Tag: pasta lievitata

Pan Brioche (Un’altra ricetta)

Chi possiede la conoscenza possiede tanto e chi quella conoscenza è in grado anche di applicarla sarà sempre un passo avanti a tutti gli altri.

Così una cara amica, che per lavoro studia fumetti dei secoli passati, possiede il dono di conoscere moltissime ricette e di farle tutte benissimo.

La sua trippa al sugo è qualcosa di incredibile e altrettanto buoni sono i suoi ragù.

Nulla di creativo ma un attaccamento alla tradizione fortissimo legato alla genetica cura che sua madre le ha trasmesso nel cucinare. Aveva assaggiato il mio pan brioche e le era piaciuto molto, poi mi aveva suggerito la sua ricetta che ho provato e che a me è piaciuta più dell’altra. (E se poi mi ha suggerito la sua mi viene il dubbio che anche lei preferisca quella che fa lei).

In questo caso la temperatura di cottura è molto più alta dell’altra ricetta. Seguitelo bene  altrimenti se vi sfugge anche di pochi minuti vi prenderà troppo colore.

Pan Brioche

Questo qua è molto soffice e profumato. Se, rispetto alla ricetta, allungherete i tempi di lievitazione riducendo la quantità di lievito riuscirete ad eliminarne anche l’eccessivo odore.

  • 500 gr di Farina con un alto W (oppure 300 gr di maizena e 200 gr di farina 00)
  • 250 gr di latte
  • 140 gr di burro
  • 60 gr di zucchero
  • 16 gr di lievito di birra
  • 12 gr di sale
  • 5 tuorli
  • 1 uovo

Mettete a bollire il latte assieme allo zucchero e, appena accenna a bollire, spegnetelo ed aggiungete il burro.

Attendete che sia tiepidissimo (quasi corporeo) ed aggiungete il lievito facendolo sciogliere e le uova. Sbattete con una frusta il composto in modo da renderlo omogeneo.

Alla farina setacciata assieme al sale aggiungete il composto ed impastate.

Ne otterrete una pasta abbastanza morbida.

Lasciatela lievitare coperta per una mezz’ora.

Passato questo tempo impastatelo ancora e dividetelo dentro a due stampi imburrati ed infarinati. Io ho usato semola per infarinare gli stampi.

Lasciate lievitare in un angolo caldo di casa fin quando il volume non è raddoppiato.

Se volete una superficie bella luccicante spennellate la superficie con del latte e fate i tagli, o decorate in altro modo. Io non ho fatto nulla di questo perché mi piace così, un po’ rustico.

Infornate a 210° per 25 minuti circa mettendo anche un contenitore con un bicchiere di acqua.

A cottura avvenuta togliete dallo stampo e lasciate raffreddare sopra ad una grata.

Si conserva per due o tre giorni avvolto nella pellicola. Al limite surgelatelo già sporzionato che la mattina con burro e marmellata è ottimo.

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Panini fritti al formaggio

Tanto va la gatta… e tutti abbiamo cibi che ci spingono a rischiare lo zampino. Mio zio quando era piccolo era il mio idolo. Mi riempiva di regali e mi portava al cinema, mi saliva sul motorino e mi portava alle giostre.

Poi le cose cambiano, e adesso nei suoi confronti mi sento un po’ come il signor K. e mi manca la voglia e la forza di domandare… ma che vi frega a voi?

Aveva uno splendido piano in marmo liscissimo nella sua vecchia cucina sopra al quale mi preparava i lecca lecca. Grandi dischi di caramello che si reggevano sugli stecchi dei gelati messi da parte durante l’estate. Ungeva il marmo con olio di semi e faceva un primo strato, quando era ancora morbido appoggiava lo stecco e versava altro zucchero.

Curioso infilai l’indice della mano destra sotto quella colata di zucchero fuso, un pezzetto piccolo bastò a farmi stare in cura per un paio di settimane. Poca cosa, non si vede quasi più.

Mio figlio ha fatto la stessa esperienza con il fritto. Non con l’olio bollente. Si è avventato sulla pasta appena scolata spuntandomi alle spalle e ha agguantato. Nulla di che, è bastata un po’ di crema e due baci e un massaggio “come i giocatori”, ma ha scoperto che con le cose che ci piacciono troppo bisogna fare attenzione. Sono sicuro che sbaglierà ancora.

La pasta lievitata deve esserci sempre. In forno o fritta è in grado di rispondere ad ogni bisogno. Io in questo caso l’avevo comprata.

Panini fritti al formaggio

Non do le dosi, sarebbe stupido e inutile.

  • pasta lievitata
  • formaggi che fondono ma non umidi (usate fontina, gruviera o quello che volete)
  • sale

Mettete a scaldare l’olio.

Tagliate i formaggi a cubetti di lato un centimetro circa.

Prendete piccoli pezzetti di pasta e inglobatevi i cubetti di formaggio.

Friggete fin quando non saranno ben dorati e scolate su carta assorbente. Salare.

Mangiare bollenti.

Se si raffreddano il formaggio tende a riaddensarsi quindi il modo migliore è offrire ai presenti il pane fritto man mano che lo scolate e salate.

Io ho utilizzato questo metodo: chi frigge deve essere confortato (io in questo caso) quindi scolare e salare, prenderne una e mangiarla, offrire agli ospiti le rimanenti.  Puzzerete di fritto ma ne mangerete in abbondanza. Birra o bollicine in accompagnamento.

Se volete provate anche con formaggi a pasta molle tipo camembert o brie o, addirittura, gorgonzola e stracchino. Ma come fare a metterli dentro alla pasta che sono squacqueroni? Metteteli in freezer e monitorateli, questo è fondamentale e richiederanno una certa attenzione. Ad un certo punto diventeranno più sodi, ma non marmati, e potrete tagliarli in cubetti più o meno regolari da inserire nella pasta.

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