Trattoria Garofani Lina (Savigno, Bologna)

Provato a cena a settembre 2011

Qualche tempo fa (settembre 2011) ho accetto un lavoro in provincia di Modena. Vengo spedito in un paesino perso nelle montagne a sud della città emiliana. Il lavoro che doveva finire alle 19.30 è terminato verso le 20.30 e sono venuto via. Affamato e guidato dal rassicurante navigatore mi sono perso per strade che, man mano che scendevo, diventavano sempre più strette e buie.

Ma, perchè c’è sempre un ma, in un tornante e accostato a due case vigilate da tre vecchie sedute a prendere il fresco vengo attratto dall’insegna della “Trattoria Garofani”.

Dalla porta con zanzariera della cucina vedo un’ottuagenaria solitaria affaccendata davanti ai fuochi. Entro. Quadri fatti di all’uncinetto simili a quelli appesi ai muri delle case dei nonni e altri simili a quelli acquistabili nelle aste estive della riviera romagnola riempiono la parete. Un enorme barattolo di coccio delle amarene Toschi troneggia sulla sala.

La cameriera è bionda platino, ben in carne e vestita rosso fuoco. Gli occhi truccati pesantemente di celeste e dalla generosa scollatura strabordano i suoi bianchissimi seni. Il cameriere è un uomo sulla sessantina, un sosia senza baffi di Ciccio Ingrassia.

Mi seggo e rifiuto il vino dovendo guidare per almeno altre due ore. Acqua frizzante e mi viene elencato il menù: tagliatelle verdi con sugo di carne, tortellini con la panna e tortellini in brodo. Prendo gli ultimi con un filo di timore per la calda serata ma come si fa a dire di no? Per secondo mi propongono grigliata mista di maiale o tigelle e gnocco fritto con gli affettati. Anche questa volta prendo gli ultimi.

Dopo poco arriva in tavola una zuppiera che basterà a riempire per tre volte la mia scodella. Tortellini fatti a mano e brodo bollente e profumato. Il ripieno è consistente ma non duro, saporito e grasso, la pasta che lo avvolge è croccante e rustica, dello spessore che ti fa intuire il contenuto ma non lo fa vedere nemmeno dopo la bollitura.

Arrivano poi gnocchi fritti impalpabili e leggeri, sfoglie finissime gonfiate dall’olio bollente appena salate e tigelle larghe come sottobicchieri e alte almeno due centimetri appena cotte sulla piastra. Un vassoio di affettati, tutti di ottimo livello (il salame aveva la buccia di budello vero ricoperto di muffa vera).

Rifiuto il dolce. Ma anche quello era fatto dall’anziana cuoca, zuppa inglese, sorbetto al limone, salame di cioccolata oppure ancora gnocchi fritti con la nutella o la marmellata di amarene. E prendo il caffè.

Ingrassia mi porta il conto, 17 euro. Pago e lascio la mancia, stringo la mano e ringrazio con l’espressione sul volto simile a quella di mio figlio quando vede il capezzolo della madre.

Le strade sperdute dell’Appennino bolognese mi accolgono ancora, meno strette e meno buie.

Provato a cena a settembre 2011

Trattoria “Garofani Lina”
Via S.Prospero 2997, 40060 Savigno (BO)
051 6706314
coordinate: 44.362734, 11.069198

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