Ho da poco comprato il libro “NOMA” di Philip Brophy. Mi parlerà  di cosa c’è dietro una cucina e una cultura che non conosco, che ho ammirato in foto e nelle varie spiegazioni dei giornalisti che ne hanno decantato l’altissimo livello.

Guardando le foto, sfogliando il volume e leggendolo viene voglia di prenotare il volo (per il fine settimana in cui si riesce a trovare un posto al NOMA) e arrivare a Copenaghen. Io ci sono stato nel 1993 con lo zaino e altri amici che avevano come me più intenzione di conoscere le ragazze danesi che di scoprire i risvolti della cultura gastronomica del nord Europa. Ricordo però la pasticceria ed il fatto che nessuno bevesse Ceres. Ma come? La fate e non la bevete? Grande popolo, grandissimo.

Le ricette sono infattibili per i comuni mortali, ammiratele ma difficilmente riuscirete a capirne i sapori, le sfumature. Da noi c’è poco o nulla di quello che Redezepi utilizza.

Godetevelo attraverso le storie che troverete, provate ad immaginarlo ma non pretendete troppo da voi.

Fate in modo che la storia e il metodo di questo chef che ha saputo per primo prendere una cucina sconosciuta e da molti ritenuta povera di varietà e grassa e grossolana, una cucina da vichinghi, e trasformarla in qualcosa di ricercato (nel senso di desiderato) e di grande varietà.

NOMA
Philip Brophy
Phaidon, 2012
ISBN: 9780714862217

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