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Salsa agrodolce speziata

In velocità avevo preparato il mio famoso, tra gli amici (ma non tutti), paté di fegatini ma volevo dare una possibilità diversa ai miei compagni di cena. Ancora ho nella memoria una cena dove uno sformato alle cipolle veniva servito assieme a sugo di crostini neri e ad una salsa indecifrabile dalle note particolarmente aromatiche e dolci.

Nel complesso la cena fu mediocre e anche quel piatto non spiccava particolarmente ma l’idea di prendere la “tradizione” e dissacrarla con qualcosa su cui non si può ridire nulla mi piaceva e mi piace tutt’ora.

Perché quello che adesso è tradizione una volta non lo era e a me, di questi tempi, quelli che vogliono soltanto la tradizione mi stanno sempre più infastidendo.

La ricetta l’ho ritrovata nei miei appunti di gola, foglietti dove le ricette sono appuntate velocemente e generalmente son riprese da internet. Le prime risalgono a più di dieci anni fa. Se qualcuno ne trova l’origine mi dica che citerò la fonte.

Salsa agrodolce speziata

  • 5 cucchiai di zucchero bianco
  • 2 cucchiai di acqua
  • mezzo bicchiere di aceto di mele
  • 10 albicocche secche
  • pepe
  • 1 pizzico di curry

Mettere a sciogliere lo zucchero assieme all’acqua. Fuoco basso e non toccate nulla succede che ad un certo punto avrete del caramello.

Facendo attenzione spegnetelo con l’aceto bollente e fate amalgamare il tutto.

Aggiungete le albicocche rinvenute nell’acqua tiepida e tagliate a dadini piccolissimi.

Fate incorporare per qualche minuto poi spegnete il fuoco e aggiungete il pepe e le spezie.

Servite a temperatura ambiente, meglio il giorno dopo.

Si conserva in frigo.

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Pesto di cavolo nero

Quando eravamo giovani riuscimmo, con alcuni amici, a fare un paio di serate in due ristoranti che ai tempi, nelle nostre zone, erano considerati ottimi. Uno rimane anche se un po’ ripetitivo nell’offerta e l’altro ha cambiato gestione e non c’è più nulla da fare.

Eravamo un gruppetto di cinque o sei ragazzetti poco più che ventenni e questi due venerdì, tornati dalle città dove facevamo l’università, li passammo a mangiare cose strane e bere vini dai nomi altisonanti facendo finta di capirci qualcosa.

C’era anche un dress code che prevedeva camicia e giacca per tutti, provammo a dire anche della cravatta ma non attecchì.

Dopo due volte capimmo che la cosa ci sarebbe costata troppo e continuammo con le cene a casa. E che forse non interessava a tutti.

Durante la seconda cena chiedemmo allo chef e patron del locale la ricetta di questo sugo.

Quando la farete fate caso al profumo di tartufo che arriva quando frullate il cavolo nero, al profumo leggermente terroso, fateci caso.

Pesto di cavolo nero (altro…)

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Risotto al curry con le mele

Tori Amos ed il riso al curry condividono uno stesso spazio della mia memoria. Mai sentito la prima e mai mangiato il secondo li scoprì nella stessa sera all’età di diciotto anni circa. Quello dei primi ristoranti cinesi non è valido, è altra cosa e non ha lo stesso valore.

Un caro amico decise che saremmo andati al concerto della rossa pianista e mi assicurò che l’avrei apprezzata. Un’altra amica delle superiori ci avrebbe ospitato dopo il concerto.

Sentire quella girandola di note con quel mezzo busto circondato dal fuoco dei capelli, l’interno delle sue cosce che spuntava di lato dal pianoforte e distraeva da una bellezza non rispondente ai miei canoni facendocela rientrare. Solo piano e voce senza l’appoggio di altri strumenti, bello e soprattutto bravissima per carità ma dopo due ore e mezzo un attimo di orchite tende a presentarsi. Poco male, pausa sigaretta e si riparte.

Arriviamo a casa di Francesca che amorevole ci chiede se avevamo mangiato. Figurati, facciamo noi, mica ci s’hanno i soldi da buttare. E lei ci deliziò di un riso al curry improvvisato che a noi, affamati, parve fantastico. Forse non lo era, non è importante, ma lo apprezzammo oltremodo.

Risotto al curry con le mele

Ogni tanto lo rifaccio, non come faceva lei, quando mio figlio è a cena dai nonni e non mangiando altro espando le dosi.

Mi piace aggiungere la mela che marinata nell’acqua acidulata con l’aceto porta freschezza ed un tocco leggerissimo di agro che aggiunge eleganza ad un piatto altrimenti abbastanza ordinario.

Per 2 persone:

  • 200 grammi di riso carnaroli
  • 1 grossa cipolla (la più grossa che avete)
  • 50 grammi di burro (se volete potete sostituire con 20 grammi di burro ed 1 o 2 cucchiai di yogurt magro che servirà a mantecare)
  • 1 litro di brodo di carne
  • 1 cucchiaio di curry (quello che trovate al supermercato)
  • 1 cucchiaino di curry piccante (che trovate nei negozi etnici)
  • 1 mela (la più asprigna che trovate)

Sbucciare la mela e tagliatela a dadini piuttosto piccoli (ma senza esagerare, diciamo di circa mezzo centimetro di lato). Mettetela in un contenitore assieme ad acqua e due o tre cucchiai di aceto in modo che resti coperta.

Tritare finemente la cipolla e metterla a cuocere in 20 grammi di burro. Se volete potete aiutarvi con un po’ d’acqua o di brodo.

Tostare il riso con la cipolla e iniziate la cottura con il brodo bollente.

A metà cottura aggiungere i due curry e portare a cottura.

Mantecate con il burro avanzato e con la mela dopo averla sgocciolata per bene ma senza asciugarla. Se avete scelto l’altra opportunità mantecate con lo yogurt.

Se è troppo sodo aggiungere un goccio di brodo e mescolare.

Lasciar riposare coperto un minuto o due e servire.

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