F.I.L.P. – Federazione Italica dei Latto-Produttori) dove si analizzava il problema e si chiedeva ai primi di produrre solo ricette contenenti panna dietro lauti compensi.

Se si aggiunge la cinematografia nostrana ricca al periodo di culi e tette sparse per lo schermo con professoresse e studentesse che si baciano con tutta la classe o dottoresse della naja che attizzano il cappellano militare il passo è breve.

Per non dimenticare di aggiungere l’intervento del compianto Ugo Mascetti attore e comico nell’inventare nomi simpatici da attribuire ai vari piatti.

Questo di oggi è il Sugo alla Sexy che si fa con la panna, il sugo avanzato, il prosciutto crudo che inizia a seccarsi e il peperoncino.

Sugo alla sexy (altro…)

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Salsa alla vodka

Sera d’estate e frigo pieno di schifezze. Vengono a cena amici con cui abbiamo condiviso tanta gioventù, tante cene in pizzeria il sabato sera e tanti racconti.

Uno di questi parlava di un ragazzo più grande di noi che dopo la riunione al circolo andava a mangiare sempre nel solito posto (che esiste ancora anche se ha cambiato gestione molte volte) e chiedeva sempre ravioli alla vodka.

“Perché Sandro i ravioli e non le penne?” gli chiedevano e lui “Perché nelle penne c’è poca sostanza e poca massa, meglio i ravioli”.

Quando li ordinava guardava il cameriere e batteva la forchetta sul bicchiere affermando “Come il vetro li voglio” poi prendeva la formaggiera e cominciava a mangiare il parmigiano grattugiato del secolo scorso a forchettate.

Salsa alla vodka

Per 4 persone adulte:

  • 600 grammi di ravioli (vanno bene anche quelli confezionati, anzi meglio)
  • 150 grammi di pancetta affumicata
  • 50 grammi di prosciutto cotto
  • 250 grammi di pomodori pelati
  • 1 cipolla
  • mezzo bicchiere di vodka
  • 200 millilitri di panna liquida
  • sale
  • parmigiano grattugiato
  • peperoncino

Mettete la pancetta ed il prosciutto cotto tagliata a dadini in padella e a fuoco moderato fate sciogliere il suo grasso. Se non dovesse bastare il grasso per la fase successiva aggiungete una noce di burro.

Aggiungete la cipolla tagliata finemente ed il peperoncino e fate soffriggere fin quando la cipolla non sarà ben appassita e la pancetta croccante.

Alzate il fuoco al massimo e aggiungete la vodka. Appena prende calore flambate il tutto. Potete anche non lo fare e aspettare che evapori ma fiammeggiando prenderà quel sapore caratteristico.

Aggiungete i pomodori e fate andare per quindici minuti.

Aggiungete anche la panna e fate amalgamare tutti i sapori aggiustando di sale.

Saltateci i ravioli o, se volete essere più corretti da un punto di vista storico, le penne ben al dente spolverizzando di parmigiano e se volete di prezzemolo tritato.

Panna e prezzemolo sono i simboli della cucina di quegli anni.

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