Giorno: 26 Giugno 2016

Spaghetti al limone

La ricetta non è mia, l’ho copiata dal blog di Luciano Pignattaro che la pubblicò diversi mesi fa. E la ricetta non è nemmeno di Pignattaro ma di Peppe Guida da Vico Equense.

E io l’ho corretta… ci mancherebbe. Ho cercata di riprodurla, giuro, il più fedelmente possibile avendo a disposizione quello che avevo.

La cucina di casa raramente è programmata e più spesso è cercare di soddisfare l’alimentazione attraverso quello che c’è, cercando di adattare quanto c’è scritto in ricette codificate con quello che sta scadendo nel frigo.

Mia moglie porta a casa dei limoni “Per fare il Vodka tonic” mi dice lei. “Sono biologici”. Grazie amore.

Spaghetti al limone

Metterò quello che ho fatto io e tra parentesi quello che attraverso Pignattaro dice Guida e dopo la spiegazione del perché tali variazioni negli ingredienti. Per la ricetta originale andate al blog di Pignattaro.

  • 300 grammi di spaghetti sottili (280 grammi di spaghettini) – Piatto unico mica dentro un menù
  • 5 limoni (3 limoni) – Mi parevano pochi
  • 0,75 litri di acqua (circa mezzo litro di acqua) – e se non mi basta?
  • 130 grammi di caciocavallo grattugiato (100 gr di provolone del Monaco giovane) – Aumentarti gli spaghetti aumentato il formaggio; il Provolone dalle mie parti non si trova e in frigo c’era quello
  • olio extra vergine quanto basta
  • pepe nero
  • sale (Non riporta l’uso del sale) – Ma sarà?

Lavare gli agrumi e pelarli tagliando a striscione la buccia (solo il giallo).

Mettere la buccia nell’acqua e coprire con la pellicola. Mettere in frigo per almeno 24 ore.

Filtrare l’acqua e metterla a scaldare salandola in maniera adeguata aggiungendo un po’ d’olio.

Mettete il mezzo litro che dice Guida in una padella e aggiungete gli spaghettini. Portateli a cottura magari aiutandovi con l’acqua che avete tenuto da parte.

Quando saranno al dente mantecateli con il formaggio, il pepe e un cucchiaio di olio.

Non gettate la buccia di limone che avete utilizzato per dare profumo all’acqua. Mio figlio grande l’ha distribuita sui piatti e male non ci stava.

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