Risotto con la colatura di alici

Le merende dell’infanzia e, a volte, anche quelle dell’età adulta sono un momento fantastico.

Pane con il pomodoro, con la nutella, con l’olio e la mela (o l’uva, o i baccelli, o i piselli appena sgranati), pane olio e aceto, zucchero e vino rosso, o prosciutto cotto e maionese (Bob Noto e Marco Bolasco in un programma del fu Gambero Rosso Channel lo proposero magnificamente in tutte le sue varianti), salame o prosciutto e chi più ne ha… Poi arriva il momento dei gusti adulti.

Fu una mia vicina di casa, più grande di me di 5 anni, che alla tenera età di 6 anni mi introdusse ad uno dei sapori più conturbanti che il mio palato abbia mai assaggiato. Anche grandi chef si sono cimentati nella riproposizione di questo divino mangiare.

Poi la voglia di gustarlo anche a cena o in un pranzo domenicale. Attenzione però a non raccontarlo al vostro medico, la quantità di burro potrebbe spaventarlo.

Risotto con la colatura di alici

Per prepararlo servono:

  • 80 gr. di riso a persona (ne ho già parlato qui della qualità di riso che utilizzo io, per la quantità poi io indico quella classica ma se vi va di abbondare fate pure)
  • latte intero + acqua in queste proporzioni 3 di latte e 1 di acqua
  • 30/40 grammi di burro a testa
  • Colatura di alici
  • Scorza di limone grattugiato (facoltativa)

Procedere come per un normale risotto: tostare il riso in una noce di burro e portare a cottura con il liquido bollente e salato adeguatamente ovvero, in questo caso, pochissimo che poi ci sarà la colatura di alici.

Mantecare con il burro, se risulta troppo denso aggiungere poco del liquido e volendo aggiungere un po’ di scorza di limone grattugiato e lasciar riposare coperto per due minuti. Al momento della mantecatura assagiate e regolate il sale usando la colatura di alici, anche in questo caso non esagerate.

Servire nei piatti scavando col dorso di un cucchiaio un avvallamento al centro del riso nel quale metterete la colatura di alici. Mettetene secondo i gusti ricordando che è estremamente sapida.

Una variante molto interessante è possibile realizzando scopiazzando il risotto che Carlo Cracco propone. Sempre sullo stesso genere sostituisce al burro il mascarpone, ma questa è la cosa più macroscopica.

Nota: la ricetta non so se è di qualcuno. Me la propose per cena qualche tempo fa un caro e generoso amico noto sommelier. Se qualcuno ne conosce l’origine fatemi sapere. Aggiungete se credete, e devo dire che male non ci stanno, le briciole di pane fritte

, , , , , , , ,
Articolo precedente
Filetto di maiale e radicchio trevigiano
Articolo successivo
Facciamo innamorare di noi il macellaio

Post correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserire un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Menu