Mese: Agosto 2017

Maionese, peperoni secchi e aglio

Diciamocela tutta, alla fine aveva ragione mio figlio a ripudiare la maionese come strumento della perversione e del decadimento culturale di una nazione, come untuoso e grasso imbrigliatore di arterie, come ripugnate cremina sporca barba del babbo che poi se la porta al giro per tutta casa.

In realtà lui sostiene che la maionese non gli piace. E forse la preparazione basica dopo anni di inserimento in ogni dove ha rotto le scatole anche a me. Non tollero più nessuna marca se non addizionata ad altri elementi che la smorzino, non posso vederla sul piatto ne in due fette di pane. Prosciutto cotto, fontina e maionese rimane appena accettabile, con la pasta di acciughe meglio.

Però ad accompagnare questi calamari cotti in forno ce n’era bisogno. I calamari della ricetta precedente. Così ho preso le uova e ho agito.

Maionese, peperoni secchi e aglio

  • maionese veloce (qui la ricetta)
  • 2 cucchiai di peperoni secchi
  • 1 piccolo spicchio di aglio

Private l’aglio della buccia e dell’anima e unitelo alla preparazione prima di frullare.

La stessa cosa fatela con la polvere di peperone (se non l’avete potete usare anche i peperoni cruschi o due falde di peperoni arrostiti)

Per il resto procedete da ricetta.

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Calamari grigliati in forno

“E lei ha avuto il coraggio di dirmi che i calamari l’annoiano!” e ho dovuto rispondere “Affogala o lasciala”.

Io e lui abbiamo un amore viscerale per i calamari. Ne mangeremmo in tutti i modi ma soprattutto grigliati.

Però, ahimè, nessuno dei due vive in campagna e dobbiamo grigliate in forno. Il risultato non è il medesimo ma ci accontentiamo.

Abbiamo fatto un pranzo, che era un po’ che non ci vedevamo, e gli ho preparato (a lui e agli altri presenti) quattro vassoi di calamari grigliati. Insalata e la Maionese di cui darò la ricetta la prossima volta. Nulla più.

Calamari grigliati in padella

  • 3 calamari medi a testa
  • pane grattugiato
  • aglio
  • prezzemolo
  • limone grattugiato
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

Pulire i calamari anche della pelle.

Mischiare gli altri ingredienti. Per aglio, prezzemolo e limone grattugiato lascio libertà di quantità.

Di olio mettetene abbastanza da rendere umido il pane ma non da intriderlo.

Stendere su una placca ricoperta da carta da forno e unta e cuocere sotto il grill a 240/250 gradi.

Regolate di sale e pepe alla fine (a voi fuochisti spetta l’onere di assaggiarne un appena cotto prima di portarli in tavola)

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Senape al miele

A mia moglie la senape non piace troppo, preferisce ketchup e maionese. A me piace molto tranne quando prende quel sapore eccessivamente greve che irrita le vie retro nasali.

Non è il piccante figuriamoci ma l’eccesso di aceto spesso a farmi rifuggire questo prodotto. O al limite lo stempero e la cosa più facile da farsi è aggiungere una parte abbondante di maionese.

Così diventano entrambe buonissime ma ne risente il giro vita. Me ne fosse mai fregato qualcosa.

Grazie alle mie amicizie gastronomiche a pranzo frequento spesso luoghi gourmet. Uno di questi, Burger King, mi ha fatto scoprire il piacere della senape mischiata al miele assieme ai bastoncini di pollo speziati.

L’ultima volta che l’ho fatta è stata la settimana scorsa da abbinarsi, appunto, ai Bastoncini agrodolci di pollo.

Senape al miele

  • Senape dolce o piccante
  • Miele (acacia o millefiori)
  • 1 cucchiai di olio di mais

Unire tutti gli ingredienti, amalgamarli e servire.

Assaggiatela perché magari a voi piace più dolce o più piccante allora l’unica cosa è infilare la punta del dito nella salsa di senape al miele e assaggiare.

Tenete a disposizione più senape e più miele di quella che utilizzerete così da poter fare aggiustamenti.

Il cucchiaio di olio è servito a dargli un po’ più di fluidità, se volete potete toglierlo e nessuno soffrirà.

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Bastoncini agrodolci di pollo

Il razzismo è una brutta bestia dalla quale per fortuna sono scappato. Non dal razzismo di casa che non c’è mai stato ma da quello figlio delle città di provincia, delle piccole città bastardo posto, figlio della stupidità della massa e, soprattutto, del singolo.

Ho memoria vivida (potrei dire a che altezza della curva ero e accanto a chi, quanto ero stretto tra le persone e il parapetto) in curva a vedere la squadra di casa contro il Milan all’età di dieci anni feci il verso della scimmia contro Luther Blissett e ancora, se ci penso, sento un forte senso di colpa (allora non me ne pentii perché ero scemo) o meglio di vergogna.

In casa mia della scimmia si da a chi non tocca nulla da mangiare, non so perché. “Non fare la scimmia!” si dice. Il vezzeggiativo tocca invece a tutti i neonati (belli e brutti non fa differenza).

Di tutte le versioni di bastoncini di pollo prodotte questa è quella che ha riscosso maggior successo. Ho evidenze importanti, prove certe: la scimmia di mia nipote che ne ha mangiati almeno quattro pezzi.

Bastoncini agrodolci di pollo

  • mezzo petto di pollo
  • 1 cucchiaio di miele di acacia
  • 1 cucchiaino di paprika affumicata (o dolce se non l’avete affumicata)
  • succo di 1 lime
  • mezzo cucchiaino di pepe di sichuan
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco o di riso
  • 2 spicchi di aglio
  • pane grattugiato
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 2 cucchiai di verde di cipollato tritati
  • sale
  • olio extravergine di oliva

Tagliare a striscione il petto di pollo privato degli ossicini, delle cartilagini e del grasso.

Mettere tutti gli ingredienti fino all’aceto dentro ad una ciotola, aggiungere uno spicchio d’aglio tritato finissimo e il pollo.

Mischiarli e lasciarli riposare in frigorifero per due o tre ore coperti di cellophane.

Aggiungere ad una quantità sufficiente di pane grattato l’altro spicchio d’aglio grattugiato o tritato finissimo, il prezzemolo tritato, il verde del cipollato ed il sale. Olio per rendere più morbido il pane.

Panare il pollo e disporlo su delle placche per cuocere in forno sotto al grill dopo aver cosparso, ancora, con un filo di olio.

Salare se necessario.

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