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Spaghetti al salmone

Quando mia madre faceva le paste al salmone era sempre panna e salmone mentre mia suocera le faceva “segatura” e salmone che era come se mangiassimo pasta scondita cotta da una parte e salmone tritato finemente dall’altra.

In questo caso si tratta di spaghetti perché la scelta l’abbiamo lasciata ai bambini. Ma vediamo perché l’ho fatta come vi descriverò.

Tutto è partito dalla riflessione dei possibili abbinamenti del salmone (dei possibili abbinamenti che noi comuni mortali possiamo aver provato in vita nostra) e così ho messo in fila: cipolla, burro, aneto (sostituito col fiore di finocchio), pepe, vodka.

Il risultato lo avete davanti ed è stato, devo essere onesto, di interessante entità.

Spaghetti al salmone

  • 300 grammi di pasta di grano duro
  • 150 grammi di salmone affumicato
  • 1 cipolla arancione media
  • 1 noce di burro
  • 1 pizzico di finocchio
  • mezzo bicchierino di vodka bianca
  • 1 bicchiere di latte
  • mezzo cucchiaino di farina 00
  • sale e pepe

Sciogliere il burro e farvi appassire la cipolla tritata finemente.

A metà cottura aggiungere il pizzico di finocchio e dopo pochi minuti sfumare con la vodka.

Aggiungere la farina e far perdere il sapore di crudo.

Allungare con il latte e far restringere (se dovesse asciugarsi troppo aggiungere un goccio di acqua). Deve rimanere piuttosto liquido anche quando sarà unito alla pasta e anche quando sarà sul piatto.

Regolare di sale e pepe.

Aggiungere la pasta al dente e far amalgamare.

Spegnere il fuoco ed aggiungere mescolando bene il salmone tritato finemente.

Come vedete dalla foto il fiore di finocchio è proprio un’idea.

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Spaghetti con i cipollotti

In una domenica sera abbastanza calda, spulciando tra le svariate pubblicazioni in mio possesso, ho trovato la ricetta degli spaghetti con i cipollotti di Aimo e Nadia.

Decido che quella sarebbe stata la nostra cena e lo dico a mia moglie che accetta di buon grado. Non avrebbe potuto fare altrimenti.

I problemi della domenica sera sono che poi, come è capitato a me, non avevo molti degli ingredienti e mi sono arrangiato con quello che c’era in frigo.

Il risultato è stato interessante e da riprovare nel momento in cui avrò tutto.

Spaghetti con i cipollotti

Piatto unico per due:

  • 300 grammi di spaghetti
  • 15 cipollotti freschi privati di una parte, ma non tutta, di verde
  • 4 o 5 cucchiai di Olio evo
  • Peperoncino secco intero
  • Alloro
  • Parmigiano
  • Sale e pepe

Mondare i cipollotti e tagliarli a striscioline fini. Mettere l’olio in padella con l’alloro e il peperoncino a fuoco basso ed aggiungere i cipollotti. Continuare a fuoco moderatissimo e a padella coperta facendoli andare per un quarto d’ora e aggiungendo di quando in quando un poco dell’acqua bollente della pasta. Negli ultimi minuti eliminare il peperoncino e l’alloro, salare e pepare.

Avrete già messo a cuocere la pasta.

Sgocciolare i cipollotti dal fondo di olio e metterli da parte; quando la pasta sarà cotta scolarla e gettarla nella padella saltandola a fuoco massimo dopo aver eliminato l’alloro ed il peperoncino.

Spegnere il fuoco e aggiungere il parmigiano grattugiato girando con frenesia e aiutandosi con un poca di acqua di cottura per ottenere una crema che veli gli spaghetti.

Impiattare e guarnire con le cipolle che avrete mantenuto in caldo.

Il sapore che otterrete non sarà un’esplosione di gusto ma un piacevole sentore di cipolla e alloro, parmigiano e piccante leggero. Un’alternativa valida all’aglio, olio e peperoncino.

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Spaghetti (o altra pasta) con aringa e fave (Baccelli)

È periodo di baccelli che con il loro intenso sapore vegetale, la loro dolcezza danno spunto a cibi divertenti.

Non lo nego che amo l’intensità dei sapori, a volte fino a spingermi ad eccedere. E se ne lamenta mia moglie, se ne lamentano gli invitati al mio tavolo. Acciughe e aringhe mi cadono in padella come se a distribuirle fosse un pazzo maniaco del sale, in estate ed inverno.

Mio nonno arso dal sole dei campi mi cresceva con questi sapori, discuteva con mia madre che non voleva (giustamente?) che eccedesse con queste cose.

Troppo sale, il pane con il vino e lo zucchero aveva sempre troppo vino, la carne era tenuta sul fuoco troppo intenso e il bruciato non faceva bene, prendere il grasso dei fegatelli addensato in frigo e spalmarlo sul pane faceva male, le ciliegie dovevano essere aperte per controllare che non ingerissi anche i vermi, insomma fissazioni da madre.

Si, s’è capito ma gli spaghetti del titolo come si fanno?

Spaghetti (o altra pasta) con aringa e fave (Baccelli)

Per due persone:

  • 250 grammi di spaghetti
  • 3 o 4 manciate di fave sgranate e private della pellicina
  • un filetto o due di aringa affumicata
  • 5 o 6 cucchiai d’olio
  • mezzo spicchio d’aglio
  • peperoncino

Mettere a cuocere gli spaghetti in abbondante acqua leggermente salata. Leggermente perché c’è l’aringa.

Nel frattempo scaldare in una padella l’olio con l’aglio tritato e il peperoncino. Quando si è insaporito per bene togliere dal fuoco e aggiungere l’aringa tritata. Con l’aiuto di una forchetta scioglierla. Aggiungete un cucchiaio o due d’acqua della pasta per aiutarvi.

Se volete potete passare tutto col frullatore ad immersione, velerà meglio la pasta ma toglie un poco di quella rusticità che in primavera, mese delicato per antonomasia, ci vuole.

Scolare la pasta e saltarla nell’intingolo aggiungendo le fave. Servire caldissimi. Le fave stemperano molto l’intenso dell’aringa.

Le aringhe potete trovarle da uova o da latte, femmine o maschi. Nel primo caso utilizzate anche le uova nell’intingolo, nel secondo mettete in ammollo per alcune ore il latte nel latte, infarinatele e dopo averle passate nell’uovo e nel pan grattato friggetele. Sono ottime come antipasto magari con un bel bicchiere di vino bianco (ultimamente apprezzo molto Sole e Vento di Marco de Bartoli (ancora di più Grappoli del Grillo ma in questo caso non mi pare ci stia bene)

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