Sformato di riso al sugo

Piatti anche un poco mappazzoni a me non dispiacciono. Per la cronaca: io mappazzone lo utilizzavo già, istruito da mia madre, quando Barbieri aveva soltanto una stella.

Non certo che siano chiusi e che si blocchino in gola ma che facciano sentire la loro consistenza si.

Gli sformati di riso sono tra questi piatti e ne sono innamorato da sempre. Da quando mia zia, la sorella di mio padre, mi mise nel piatto quel primo sartù di riso che ancora me lo ricordo e un giorno dovrò rifare.

Certo prepararli non è mai una faccenda rapida. Richiedono cotture e attese, l’avere a disposizione tutto il necessario o prepararlo. E generalmente non è possibile non abbinare un sugo, una salsa.

Non è possibile fare una mattonella di solo riso e, che so, formaggio come faceva mia madre. Lei faceva uno sformato di riso ai quattro formaggi dove non vedevi l’ora di trovare un blocco di formaggio ancora intero che ti desse un minimo di respiro.

Sformato di riso al sugo

Per una terrina di circa 25 centimetri larga 10 e profonda 8. Più o meno.

  • 400 grammi di riso
  • 300 grammi di sugo (ricette del sugo di: coniglio, cipolle, anatra)
  • 100 grammi circa di burro
  • 80 grammi di parmigiano grattugiato
  • 1 grossa cipolla
  • 1 limone
  • sale
  • pepe
  • pane grattato

Bollire il riso in acqua salata e portarlo a cottura completa. Quando è ancora caldo aggiungere il burro, il formaggio, il limone grattugiato ed un’abbondante macinata di pepe.

Mentre il riso cuoce fate soffriggere bene la cipolla ben tritata con un poco di burro ed un pizzico di sale. Aggiungete al riso eliminando il burro di cottura.

Lasciate intiepidire.

Nel frattempo ungete con un poco di burro la terrina, siate generosi, e ricoprite di pane grattugiato.

Fate degli strati di riso e sugo, io ho fatto riso/sugo/riso/sugo/riso, facendo in modo che il sugo non tocchi i bordi – guardate la foto sotto.

Premeteli bene.

Quando avrete fatto l’ultimo strato cospargete di pane grattato e fiocchetti di burro.

Infornate per mezz’ora con il forno al massimo (il mio a 220°). Gli ultimi minuti accendete il grill e fate fare una bella crosta.

Non servitelo subito. Fatelo riposare per qualche minuto (10 o 15) accanto, se potete e volete, alla finestra aperta. Se non lo fate raffreddare un poco avrete problemi a toglierlo dalla terrina e a tagliarlo. Deve essere tiepido altrimenti si sbriciola.

Usate per sporzionare il coltello del pane, quello a sega.

Se volete servitelo con altro sugo o una salsa di pomodoro. O con quello che volete voi.

È buonissimo anche freddo di frigo uno o due giorni dopo. Conservatelo avvolto con la pellicola.

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