Chi sono e perchè un altro blog sul cibo

La rete è colma di luoghi dedicati al cibo. Ricette di ogni tipo, recensioni di ristoranti, degustazioni di vini. Poi polemiche e discussioni, celebrazioni di piatti ed ingredienti, cuochi famosi che si raccontano e cuochi meno famosi che cercano di conquistare un po’ di attenzione. Comunque sempre persone che, in un modo o nell’altro, raccontano attraverso quello che fanno chi sono.

In realtà questo spazio risponde principalmente ad un bisogno personale. Quello di riuscire a darsi un impegno quotidiano*, di rispettarlo e di dargli continuità.

Prova a soddisfare il riconoscimento di un’attrazione, che fin dall’infanzia avevo, verso il mondo dei fornelli (sia come preparazione dei cibi che come “forchetta”) e che, non focalizzata e non seguita, è rimasta sospesa.

Inoltre mi piace pensare di avere un luogo nel quale poter archiviare argomenti che mi interessano e appuntare cose che, di quando in quando, desidero approfondire. O più facilmente che un blog possa essere oggi come quei blocchetti scritti a mano che le nonne e le mamme riempivano per ricordare le ricette e farle diventare di famiglia lasciandole alle generazioni a venire.

*Che sicuramente non saprò rispettare, sarebbe meglio sostituirlo con “il più frequentemente possibile”

LE FOTO

Le foto raramente saranno ben fatte, mi spiace, ma dovrebbero bastare per rendere l’idea di un piatto. La strumentazione a mia disposizione non è nulla di che. Soprattutto il tempo per curarle è poco in quanto quello che vedete fotografato, frequentemente, è il pranzo o la cena della mia famiglia quindi deve essere portato in tavola rapidamente. Nei ristoranti mi riprometto sempre di fotografare i piatti. Non sempre è possibile e a volte me ne dimentico. Abbiate pazienza.

LE QUANTITÀ NELLE RICETTE

Le dosi sono così come le preparo per me, potranno sembrarvi troppo sostanziose o troppo misere. Derivano da gusti personali e dal piacere che mi da avere a disposizione un certo alimento o un certo sapore. Le dosi, se non è specificato altro, si intendono per 2 persone. Se vi pare troppo, ma seguite le dosi, non è nulla di male: da noi si dice: “Se non avanza non è bastato”, mettete in frigo e scaldatelo il giorno dopo. Il fritto rifatelo col pomodoro.

CHI SONO

Mi piace l’anonimato, mi ci sento meglio. Mi ci trovo talmente bene che quando vado nei ristoranti che mi piacerebbe recensire do sempre il nome di un amico.

So che non cambierebbe nulla se dessi il mio, chi mi conosce?, ma così mi sento più libero. So che è una sciocchezza ma che devo fare? Ognuno ha le sue fissazioni.

Quindi, se scoprite chi sono, evitate di dirmelo in pubblico. Scrivetemi in privato per salvaguardare il mio pudore.

LE RECENSIONI

Che si tratti di libri o di piatti dico sempre quello che mi passa per la testa. Forse a volte posso essere avventato (in positivo o negativo) ma cerco di correggermi. Scrivo la recensione e ci rimetto gli occhi il giorno prima della pubblicazione. Se il ristorante, ma non il libro, non mi è piaciuto – oltre un certo limite – non lo recensisco.

Cerco di non parlare di ristoranti di amici perché poi avrei sensi di colpa per non essere stato obiettivo o, al contrario, per esserlo stato troppo. Questa regola può cambiare se prima ho conosciuto la cucina, e mi è piaciuta, e poi le persone; ma tendo anche questo a farlo il meno possibile.

In più, sono più di quarant’anni che mangio e che giro (in certi periodi più e in altri meno) per ristoranti. Vengo da una famiglia che in qualche modo fa parte di questo settore e so riconoscere cotture buone da cotture cattive, sbilanciamenti piacevoli da errori grossolani, spocchia da mano felice. Ho letto tanto sia di saggi che di manuali anche se poi sapere da saper fare (e nei piatti che preparo a volte si vede) sono lontanissimi.

INOLTRE

Tutto quanto sarà in equilibrio precario, nel senso che se mi passa per la testa di cambiare qualcosa lo farò, se una spiegazione di una ricetta non mi darà soddisfazione la aggiornerò, se qualcosa sarà da aggiungere o da togliere lo farò.

…Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il loro lavoro al nostro giudizio; prosperiamo grazie alle recensioni negative che sono uno spasso da scrivere, e da leggere. Ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero: ad esempio nello scoprire e difendere il nuovo…(A. Ego)

ATTENZIONE: Alcune immagini sono riprese da internet. Se questa cosa non dovesse piacere ai legittimi proprietari mi scrivano e io le rimuoverò. Per quello che riguarda le immagini ed i testi che ho creato io: sono di mia proprietà e possono essere utilizzate soltanto dopo avermi consultato.

NATURALMENTE: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché non viene aggiornato con cadenza periodica. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Tutti i contenuti del blog rappresentano unicamente la mia personale opinione. L’autore non si assume la responsabilità dei commenti dei lettori, commenti che si riserva di eliminare a suo insindacabile giudizio.

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