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Pollo al curry

Il pollo al curry non lo facciamo troppo spesso quindi non è un nostro piatto tradizionale. Di casa nostra dico non nazionale.

I peperoni invece in casa nostra vengono utilizzati con costanza in molte ricette, soprattutto quelli rossi, o i risotti che si fanno ripetutamente.

Altre cose rischiano di diventare abitudine e questo avviene quando non c’è scambio di idee, o ci si chiude alle idee nuove o si ignorano volutamente.

Per me fino a qualche tempo fa il curry era la polverina gialla venduta in ogni supermercato fin quando mi metto a parlare con un amico che di secondo lavoro cucina e che mi accompagna nel mio, nostro, supermercato etnico e mi fa acquistare la pasta di curry gialla e mi dice di fare il pollo o altro con quella e non con la polverina. E il mondo cambia.

Pasta gialla è leggermente piccante, rossa è molto piccante e verde è difficilmente mangiabile (almeno per me).

Pollo al curry

  • 600 grammi di petto di pollo
  • mezza confezione di pasta di curry
  • 6 cucchiai di olio di semi
  • 1 confezione di latte di cocco
  • 1 cipolla
  • 2 patate bianche
  • basilico
  • acqua

Mettere l’olio in una padella assieme alla pasta di curry e falla sciogliere a fuoco basso.

Aggiungere le verdure tagliate in pezzi di media grandezza e mentre stufano, cinque o sei minuti, tagliare il petto di pollo in pezzetti non troppo piccoli.

Aggiungerli in padella e farli rosolare un minuto.

Unire il latte di cocco assieme alla sua acqua e lasciar cuocere a fuoco basso.

Se si secca troppo aggiungere un po’ di acqua.

Il sale io non lo metto.

Prima di servire assieme a del riso bollito aggiungere del basilico.

Come riso ci dovreste metter un basmati o cose simili ma a me non piace molto quindi è difficile trovarlo in casa. Quello che vedete in foto è carnaroli.

Birra bionda ghiacciata in accompagnamento.

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Quel leggero giramento…

Ufficio nuovo in una zona della mia città che non conosco bene. Quindi è di rigore l’esplorazione delle vie alla ricerca di qualcosa di commestibile per il pranzo.

Il quartiere è densamente popolato da persone provenienti da molti paesi del mondo ma la netta predominanza è indiana e pakistana quindi abbondano i locali dove mangiare kebab e altri cibi speziati.

La ricerca è quotidiana ed i giudizi implacabili. Le varianti, spesso, sono minime ma in alcuni casi le sorprese sono piacevoli. La più recente è questa rosticceria di cucina pakistana-indiana.

E già questo mi mette in uno stato d’animo favorevole, l’andare oltre i confini che la storia ha posto e che, spesso purtroppo, non riguardano la gente.

E si mangia anche bene, la scelta delle verdure non è ampia come da altre parti ma è possibile trovarvi tandoori, curry, salse particolari e tanti altri alimenti preparati con attenzione in una cucina pulita.

Il primo giorno ho sperimentato la focaccia che è cotta al momento e farcita abbondantemente. L’ultimo un piatto monumentale di pollo tandoori con verdure e salse. Da bere una bottiglietta di acqua aromatizzata e zuccherata in bottiglietta dalla forma sinuosa.

Al momento di pagare il conto, alla richiesta di cinque euro da parte del signore comincia il giramento. Anzi, i giramenti.

Il primo è dovuto al fatto di aver mangiato per lunghi anni a prezzi esosi dei cibi mediocri in porzioni omeopatiche.

Il secondo è per essermi reso conto, e non sono in grado di spiegarmelo, come sia possibile che una bottiglietta di acqua aromatizzata e zuccherata possa costare la metà di un quarto di pollo. Pollo cattivo? Ne ho mangiati di migliori ma anche di peggiori in luoghi più chic. Sfruttamento del lavoro minorile? Il figlio era li e sparecchiava e poi tornava a giocare sul computer.

Tornerò li ma non prenderò più (le parole di un uomo scrivile nel vento o nell’acqua che scorre) la bevanda citata. Risparmierò o prenderò una birra. Che è meglio.

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