Calamari ripieni

I calamari ripieni sono un piatto misterioso.

Quando sono troppo cotti o quando lo sono poco, a volte non sono masticabili e continuano a girovagare in bocca e a volte tenerissimi.

Perché questo succeda non si sa, o meglio, io non lo so. So però che ho smesso di stracuocerli come fa mia madre e cerco di cuocerli il minimo indispensabile. Non mi ricordo chi, né dove qualcuno mi disse che i calamari e tutti gli altri animali di tale fattezza vanno cotti meno di 15 minuti e se si va oltre allora bisogna rassegnarsi e andare oltre la mezz’ora per farli tornare morbidi.

Però li cuocio a temperature altissime o giù di li.

Fate conto che due calamari a testa vanno bene. Prendeteli di circa 15 centimetri tentacoli esclusi, nel caso meglio prenderne di più e più piccoli. Più grandi no.

Ventenne a Ustica preparai assieme ad amici un calamaro di una quarantina di centimetri e venne crudo il ripieno e non masticabile fuori. Lo ripreparammo facendolo a pezzi molto piccoli e recuperando le zampe, gettando la massa di pangrattato cercando di rimediare un sughetto per la pasta. Non venne male. Non malissimo.

Calamari ripieni

Per 2 persone e l’infante curioso:

  • 5 calamari come detto sopra
  • pangrattato
  • aglio
  • prezzemolo
  • olio evo
  • sale e pepe

Pulire i calamari e mettere da parte i tentacoli.

Tritare finemente aglio e prezzemolo secondo i gusti. Unire il pangrattato, salare e pepare. Aggiungere l’olio d’oliva rendendolo leggermente unto ma non intriso.

Tritare abbastanza finemente, ma non a poltiglia, le teste e i tentacoli e scottarli un minuto in padella bollente. Mischiarli ad un poco di pangrattato aromatizzato.

Riempire le sacche con i tentacoli e abbastanza pangrattato evitando di  tendere troppo la carne che poi rischiano di aprirsi.

Chiudere con uno stecchino e passare nel pangrattato rimanente.

Ungere con poco olio e cuocere in forno a 180° o 200° (o più) per circa quindici minuti facendo attenzione che non brucino.

L’esterno dovrà essere croccante ed il ripieno restare leggermente “pastoso”. A me piacciono così.

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