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Calamari e patate

Calamari e patate sono buoni e facili. E poi l’avevo detto che avrei proposto ancora questo cefalopode.

Da piccolo, ma chi non lo ha fatto?, utilizzavo gli anelli fritti come anelli, uno in ogni dito e anche più, poi iniziavo a mangiarli.

Mio figlio fa lo stesso ed io, giuro, non l’ho istruito a riguardo. Deve essere nel DNA, tra adenina e citosina, che è inserito l’utilizzo degli anelli di calamaro fritto per soggetti sotto i 5 anni.

Poi entri nel tunnel dei calamari ripieni dai quali, penso si vedrà, è difficile uscire ma ti accorgi che c’è di meglio: diventi adulto e scopri l’incommensurabile bontà delle cose semplici e che il calamaro, quando è buono, cotto sopra la brace da mano esperta è irraggiungibile.

Ma questo che vi propongo è un piatto per l’inverno, caldo e rassicurante.

Calamari e patate

Per 3 persone:

  • 1 grosso calamaro
  • 3 grosse patate
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 piccola cipolla
  • olio extra vergine di oliva
  • peperoncino
  • mezzo bicchiere di vino secco, rosso o bianco fate voi, l’importante è che non sia troppo profumato. Un vino semplice

Pulite e sbucciate le patate e dividetele in modo da avere fette alte 1 centimetro. Ricavate bastoncini larghi un centimetro e fatene una dadolata.

Scaldate l’olio e mettete le patate e la cipolla tagliata finemente. Fatele rosolare ma non cuocere.

Mentre le patate prendono un po’ di calore tagliate il calamaro, tutte le sue parti, in pezzi non troppo grossi. Nemmeno troppo fini che non è un ragù.

Togliete le patate, mettete un altro cucchiaio di olio e aggiungete il calamaro e l’aglio tritato finemente ed il peperoncino.

A fuoco medio fate fare la sua acqua quindi sfumate con il vino e fate evaporare l’alcol. Io preferisco usare il rosso che aggiunge una nota colorata ed è meno facile sbagliarsi che ad utilizzare un bianco sempre più, purtroppo, profumato.

Inserite di nuovo le patate e mezzo bicchiere di acqua, salate e coprite.

A fuoco bassissimo portate a cottura. I calamari dovranno essere tenerissimi e le patate cotte ma ancora percepibili. La difficoltà sta proprio qui.

L’ultimo minuto fatelo a tegame scoperto per far addensare un po’ la salsa che si sarà creata.

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