Mese: Marzo 2017

Cocotte (asparagi e prosciutto)

“Sono buonissime babbo” mi fa l’eroe della casata buttando dentro pezzettini di pane che s’intridono di quel misto di sapori tondi e confortanti.

Tonnellate di pane che vengono inghiottite da quel coccio caldo e che risalgono sul cucchiaino gocciolanti e grasse per sparire nella sua bocca.

Uguale succede a mia moglie e a me che peschiamo la seconda dalla teglia che ho portato in tavola piena di acqua calda per mantenerli a temperatura.

Bicchieri di vino bianco (il bambino no) e poi si distendono le gambe sotto al tavolo e si slacciano i pantaloni. Un po’ perché sazi, un po’ perché due cocotte anche se come piatto unico riempiono.

La creatura mi trascina per la mano che vuole sistemare la ferrovia.

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Biscotti al burro di arachidi

Io il burro di noccioline l’ho sempre apprezzato, come ho sempre apprezzato la sua capacità di impastare tutta la bocca e di lasciarti li per lunghissimi secondi a cercare di liberarla da questo adesivo naturale.

E ho sempre apprezzato il fatto che ogni volta che apri il vasetto cominci con una punta di cucchiaio e finisci con un cucchiaio pieno che quasi ti escono gli occhi dalle orbite.

Son cibi da sfida, da epica maschile. Non sono però attratto dai panini con il nostro protagonista e le marmellate che si vedono nei film americani.

Sono attratto anche da quei biscotti morbidi e pastosi con una sottile crosta esterna secca e tanta umidità interna che li rende quasi fratelli del mou. Questa è la ricetta.

  • 200 grammi di farina
  • 150 grammi di burro ammorbidito
  • 150 grammi di burro di arachidi cremoso
  • 120 grammi di zucchero
  • 100 grammi di zucchero di canna (meglio se integrale)
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • un pizzico di sale
  • 1 bacca di vaniglia
  • 1 uovo

Far ammorbidire il burro e montarlo assieme agli zuccheri e ai semi della bacca di vaniglia (se avete la vanillina va bene uguale… non è vero)

Quando avrete un composto omogeneo, liscio e spumoso aggiungete l’uovo e con olio di gomito, o energia elettrica, fate incorporare bene.

Aggiungete questo composto alla farina setacciata assieme al bicarbonato e alla presa di sale.

Aggiungere il burro di arachidi e sempre con vigore e gioioso spirito di sacrificio rendere tutto liscio.

Su carta da forno, in una teglia (ve ne serviranno 3 o 4) accomodate delle palline grandi come una piccola noce a distanza adeguata che si allargheranno.

Infornare subito in forno caldo a 180° per circa 10 o 12 minuti.

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Risotto all’aringa e cipollotti

Sostanzialmente si tratta di ripetere la ricetta del post precedente.

Però bisogna fare attenzione perché le proprietà alchemiche del fuoco concentrano i sapori e il sale rischiando di rendere quanto di piacevole può essere in un ammasso fumigato e salato che vi costringerà a dissetarvi con litri e litri di birra.

Non necessariamente è un male ma per bere litri di birra non servono scuse e berla assieme a qualcosa che ci piace e che ci fa salivare abbondantemente è ancora più piacevole. E la prima volta che li ho fatti è successo proprio questo.

Quindi l’ingrediente principale del piatto deve essere l’attenzione e la capacità di seguirlo in ogni momento. Tre fuochi accesi sono necessari quindi regolatevi se dovete preparare altro per la vostra cena.

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Aringa e cipollotti o meglio: Cipollotti e Aringa

In casa mia l’aringa è sempre stata apprezzata e presente. Penso fosse, assieme al dolce per gli uccelli da richiamo (a base di miglio, uvette e altri semi) e al pastone per i cani da caccia, l’unico piatto che ho mai visto preparare a mio nonno. Se si esclude la pasta con l’acciugata.

Generalmente andava lui a comprare le aringhe e in egual misura si prendeva aringhe da uova e da latte.

Poi passava a pulirle tutto il tempo che doveva e immergeva tutto dentro ad abbondante latte per, diceva lui, ammorbidirle e togliere il sale ed il sapore di affumicato spesso troppo acuto. Poi faceva un tiro di ammezzato. Non era un problema avermi intorno mentre fumava.

Poi, passata una giornata in frigo con vari rimescolamenti, separava le varie parti. Da una parte la sacca spermatica delle aringhe e dall’altra tutto il resto ben scolato e asciugato. Il seme finiva infarinato e fritto velocissimo assieme a delle uova. Il resto assieme ai cipollotti freschi ed abbondante olio.

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Salsa tartara

La salsa tartara era un ripiego perché il dramma era ormai successo. Senza accorgercene in casa nostra era terminato l’olio d’oliva e nessuno aveva soluzioni.

Nessuno voleva andare dai vicini a chiederne un bicchiere perché siamo quelli nuovi e non è proprio necessario stabilire questo genere di relazioni fin da subito.

E qualcuno si vergogna e altri dicono “Ma che problema c’è… usiamo l’olio per friggere” ma anche quello scarseggia e molto invece è quel mischiare che non capisci da cosa è composto che nelle bottiglie da tre litri è accompagnato dalla dicitura Olio per friggere e sotto: “Fritture croccanti sempre” e negli ingredienti il mistero si muove sotto ad un generico oli vegetali.

Ecco perché è così pallida.

Ottima con i bolliti e sopra al pane, anche con le carni cotte a lungo tipo il maiale sfilacciato.

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Pasta al sugo di salsicce e peperoni

Questa è facile facile ma a casa ci piace molto così carica di peperoni e salsicce. Del resto a chi non piacerebbe?

Ecco, un problema a cui spesso vado incontro è proprio questo: attribuisco agli altri i miei gusti e i miei pensieri.

E non sono l’unico a farlo. Vedo che molti che mi riconoscono tale difetto poi ne soffrono a loro volta.

Però in questo caso, nel caso dell’abbinamento peperoni e salsiccia, ho ragione io. Piace a tutti, onnivori e vegani, di destra e di sinistra, atei e credenti, etero e omo, uomini e donne, adulti e bambini, eurocentrici e esterofili. Tutti amano salsiccia e peperoni.

Voglio essere onesto, da bambino la pasta con le salsicce non la mangiavo ma se dovessi dire per quale motivo non lo saprei ricordare.

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