Quando il cibo unisce: buio e burro d’arachidi (un articolo sul Post)

Sembra che legga soltanto il Post. Non è vero ve lo garantisco ma questa testata la guardo spesso. Sarà perché hanno, per i miei gusti, il giusto livello di approfondimento e la capacità di mischiare serio e leggero in maniera equilibrata.

Ma non mi devo giustificare con voi.

Oggi è comparso questo articolo:

Circa un anno e mezzo fa, la foodblogger Jennifer Perillo scrive sul suo blog “In Jennie’s Kitchen” che suo marito è morto: si tratta di un attacco di cuore improvviso, che non le lascia neanche il tempo per salutarlo. Molti follower le chiedono come possono dimostrarle la loro vicinanza in un momento così difficile e lei risponde in maniera inaspettata: è un bel po’ di tempo che si ripromette di preparare il dolce preferito di Mikey, suo marito, ma alla fine non l’ha mai fatto.

Così, chiede a chi ne ha voglia di preparare il dolce al burro d’arachidi che suo marito amava tanto e di condividerlo con i propri cari il venerdì stesso. “Abbracciateli come se non ci fosse un domani, perché oggi è l’unica garanzia sulla quale possiamo contare” scrive. E aggiunge la ricetta per la Peanut Butter Pie.

Il cibo è unione, sembra dirci: nonostante le diversità, nonostante le distanze, nonostante i confini che indubbiamente ci separano, il cibo, alla fin fine, ci rende tutti uguali, tutti vivi e tutti mortali nello stesso identico modo. Come disse E. M. Forster, gli eventi principali nella vita di un essere umano sono cinque: nascere, mangiare, dormire, amare e morire. Mangiare e amare, però, sono quelli che più ci avvicinano gli uni agli altri…

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