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Marmellata di fichi secchi

Mio padre è andato in pensione da qualche anno ormai e comincia ad avere una certa età.

Quest’età nella mia famiglia, almeno per i soggetti di sesso maschile, è un punto di svolta. O la superi indenne e allora prosegui nel tuo cammino per molto tempo ancora oppure…

È in pensione da un lavoro che gli riempiva le giornate in maniera intensa e senza dargli modo di pensare quasi ad altro.

Nei primi due o tre anni di pensione lo vedevo un poco imbarazzato, incerto che girellava per casa e per la città poi ha cominciato a riempirsi la vita con altre cose, il nipote su tutte, e pare rifiorito. Ha cominciato a dedicarsi al modellismo, ha seguito con me dei corsi (il più impegnativo quello per diventare Sommelier anche se ha scelto di non farsi giudicare), cura il giardino e le sue piante grasse. L’Inter e, penso ancora, mia madre.

Marmellata di fichi secchi

I fichi secchi hanno concentrato tutto quello che potevano dare e hanno preso in più quel sapore di sole (o essiccatrice), a volte paiono mielosi e altre si sentono tanti profumi e sapori tutti assieme.

Questa marmellata è ottima sia con il dolce che con il salato, con il prosciutto o con del formaggio erborinato ma anche con del patè di fegatini. Ma non esagerate che copre i sapori come tutte le salse aggiunte.

Per la quantità che vedete sopra:

  • 12 o 15 fichi secchi
  • 2 bicchieri di porto
  • 3 cucchiai di zucchero

Private i fichi del loro picciolo, è duro e legnoso, fastidioso quando ce lo ritroviamo in bocca.

Divideteli in 4 parti.

Mettete a bollire il porto con lo zucchero e quando ha perso la parte alcolica aggiungete i fichi e abbassate la fiamma.

Fate ritirare il tutto e addensare e quando il liquido sarà sciropposo spegnate fate raffreddare.

Si serve freddo e magari il giorno dopo averlo preparato.

Conservate coperto in frigo per 2 o 3 giorni.

ps: Non per dire che mio padre è un fico secco ma che ha concentrato quanto di meglio possiede

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Marmellata di peperoncini (per formaggi e altro)

Prima che amori non corrisposti e non detti, che rivalità e altre stupidaggini andassero ad intaccare tutto capitava, a volte, nei tiepidi sabati primaverili di ritrovarsi a far colazione verso le undici di mattina con due fette di salame ed un bicchiere di bianco fresco.

Capitava che da quattro persone si diventasse otto e poi di raddoppiare ancora, unire i tavoli e mettersi a chiacchierare spilluzzicando qualcosa e aprendo bottiglie. E di continuare così fino a notte fonda.

Salame, mortadella, prosciutto spagnolo, acciughe al verde, sardine, formaggi di ogni sorta e su tutti la Robiola di Roccaverano condita semplicemente con pepe ed olio.

Poi assaggio la marmellata del titolo prodotta da Dario Cecchini e devo dire, nonostante il beccaro toscano mi stia simpatico come un calcio giù, che è proprio buona. Ma costa cara. Decido di farmi dare la ricetta da un amico cuoco adesso in trasferta americana. Perché assieme alla Robiola e a tanti altri formaggi mi piace proprio.

Io non ne faccio grandi quantità, giusto quella che mi basta per una o due settimane, se volete farne di più basta aumentare le dosi in proporzione stando attenti a sale e aceto. La parte più lunga nel mio caso è quella della cottura, se aumentate di molto le dosi diventerà quella della pulizia dei peperoni. Un avvertimento: quando pulite i peperoncini utilizzate dei guanti per proteggervi dalla capsaicina.

Marmellata di peperoncini (per formaggi e altro)

  • 200 grammi di peperoni rossi
  • 50 grammi di peperoncini rossi piccanti
  • 2 cucchiai di aceto di mele
  • 125 grammi di zucchero
  • Sale

Dopo averli lavati pulire i peperoni dal picciolo, dai semi e dai filamenti interni. Tritarli grossolanamente.

Fare la stessa cosa con i peperoncini.

Mettere tutto in un tegame, peperoni e peperoncini, aceto, zucchero e un pizzico di sale utilizzando il fuoco più moderato che avete. Tenete il tegame coperto.

Lasciar cuocere così per almeno un’ora girando di quando in quando.

A questo punto prendere il passaverdura con i buchi medi e passare il tutto. Passate bene che devono rimanere solo le bucce.

Rimettere in pentola e a fuoco moderato portare alla consistenza voluta schiumando spesso. Schiumare vuol dire togliere con un cucchiaio la schiuma che si forma in superficie.

Far freddare in frigo dentro ad una ciotola (io uso una tazza) coperto. Vi durerà almeno due settimane.

Se vi capita di fare un risotto con i peperoni, dopo averlo messo sul piatto e spianato, provate ad aggiungere qui e la delle piccolissime quantità di questa marmellata aiutandovi con il manico di un cucchiaino. Non mischiate assolutamente e vi ritroverete, ora si ora no, dei piccoli sussulti di gusto estremamente piacevoli.

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