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Germogli di soia e gamberetti in dolce e piccante

Mia moglie ha la febbre, un’influenza da poco e vado a fare la spesa.

Ultimamente lo faccio spesso e cerco di farlo il più possibile. Mi piace girare per scaffali del supermercato e farmi prendere dallo sconforto.

Una delle prime volte, dopo tanto che non tornavo a fare la spesa da solo, mi passò per la testa di bloccarmi e sedermi da qualche parte a far da guardia al mio carrello mezzo pieno. Era la corsia delle salse e dei sott’olio, era giovedì mattina e, devo essere onesto, stavo proprio bene. Può essere che la voglia di sedersi fosse dettata dalla troppa felicità di quel momento in cui, nonostante il caos intorno, mi sentivo inspiegabilmente leggero.

Dicevo che era malata e che il più grande dei due infanti era a scuola e ho pensato di prepararle qualcosa di sano. Germogli e gamberetti. Sul fuoco quanto pensato si è trasformato in un intingolo piccantissimo che comunque ci (mi) ha appagato.

Germogli di soia e gamberetti in dolce e piccante

  • 1 confezione di germogli di soia
  • 300 grammi di gamberetti già sgusciati
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 5 cucchiai di salsa agrodolce
  • 1 cucchiaino di peperoncino tritato fresco (o secco a piacere)
  • 3 cucchiai di olio di semi
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 centimetri di radice di zenzero

Tritare l’aglio e grattugiare lo zenzero.

Nell’olio mettere questo trito e far prendere calore.

Fuoco al massimo e aggiungere i gamberetti facendo evaporare l’acqua che produrranno.

Aggiungere la salsa di soia e dopo pochi secondi i germogli.

Appena vedete i primi germogli che cambiano colore aggiungere la salsa agrodolce ed il peperoncino.

Saltare a fuoco vivace per qualche secondo e servire o con riso in bianco o con il pane che va bene uguale.

Lo vedete il sughetto rosso sul fondo? Lo deve fare.

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Gamberi e germogli

Quando mio zio, il medico, mi fece assaggiare per la prima volta un piatto “Mare e monti” a me parve qualcosa di sconvolgente.

In una pizzeria ordinò al posto mio e mi fece mangiare gli gnocchi con porcini e gamberetti. Tutto era tenuto insieme dalla panna e i porcini erano poco più di sottolio fatti così e così.

Per me era sconvolgente in quanto, penso tredicenne o poco più, vivevo di tanti cliché castro-enologici tipici di chi guarda al “si è sempre fatto così” e a quella cultura fondata sul sentito dire che porta più danni che benefici.

Invece con i germogli non si va sui monti ma si va nella terra, sotto terra.

I gamberi sono quello che sono, frutto degli acquisti di mia moglie che succede che prenda quello che le capita secondo il criterio “costano poco e ce n’è tanti”; che è un criterio anche valido ma non sempre.

E comunque se quel criterio lo usi sempre rischia di diventare faticoso e inopportuno.

Gamberi e germogli

  • 300 grammi di gamberi di media pezzatura già puliti
  • 1 confezione di germogli di soia
  • 3 cucchiai di colatura di alici o salsa di pesce
  • 2 spicchi d’aglio tritati
  • 1 centimetro di zenzero grattugiato
  • 3 cucchiai di farina
  • 2 cucchiai di olio di semi

Mettere l’olio in padella assieme all’aglio tritato e allo zenzero grattugiato.

Quando ha profumato bene l’olio alzare la fiamma al massimo e aggiungere i gamberi leggermente infarinati.

Far formare una bella crosticina poi aggiungere i germogli e far prendere calore, null’altro.

Due minuti prima di spegnere aggiungere la colatura (se avete salsa di pesce va bene uguale) e servire ben caldi.

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Germogli di soia saltati

C’è stato un tempo in cui io non mangiavo nulla. Un tempo che allora era bellissimo e che, rivisto oggi, continua a rimanere bello.

Probabilmente non lo era come forse non lo è questo tempo qui. Ma in un’ottica relativista, che per il mio ruolo e mestiere devo assolutamente avere, mi è impossibile farne una palla e gettarlo nel cestino.

Prima che arrivassero i locali cinesi, ma quante volte li cito, e ci piazzassero i germogli nei piatti nessuno ne mangiava qui dove vivo. Forse qualche soggetto già fortemente vegano o seguace di Nyoiti Sakurazawa ma dubito che ve ne fossero molti.

Oggi i germogli si trovano ovunque. Anche mio padre quasi settantacinquenne li ha piantati a casa sua e ne va ghiotto. Ha costruito un accrocchio in metallo sul quale, dentro cassette di legno, coltiva germogli di qualunque cosa.

Quelli di soia li compro al supermercato.

Germogli di soia saltati

  • 1 confezione di germogli di soia
  • 1 grosso spicchio d’aglio (grosso o piccolo è questione di gusti)
  • 2 centimetri di ginger grattugiato
  • 2 cucchiaio di salsa di pesce
  • 4 cucchiai di salsa di soia
  • 2 cucchiai di olio
  • mezzo cucchiaino di zucchero

Mettere l’olio a scaldare in una padella. Prendetene una bombata e con il fondo spesso e piccolo.

Aggiungete l’aglio tritato finissimo ed il ginger grattugiato e, a fuoco alto, cercate di arrivare il più possibile a sentire l’odore di aglio ben tostato ma facendo attenzione a non bruciarlo.

A questo punto, velocissimi, aggiungete i germogli lavati e ben sgocciolati e saltate con energia in modo da far rimanere il trito iniziale il meno possibile a contatto con il fuoco.

Appena cominciano a tirare fuori la loro acqua aggiungete lo zucchero e le salse di pesce e di soia.

Saltate per pochi minuti e mettete i germogli in un piatto sgocciolandoli dall’eccesso di salse. Se volete il liquido che rimane in padella servitelo in una ciotola con un cucchiaino in modo che i commensali possano aggiungerne a piacere.

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