Tag: ‘nduja

Uova con la ‘nduja e provola (cotte al microonde)

Dal giro dei calabresi non si esce. Ci sono alti e bassi, bisogno e astinenza che ciclicamente tornano ma i calabresi ti restano sempre attaccati, sanno dove abiti e ti trovano di notte quando vai ad aprire il frigo.

Sono professionisti, piccanti e profumati. Anzi quando sono buoni sono più profumati che piccanti e, pensate, sono piccantissimi.

Ho ripreso i contatti con il mio fornitore e mi ha procurato una nuova ‘nduja. Non ci sono molte ricette con il piccante salume in questo blog; il bambino prima l’avrebbe voluta e poi sarebbero stati problemi, la consumavo clandestinamente di notte su fette di pane oppure nelle rare sere in cui mio figlio mangiava dai nonni. Ma sempre sopra fette di pane tostato. Adesso ha deciso che il piccante non gli piace più.

Uova con la 'nduja e provola (cotte al microonde)

Un piatto per stomachi forti dove viene estratto, ed in foto si vede, tutto l’olio che vi brucerà nell’intestino e vi darà il capogiro. Il tutto cotto velocemente nel microonde.

Per ciascun commensale:

  • 2 uova
  • 1 cucchiaio di ‘nduja
  • 2 cucchiai di provola dolce tritata finemente
  • sale
  • olio

Nella ciotolina leggermente unta che metterete nel forno creare una base con l’insaccato.

Sopra mettere il formaggio ed infine le due uova.

Mettere nel microonde e cuocere a 650 watt per 1 minuto facendo in modo di far girare il vassoio in tutti e due i sensi. Nel mio basta aprire lo sportello e farlo ripartire.

Salare e servire con del pane.

Io ho girato tutto con un cucchiaino in modo da avere un composto grossolano.

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Una merenda fotonica (Pane, ‘nduja e fichi)

Scusate per l’uso della parola “fotonica” ma non sapevo che titolo dare e mi è venuta questa espressione risalente alla mia infanzia.

Si diceva che l’albero di fichi di mio suocero quest’anno ci ha concesso di meno, forse il clima o forse la vecchiaia. Più probabilmente la nostra pigrizia ad arrivare a casa sua frequentemente e raccoglierli.

A casa dei miei invece come al solito produzione quasi a zero. E forse li da loro tale pochezza è dovuta ai figli di mia cugina o a mio padre e mia madre golosi e capaci di togliere da mangiare al loro bambino (io) pur di soddisfare la loro gola. Probabile tutte e due.

A merenda ci si sfoga con quel che c’è, è anche un modo per far ordine nel frigo e quei fichi e quel salume calabrese erano li da tanto. Allora li unisco, mica invento nulla, e non ci si pensa più.

Io i fichi li mangio con la buccia, a casa mia si fa così, e mi sembrano più buoni.

Una merenda fotonica (Pane, 'nduja e fichi)

  • 2 fette di pane tagliato abbastanza sottile (quello da mezzo chilo)
  • 2 fichi
  • 2 cucchiai di ‘nduja

Accendete il grill del forno.

Distribuite il salume piccante sul pane in maniera abbastanza omogenea.

Grigliate velocemente in modo da far sfrigolare l’unto suino senza tostare il pane.

Togliete e aggiungete mezzo fico sopra ciascun crostino.

Ingurgitare con ferocia. Fotonici.

Attenzione: rispetto alla distribuzione della nduja, ma il mio essere non cresciuto me lo fa fare anche con altro, cercate di esagerare con uno dei quattro crostini e, come me, battezzatelo “ultimo”.

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Crema di ceci, ‘nduja e creme fraiche

Assemblare, recuperare ciò che avanza e metterlo in tavola. L’emergenza, rimediare qualcosa, imbastire una cena piacevole e adatta alle persone e al periodo con quello che c’è. A tutti è capitato a me spesso. Anche venerdì.

Avevo mezza ‘nduja in frigo assieme ad un po’ di creme fraiche preparata nell’ultimo fine settimana.

Tenere a mente le consistenze, i contrasti e le necessità. Non mangiano pesce quindi non si possono cuocere gamberi o baccalà, nemmeno quelle scatolette di tonno che tornerebbero tanto bene.

Freddo e pioggia quindi qualcosa di caldo e rassicurante che porti dentro tepore… crema di legumi (avercele avute le castagne). Poi croccante per non avere soltanto creme, piccante che piace a tutti noi e quella crema di latte acida a smorzare il piccante, ad affinare il piatto, ad aggiungere un gusto diverso.

Crema di ceci, ‘nduja e creme fraiche

per 4 persone:

  • 500 grammi di ceci (con la loro acqua e vanno benissimo anche quelli in scatola)
  • aglio
  • olio
  • acqua
  • sale
  • pepe
  • 1 noce di burro
  • Creme fraiche
  • mezzo cucchiaio di ‘nduja
  • 10 cucchiai di pane grattato (non quella polvere finissima del supermercato. Fatevelo rustico in casa o chiedetelo al vostro panettiere)

In 3 cucchiai di olio extravergine far rosolare due spicchi d’aglio. Quando saranno ben bruniti toglieteli ed aggiungete i ceci con la loro acqua.

Fate prendere il bollore e appena tutto sarà caldo frullare bene con il frullatore ad immersione aggiungendo la noce di burro. Regolate di consistenza (io l’ho tenuta abbastanza ferma) e di sale. Un poco di pepe per dare aroma.

Mentre intiepidisce sciogliete in una padella piccola il salume calabrese e quando sarà completamente sciolto aggiungere in una volta sola il pane grattugiato.

Rigirando continuamente far colorare il pane con l’olio della ‘nduja e colorire con il calore. A fuoco sostenuto ma facendo attenzione che bruciare tutto è un niente.

Impiattare la crema di ceci in una fondina (o in dosi più piccole per antipasto in una cocotte) aggiungendo un poco di pane tostato piccante ed una piccola quenelle di creme fraiche.

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