Accontentarsi, bastare a se stessi. Effettivamente riuscissi ad avere un comportamento più buddista sarei più tranquillo. Ma le cose non bastano mai e a volte i legami affettivi, altre l’incapacità di liberarsi dai bisogni più futili, quelli che dall’esterno ti vengono indotti, ti (mi) schiacciano verso posizioni o direzioni che sento che non mi appartengono. E io mi lascio schiacciare.

Basterebbe poco son convinto ma sono anche incapace di muovermi verso una direzione più equilibrata e quieta e sana e anche, forse, facile. “Ma ci sto provando, Ringo, ci sto provando, con grande fatica, a diventare il pastore.” e qualcosa si muove.

Come questa cipolla, ma come tutte quelle cose che si basano sul poco che è già tanto. La cipolla fondente di Salvatore Tassa è un inno al poco che può essere enorme. Non perché siano uguali, non perché io abbia capacità o gusto del cuciniere. Nel mio caso è la cipolla, non io, a essere adeguata.

Cipolla

  • 1 cipolla a persona
  • sale
  • zucchero o, meglio, miele di acacia
  • olio extravergine di oliva
  • acqua

Pulire la cipolla e lasciare l’attaccatura delle radici.

Dividerla a metà e metterla con il lato del taglio rivolto verso l’alto in una teglia coperta con carta da forno bagnata. Mezzo bicchiere di acqua sul fondo della teglia.

Condire con un pizzico di sale e un filo di olio.

Infornare a 180° ventilato per 40 minuti trascorsi i quali si estrae la teglia dal forno e si condisce con del sale tra i vari strati e si cosparge di zucchero o miele di acacia (poco di entrambi) il taglio.

Si rinforza sotto al grill in modo da caramellare la cipolla.

Io l’ho mangiata con del pecorino stagionato e altro miele e devo dire che mi è piaciuta molto.

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