Baccalà mantecato (altra versione)

Una barzelletta che non mette troppo in buona luce noi italiani dice: “Quanti italiani ci vogliono per cambiare una lampadina? Allora mia moglie ha una cugina che ha sposato un uomo che conosce un tale che lavora con un tizio che la cambierebbe per niente”.

Così un amico mi ha detto la ricetta che uno chef che conosco ha detto ad una nostra cara e comune amica. Ed io l’ho rifatto.

Il risultato, rispetto all’altra ricetta, è sorprendente. Non che sia più buono o più leggero ma se proverete a farle entrambe sentirete come variare poche cose rendono queste ricette distanti, entrambe piacevoli ma capaci di dividere un pubblico durante un assaggio.

Qui la nota grassa è più evidente ma il sapore complessivo è più delicato e si sente di più il baccalà, di là del resto c’è una maggior complessità di fondo anche se il pesce spicca un po’ meno.

Baccalà mantecato (altra versione)

  • 250 grammi di baccalà (come già detto uso più frequentemente quello già bagnato)
  • olio di oliva
  • olio di semi
  • sale

Avvolgete il baccalà in carta stagnola in modo che sia ben protetto. Fateci un paio di giri intorno in modo che non possa entrare l’acqua di cottura.

Mettetelo in una pentola con acqua fredda e dal momento che spicca il bollore fatelo andare per 15 minuti circa.

A questo punto toglietelo dai cartocci recuperando l’acqua che si sarà formata dentro.

Eliminate pelle e spine se ce ne sono o se non le avete eliminate prima.

Mettetelo nel cutter con la lama che serve a montare e cominciate a frullare aggiungendo un paio di cucchiai, o tre, dell’acqua recuperata. Nel caso aggiungetene altra.

Aggiungete l’olio a filo, prima olio di oliva e appena comincia a montare andate avanti con l’altro.

Poco prima di finire assaggiate e regolate di sale.

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