Mese: Giugno 2016

Spaghetti al limone

La ricetta non è mia, l’ho copiata dal blog di Luciano Pignattaro che la pubblicò diversi mesi fa. E la ricetta non è nemmeno di Pignattaro ma di Peppe Guida da Vico Equense.

E io l’ho corretta… ci mancherebbe. Ho cercata di riprodurla, giuro, il più fedelmente possibile avendo a disposizione quello che avevo.

La cucina di casa raramente è programmata e più spesso è cercare di soddisfare l’alimentazione attraverso quello che c’è, cercando di adattare quanto c’è scritto in ricette codificate con quello che sta scadendo nel frigo.

Mia moglie porta a casa dei limoni “Per fare il Vodka tonic” mi dice lei. “Sono biologici”. Grazie amore.

Spaghetti al limone

Metterò quello che ho fatto io e tra parentesi quello che attraverso Pignattaro dice Guida e dopo la spiegazione del perché tali variazioni negli ingredienti. Per la ricetta originale andate al blog di Pignattaro.

  • 300 grammi di spaghetti sottili (280 grammi di spaghettini) – Piatto unico mica dentro un menù
  • 5 limoni (3 limoni) – Mi parevano pochi
  • 0,75 litri di acqua (circa mezzo litro di acqua) – e se non mi basta?
  • 130 grammi di caciocavallo grattugiato (100 gr di provolone del Monaco giovane) – Aumentarti gli spaghetti aumentato il formaggio; il Provolone dalle mie parti non si trova e in frigo c’era quello
  • olio extra vergine quanto basta
  • pepe nero
  • sale (Non riporta l’uso del sale) – Ma sarà?

Lavare gli agrumi e pelarli tagliando a striscione la buccia (solo il giallo).

Mettere la buccia nell’acqua e coprire con la pellicola. Mettere in frigo per almeno 24 ore.

Filtrare l’acqua e metterla a scaldare salandola in maniera adeguata aggiungendo un po’ d’olio.

Mettete il mezzo litro che dice Guida in una padella e aggiungete gli spaghettini. Portateli a cottura magari aiutandovi con l’acqua che avete tenuto da parte.

Quando saranno al dente mantecateli con il formaggio, il pepe e un cucchiaio di olio.

Non gettate la buccia di limone che avete utilizzato per dare profumo all’acqua. Mio figlio grande l’ha distribuita sui piatti e male non ci stava.

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Wurstel per uomini soli (maschilismo vai via)

Succede come ogni anno che lei prende il bambino e se ne va al mare. Quest’anno i bambini sono due.

Loro son contenti e l’aria salmastra fa bene ai crescendi, io dico sempre che è come fossi in ferie ma il periodo è sempre quello di iperlavoro.

E poi mi mancano e getto tutta la mia frustrazione di uomo solo nel frigo nell’attesa di una telefonata dal mare o di qualche amico per un aperitivo, per una serata spensierata.

Poi tradisco mia moglie, ho detto qui come faccio. Quest’anno vedremo con chi.

Il cibo diventa da uomini duri e si da spessore agli istinti da cowboy solitario e, sempre con un occhio rivolto alla sostenibilità, al primo pranzo a casa dopo averli accompagnati si svuota il frigo dagli avanzi e da ciò che sta per scadere.

Wurstel per uomini soli

Quest’anno non è andata male.

  • wurstel di quelli grandi
  • formaggio
  • prosciutto

Non do le dosi che tanto non servono.

Tagliate a metà i salsicciotti per la lunghezza e aiutandovi con un cucchiaino da dolci svuotateli in modo da lasciare intatto l’esterno e da avere una cavità adatta a contenere il formaggio.

Tagliate delle listarelle del formaggio che avete e riempite quella cavità.

Ricomponete il wurstel e avvolgetelo nel prosciutto in modo che resti ben stretto.

Mettete il prodotto della vostra fatica in forno a 220° gradi o più fin quando l’esterno non sarà croccante ed il formaggio fuso.

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Pappa col pomodoro

Un amico a volte si può trasformare in un conoscente. O più probabilmente è sempre stato un conoscente e nella fretta dei rapporti lo definisci amico.

Ma si tratta di praticità, di soddisfare la velocità del discorso. Senza girarci intorno.

Diceva, lui piemontese con la erre moscia, antiquario e consulente, gran conoscitore di vini e amante di burro e acciughe con l’ossessione dei vini scarichi… insomma aveva due mantra: “Pietade è morta” e “Fan solo cotture veloci… ma dove sono finiti quei cuochi che facevano le cotture anche di due giorni, che sapevano usare il fuoco”

Non ricordo se quest’idea me la passò lui o un terzo soggetto con lui come intermediario ma è una versione ottima della pappa con il pomodoro caratterizzata da sapori ben netti e dalla frittura del pane.

Pappa col pomodoro

  • 3 o 4 fette di  pane toscano raffermo alte almeno 2 centimetri e private della crosta (pane da 1 chilo)
  • 500 grammi, una confezione di pelati (meglio se quelli fatti in casa)
  • 2 spicchi di aglio
  • 5 o 6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 10 foglie di basilico
  • sale
  • peperoncino
  • acqua se necessaria

Mettete a scaldare l’olio con uno spicchio di aglio schiacciato.

Appena si sarà insaporito togliere l’aglio e alzare la fiamma al massimo e gettare il pane tagliato grossolanamente in cubi.

Farlo dorare bene poi aggiungere i pomodori e l’altro aglio tritato finemente.

Lasciar cuocere a fuoco basso fin quando non si perde gran parte dell’acidità del pomodoro ed i sapori si arrotondano. Aiutarsi con un pizzico di zucchero se serve.

A fine cottura aggiungere il basilico e regolare di sale e di piccante.

Se siete stati più furbi di me e meno frettolosi mettete da parte un terzo del pane fritto e aggiungetelo alla pappa un paio di minuti prima di spegnere.

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Costolette di maiale piccanti

Ho studiato l’Arte della guerra di Sun Tzu e lo applico quotidianamente.

Il sotterfugio, colpire di nascosto e non dare possibilità al nemico di opporsi. La guerriglia, la guerriglia gastronomica, quella tra chi dice no e chi dice si.

È inutile, amore mio, che mi dici che vuoi fare attenzione all’alimentazione, che è quasi estate e che abbiamo ormai una certa età.

Son stato dal macellaio, luce dei miei occhi, e aveva una stecca di costole di maiale che mi parlava e io desideravo tanto cuocerle come fanno i cowboy e dartele da mangiare sopra al tagliere di legno assieme a delle patate lesse condite semplici semplici e un po’ d’insalata e tanto aceto.

Poi che alla fine abbiamo mangiato molte patate e insalata e poche costine a testa è stato un disguido, una mia paura per l’eccesso e per il tuo rimprovero. Però erano buone amore mio.

Costolette di maiale piccanti

  • 1,5 kgrammi di costine di maiale pulite
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 3 spicchi di aglio (o aglio in polvere)
  • 3 cucchiai di paprika affumicata (ma anche dolce va bene uguale)
  • 1 punta di cumino in polvere
  • 1 punta di coriandolo in polvere
  • peperoncino in polvere
  • sale
  • pepe

Mischiare tutti gli ingredienti assieme all’aglio schiacciato.

Strofinare con vigore tutti i lati delle costole poi mettere in un’insalatiera piuttosto ampia e coprire con la pellicola.

Riporre in frigo fino al giorno successivo.

Togliere dal frigo un’ora prima e portare a temperatura ambiente.

Scaldare il forno a 120° e appoggiare la carne distesa sopra alla griglia.

Sotto mettete una teglia con due tazze d’acqua.

Cuocere per almeno 40/50 minuti e comunque fin quando sentirete che la carne non è morbida.

Accendete prima di servire il grill alla massima temperatura per far fare la crosta.

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