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Biscotti di frolla allo zucchero integrale

Una mia bisnonna, o l’ameno così io la riconoscevo, preparava per me e la sua vera nipote biscotti fantastici che ci offriva a merenda assieme ad una tazza di tè.

Non era mia parente e nemmeno bisnonna ma sua nipote aveva sette o otto anni più di me e questo bastava per farmela sembrare molto più vecchia della mia vera nonna sua coeva.

In casa mia biscotti non se ne sono mai fatti, qualche volta le lingue di gatto ma nulla più. E a me invece son sempre piaciuti quelli secchi da mangiare a colazione o a merenda.

Le maestre dell’asilo ci dicono, a noi e agli altri genitori, “Fategli fare più attività manuali, più manipolazione” e allora via di biscotti unendo il piacere al pedagogico.

Dosi piccole ma sufficienti a soddisfare i nostri bisogni per qualche giorno.

Biscotti di frolla allo zucchero integrale

  • 250 grammi di farina 00
  • 125 grammi di burro ammorbidito
  • 100 grammi di zucchero integrale di canna
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
  • mezza bustina di vanillina o un baccello di vaniglia

Lasciare il burro fuori dal frigo fin quando non si ammorbidisce.

Metterlo in un tagliere ed aggiungere lo zucchero, il sale e la vanillina o i semi del baccello di vaniglia e lavorate il tutto utilizzando il palmo della mano. Ma siate veloci.

Aggiungete l’uovo e amalgamatelo al composto.

A questo punto la farina setacciata e impastate velocemente fin quando l’impasto diventa omogeneo. Non di più.

Se l’impasto si appiccica spolveratela con poca farina e lavoratela utilizzando sempre il palmo della mano e non la punta delle dita.

Fate una palla e avvolgetela con della pellicola. Fatela riposare per un’ora in frigo.

Spianatela alta almeno mezzo centimetro e tagliatela nelle forme che volete.

Cuocere in forno a 170° fin quando non cominciano a colorare.

Lasciateli freddare e riponeteli in una cassetta di metallo foderata di carta da forno.

Lo zucchero integrale di canna lo preferisco all’altro perché quando si scioglie crea quelle bolle caramellate che sono molto piacevoli.

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Toast di uovo (o uovo nel buco)

Avete visto V per vendetta? A me è piaciuto molto. Certo non proprio come il fumetto scritto da Alan Moore ma comunque molto.

Ad un certo punto V prepara la colazione per Evey Hammond, interpretata da Natalie Portman, e quello che offre lo vedete nella foto riprodotto da me.

Ho ritrovato il procedimento, che è molto semplice e ai limiti del banale, nel divertente libro New York, le ricette di culto di Marc Grossman edito da Guido Tommasi.

Un modo diverso di offrire il semplice uovo al tegamino rendendolo appetitoso in maniera diversa. Ma non più appetitoso di quello che è un uovo al tegamino. È possibile utilizzare sia il pane in cassetta che quello che utilizziamo tutti i giorni privato della crosta, l’importante è che sia un pane denso. Io ho usato il primo.

Toast di uovo (o uovo nel buco)

Per ogni persona:

  • 1 fetta di pane in cassetta
  • 1 uovo
  • sale
  • pepe

Con un coppa pasta creare un foro al centro della fetta di pane. Prendetene uno da 3 centimetri di diametro che dovrebbe essere sufficiente.

Separate il tuorlo dalla chiara facendo attenzione a lasciare un poco di chiara assieme al rosso.

Intridete con la chiara la fetta di pane, e se volete anche la parte tolta, da tutte e due le parti lasciandola a inzupparsi per un paio di minuti in totale.

Nel frattempo scaldate in una padella antiaderente un mezzo cucchiaio di olio ed una nocciola di burro.

Quando sarà ben caldo, ma non incandescente, appoggiatevi la fetta di pane e quindi versate il tuorlo nel buco.

Appena formatasi una crosticina con una spatola adeguatamente sottile e flessibile girate velocemente la fetta di pane e fate formare ancora una sottile crosta.

Servite caldissima salando e pepando a piacere. Se credete opportuno tamponate con della carta assorbente prima di servire.

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Mug Cake al cioccolato

Lo devo dire, io non lo volevo fare ma mia moglie ha insistito molto dopo che un’amica le ha suggerito questa ricetta.

“Dai che è veloce e adatta alla colazione” e poi “Così il bambino si diverte a darci una mano”; l’abbiamo provata di domenica mattina ed era come avevamo detto. Ci sono voluti pochi minuti per preparare il tutto e il bimbo si è divertito da morire.

Effettivamente è adattissima per le colazioni ma non la offrirei assolutamente in un’altra occasione. Troppo pesante e, come ho già detto più volte, non amo i dolci a base di cioccolato. La prossima volta proveremo con la frutta.

Effettivamente è molto americana (o quello che è il mio immaginario) dove gli impastoni si trasformano in qualcosa di commestibile. Mentre la preparavo mi venivano in mente le immagini del Mars pastellato e fritto.

Effettivamente offre un punto di vista nuovo sul microonde che perde la sua valenza di scaldavivande per riscoprirsi luogo di reali cotture. O qualcosa di simile.

E, ultimo effettivamente, è un bel gioco per il bambino che impasta e rigira e vede nascere la sua colazione.

Al momento del servizio era molto più gonfia di come la vedete in foto, tra una cosa e l’altra è trascorso un poco di tempo e ha perso un poco del suo volume.

Mug Cake al cioccolato

Per 2 o 3 tazze (Mug le tazze americane che si vedono nei film):

  • 80 gr di farina
  • 80 gr di zucchero
  • 4 cucchiai di cacao amaro in polvere
  • 8 cucchiai di latte
  • 8 cucchiai di olio di semi
  • 100 grammi di cioccolato amaro e al latte nelle proporzioni che volete tritato al coltello
  • 2 uova
  • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere

Mettete tutto in un contenitore adatto e sbattete con vigore con le fruste fino a quando non avrete un composto ben liscio. Per ultimo aggiungete il cioccolato.

Versare nelle tazze fino a riempirne due terzi ed infornate per 3 minuti a 600W.

Ad un certo momento vedrete il composto che inizia a gonfiarsi come un soufflé e che si formeranno delle bollicine sulla superficie.

Da mangiarsi al cucchiaio.

Voglio provare separando i tuorli dalle chiare e montare queste a neve per vedere cosa succede. Vi farò sapere.

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Torta grassa pasquale

Lo sapevo, devo contraddirmi subito. Nello scrivere a volte prende il sopravvento quell’epica personale che poi è dura da fermare. Poche volte l’anno la colazione salata riesco a farla anche a casa.

Si tratta della colazione pasquale e di quelle in preparazione, un paio di settimane prima. Piatto principale sono le uova sode, il salame, la panina gialla. Mia zia santa donna sfruttando le origini del marito ha introdotto, da prima che io nascessi, altri piatti. Il mio preferito è quello che accompagna la colazione e l’antipasto del pranzo. L’avevo detto che questo succede a Pasqua?

Quello è il pranzo migliore dell’anno, in casa mia è più curato del Natale e del capodanno. E anche io l’adoro, capretto cotto nel forno a legna, spinaci conditi con l’unto che questo lascia in teglia, uova sode, pappardelle e tanto altro.

Torta grassa pasquale

Ma la torta pasquale è deliziosamente strutturata per gli appetiti robusti. La ricetta:

  • Pasta lievitata per la pizza
  • Due fette di pancetta cruda alte mezzo centimetro
  • 300/400 grammi di provola calabrese
  • 18 uova sode
  • 300 grammi di salamino calabrese
  • un uovo per spennellare

Tagliare a cubetti piccoli la pancetta e farla sciogliere in padella a fuoco intenso. Fate attenzione che non bruci ma che diventi croccante. Lasciateli freddare.

Impastare la pasta della pizza (usate un kg di farina che se avanza potete friggerla o usarla la sera per fare qualche pizza se avete ancora fame) con i ciccioli di maiale ed il loro unto. Stendetela alta poco più di mezzo centimetro e foderateci una pirofila da forno alta 6 o 7 centimetri e di circa 30 centimetri di diametro. Tenetene da parte un poca e fateci un disco che servirà a chiudere la torta.

Riempite prima con il formaggio, poi con le uova sode tagliate in quarti ed infine con uno strato di salamino. Ripetete per due volte.

Chiudere con il disco di pasta e cercando di dare un bell’aspetto, spennellate con l’uovo sbattuto. Infornare per un’ora e più a 160 gradi in forno statico.

Nella foto sia la versione alta che quella bassa, la seconda è più scenica ma la prima, a me, piace di più.

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La colazione

La colazione è uno dei momenti più belli, e tristi, dell’intera giornata. Il pasto più importante, dalle mie parti si dice “Colazione da re, pranzo da principi, cena da poveri” (ma guardando in giro per la rete vedo che è un modo di dire comune).

Eppure, almeno da parte mia, una delle più bistrattate. La mattina quando mi alzo o sono già in ritardo o soffro di una certa svogliatezza. Poi soltanto cose dolci perché non riesco a mandare giù altro. Latte freddo di frigo anche d’inverno che bollente non riesce a dare sollievo alla gola secca di un fumatore. Il caffè proprio se è indispensabile altrimenti si prende al bar sotto casa. Un succo di frutta quando mi ricordo ed eventualmente una banana che è veloce da sbucciare e ingurgitare. (altro…)

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