Mese: Dicembre 2019

Vellutata di pomodoro

La mia modalità di ascoltare musica, quando sono in casa ed in auto (ovunque gestisca io il mangianastri), e alla quale costringo mia moglie e i miei figli è quello casuale. In realtà loro possono interromperla quando vogliono e fare richieste. Io contratto con loro e riusciamo ad andare d’accordo nonostante loro poi chiedano sempre di più… e va bene così.

Capita così di ascoltare i Big and Black delle Coco Rosie e subito dopo Sly Mongoose di Charlie Parker seguita da Vincenza e la fabbrica. E va bene così. Io non mi annoio e i bambini ascoltano più cose possibili. Mia moglie quando arriva Tom Waits mi chiede sempre “Ma bisogna ascoltare questo ubriaco?” e quando arriva Fossati mi toglie il saluto. Allora cerco veloce i Radiohead e lei torna felice. In mezzo c’è il Volevo un gatto nero e Rovazzi.

La vellutata di pomodoro, almeno per come è venuta fuori questa volta, è proprio questo. Casuale e contrastata e alla fine apprezzata da tutti.

Ps Vellutata perché dentro c’è un roux che rende tutto più setoso.

Vellutata di pomodoro

  • 1 cipolla rossa e grossa
  • 1 peperone rosso piccolo
  • 1 confezione di pelati
  • 1 grossa noce di burro
  • 4 pomodori secchi
  • sale e pepe
  • acqua
  • pane raffermo
  • olio per friggere
  • olio extravergine di oliva
  • farina 00
  • tabasco e aceto di vino bianco (Facoltativo)

Tagliare finemente la cipolla e il peperone e metterli a soffriggere assieme al burro e a tre o quattro cucchiai di olio.

Quando tutto è ben appassito aggiungere due cucchiai di farina e far imbiondire.

Aggiungere i pelati e riempite il contenitore per due volte di acqua per allungare il contenuto della pentola.

Aggiungere anche i pomodori secchi.

Dopo una ventina di minuti sentirete che perderà l’intensità del pomodoro crudo.

Frullare benissimo e a lungo. Regolare di sale e pepe.

Servire con dei cubetti di pane fritti.

Io poi ho fatto così: alcuni cubetti li ho bagnati con una goccia di aceto di vino bianco e altri no. Tutti ben salati.

Tabasco sulla vellutata come se non ci fosse nessuna evacuazione futura.

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Crema di cavolfiore (quasi come lo servivano al Postale)

Quando andammo per la prima volta al Postale di Città di Castello, la volta in cui alticcio mi scambiarono per un critico gastronomico, la prima cosa che assaggiammo dalle cucine fu una piccola crema di cavolfiore solcata da tre righe: scorza di limone grattugiato, acciughe fresche leggermente battute, polvere di cacao amaro.

L’ho sempre avuta in testa e ormai penso che mi resterà li e ogni tanto provo a rifarla. Ma come la maggior parte delle cose che faccio poi il risultato tende a quanto provato ma vi sono piccoli (o grandi) cambiamenti. Questi non sono dovuti ad una pretesa di miglioramento ma alla presenza di ingredienti e ai tempi disponibili, a quello che son capace di fare e a come mi sento.

Darò allora, alla fine del post, le indicazioni su cosa c’è stato provato in modo che ciascuno possa fare le sue valutazioni e scelte.

Crema di cavolfiore (come lo servivano al Postale)

Per la crema di cavolfiore:

  • 1 cavolfiore
  • 1 porro
  • 3 cipollotti
  • 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • latte
  • acqua
  • burro
  • farina 00
  • sale e pepe bianco

Dei cipollotti prendere solo il bianco e metterlo ad appassire assieme all’olio in una casseruola che riesca a contenere tutti gli altri ingredienti.

Farli appassire leggermente perdendo l’odore di crudo a fuoco medio e aggiungere il cavolfiore spezzettato grossolanamente e il porro (solo il bianco) tagliato finemente.

Coprire subito con metà latte e metà acqua.

A fuoco basso e coperto portare a cottura facendo attenzione a non spappolare il tutto. Deve rimanere abbastanza sodo.

Nel frattempo con un cucchiaio di burro e uno di farina 00 fare un roux facendo perdere alla farina l’odore di crudo.

Aggiungere il roux alla zuppa e frullare il tutto finemente sopra al fuoco moderato facendo addensare leggermente.

Regolare di sale e pepe (meglio bianco) e servire dopo aver fatto perdere qualche grado di temperatura.

Abbinamenti provati:

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