La capanna di Eraclio (Codigoro, Ferrara)

provato a cena ad Agosto 2017

Io quando mi immagino i posti dove Bertolucci portava a pranzo Depardieu, De Niro, Valli, Sutherland e tutti gli altri durante le riprese di Novecento me lo immagino così. In mezzo a strade lunghissime e tutte dritte che dividono canali pieni di acqua e campi enormi, al calar della sera in mezzo all’estate tra stormi di zanzare e lontananze senza alture visibili nella foschia umida.

Siamo tra i primi ad arrivare e la chef è a sedere fuori tutta vestita di bianco a godersi il tramonto su una sedia di plastica. È quasi abbandonata.

Quando entriamo, in mezzo a tutto quello che pare venuto fuori da quei locali in cui trent’anni fa e più andavamo per matrimoni o comunioni, c’è il senso del ricercato che non vuol fare scene inutili, un’eleganza schietta e che viene da dentro e che ritroverete parlando con la chef.

Si parcheggia e per entrare si passa davanti ad una finestra che da su una sorta di cucinotto che pare quello di una casa degli anni settanta e da li si vede la cucina vera tutta in acciaio con persone che tirano la pasta e preparano una delle migliori cene della vostra vita.

Maria Grazia Soncini fa solo cucina semplice (che non vuol dire facile) e cura tutto in maniera maniacale dando risalto a consistenze e sapori, lavorando quello che di meglio il delta del Po può offrire sia che si tratti di pesce che di cacciagione (ma di questa non abbiamo prova diretta e dovremo tornare).

In sala Pierluigi, il fratello, accoglie e gestisce la vostra cena con elegante informalità e vi aiuta a scegliere, in una carta che non prevede menù deguastazione, quello che più vi farà capire della cucina della Capanna. Scegliamo di mangiare antipasto, primo, secondo e dolce e forse sbagliamo perché le porzioni sono generose e alla fine ho dovuto aiutare mia moglie con i suoi piatti. E nonostante il piacere anche io ho terminato la cena oltre il livello di sazietà.

La carta è come già detto divisa in maniera tradizionale con sei o sette possibilità per ogni portata. Anche la carta dei vini non è immensa ma si riesce a trovare soddisfazione in ogni maniera.

Il pane è servito in varie tipologie e ognuna piacevole. Grissini e focaccia su tutti.

Come omaggio di cucina questi gamberetti microscopici infarinati e fritti. Sono giustamente un pizzico e devo centellinarli. Grazie al cielo interviene mio figlio che ne mangia la metà e gli altri li lascia. Non sono Schie ma gamberetti di laguna e maledetto me che non ho segnato il loro nome. Vanno assieme ad una bolla italiana offerta all’inizio.

Scelgo di bere questa bottiglia che è buonissima e nella calda sera resta un pò immersa nel ghiaccio e anche questo aiuta. Ripeto buonissima e fresca ma forse non adatta a tutto quello che abbiamo mangiato.

Granchio servito in maniera molto semplice con una maionese impressionante per equilibrio e per quel giallo intenso, quasi arancione che tanto dice di come è stata preparata.

Il primogenito adesso che legge ha scelto da solo e dall’elenco ha voluto l’anguilla e io mi son commosso (quante soddisfazioni che da!) Un’anguilla prima leggermente arrostita e poi finita di cuocere in forno con rosmarino e aglio. Sotto polenta bianca. Vi consiglieranno di mettere da parte la pelle perché troppo grassa, hanno ragione ma voi comunque assaggiatela che è golosa.

La polenta bianca servita con tre varietà di pesce che sale di sapore e piacere fino a concludersi con le moleche fritte.

Spaghettini sottili con i giottoli carichi di intenso sapore marino colorati del loro nero. Ne ho mangiati la metà che gli altri li hanno finiti i bambini

Anche i maltagliati con le vongole e la salicornia con sul fondo l’umido saporito. Anche queste son finite in gran parte a nutrire gli infanti.

Poi le seppie del redentore infarinate e fritte con crema di patate e alghe fritte. Se devo proprio avrei messo un purè di patate più rustico ma era ottimo comunque. Le sepiolite sono minuscole e private soltanto dell’osso. Il sapore è unico e ne mangereste senza sosta.

Questo piatto di crostacei con pane, basilico e mozzarella di bufala è imbarazzante per fattura e sapore. Con i crostacei che restano morbidi e pieni di succhi, la mozzarella che porta acidità e grassezza e tutto quell’intingolo per cui non basta il pane che vi portano. Ve lo portano in tavola dentro ad una casseruola di rame e impiantano davanti a voi.

Prima del dolce un’ottima pana cotta con una densa e fresca crema di frutti rossi.

Torta cenerina al cioccolato con uno zabaione che per colore deve arrivare dalla stessa linea della maionese ma con un bel sapore ruspante e dolce.

Sorbetto al mojito di ottima fattura servito con quella cannuccia blu che fa tanto riviera.

La Capanna di Eraclio
chef Maria Grazia Soncini
Località Ponte Vicini, 44021 Codigoro FE
tel. 0533 712154

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