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Spaghetti e bottarga (di tonno)

Questa è la seconda ricetta, quella venuta bene. Non sono un grande chef che deve rendere conto ai clienti e deve standardizzare, garantire la costanza e individuare alternative, mi viene in mente Uliassi in omaggio a Mario Giacomelli dove in qualunque stagione deve trovare qualcosa che dia il verde al piatto e così un pisello in una stagione, un fagiolino in un’altra o un asparago e il risultato si assomiglia molto.

Questa non è la prima volta che capita ma è la prima che focalizzo. Alla prima produzione, che ci piaceva, mancava qualcosa che era evidente ad ogni forchettata: mancava una punta di finocchio. L’ho accennato a mia moglie che mi ha detto “Ma mangiare e basta? A me piace così”. E tanto il finocchio non c’era. Mio padre però ne ha una scorta, lui amante di ciò che viene porchettato.

La volta dopo però, un paio di giorni dopo, mi sono procurato tutto (anche il fiore di finocchio) e ho riprodotto tutto seguendo l’assunto di Romito per cui in certi piatti, certi ingredienti servono in quantità minima. Non sono evidenti ma se mancano si sente che il piatto è incompleto.

E difatti mia moglie mi ha detto dopo la prima forchettata “Mi sembra uguale a quella della volta scorsa” e poco prima dell’ultima “Forse avevi ragione te”. Ma penso lo abbia detto per amore pentendosi della sua prima affermazione.

Ma per me quella punta di finocchio è essenziale. Provate

Spaghetti e bottarga (di tonno)

Per 4 persone

  • 400 grammi di spaghetti (Grossi per favore)
  • 1 spicchio di aglio
  • 2 peperoncini friggitelli (perché i bambini non mangiano ancora piccante)
  • 1 limone verde
  • 1 pizzico di fiore di finocchio
  • 5 o 6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • bottarga di tonno

Mettere a scaldare l’aglio tritato, a me piace sentirlo, assieme ai peperoni tritati finemente e al pizzico di fiore di finocchio.

Far prendere calore e poco più. Spegnere e attendere che la pasta sia cotta al dente.

Saltarla nell’intingolo a fuoco vivo e, fuori dal fuoco, mettere la scorza grattugiata di metà limone e la bottarga grattugiata.

Mettetene di quest’ultima quanta più vi piace ma senza esagerare troppo (come generalmente faccio io).

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