Tag: patate duchessa

Crocchette di patate e pesce bianco al forno

“Il soggetto si ritrova in balia di un pensiero fisso o un’abitudine ineliminabile che ne mina, anche profondamente, i rapporti sociali e la soddisfazione personale” (Wikipedia).

Mia moglie mi aveva avvertito la prima volta ed io sapevo che aveva ragione. Ma ormai ero dentro al tunnel e mi conosco.

Sapevo anche io che nei giorni successivi non avrei fatto altro fin quando la noia o la frustrazione della ripetizione non mi avessero catturato lasciandomi spossato e sazio.

Gli indizi che poi ti manda l’ambiente esterno ti paiono tutti favorevoli, ogni atteggiamento della tua famiglia è un rinforzo positivo. Taglio io tutti quei segnali negativi che arrivano da mia moglie perché il mio piccolo stakeholder di riferimento insiste a dire “Ancora” e io mi adagio sulla sua volontà.

Crocchette di patate e pesce bianco al forno

  • Metà dose dell’impasto delle patate duchessa (250 gr) senza noce moscata
  • 250 gr di filetti di pesce, merluzzo (o simile)
  • Prezzemolo
  • Limone

Dopo aver privato i filetti di lische e pelle batterlo al coltello finemente ed unirlo all’impasto di patate assieme ad un cucchiaio di prezzemolo tritato e a poca buccia di limone grattugiato. Se credete opportuno aggiustate di sale.

Aiutandosi con un sac à poche formare dei monticelli di farcia sopra ad una placca leggermente unta. Non esagerate con le dimensioni che è un antipasto.

Gratinare in forno sotto il grill per qualche minuto fin quando non saranno leggermente dorati.

Guardo la foto e la trovo imbarazzante per quella forma che il cibo ha assunto. Che gli ho fatto assumere in maniera del tutto involontaria guidato da imperizia e cialtronaggine. Potrete mai perdonarmi?

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Sogliola in crosta di patate duchessa e tartufo

I piatti in crosta sono bellissimi e solitamente non mi danno soddisfazione in bocca. Ci sono eccezioni, va bene, ma soprattutto quando la crosta si mangia non li sopporto anche se raramente provo a farli.

Quando la crosta è invece mero contenitore senza velleità di accompagnamento, almeno nella mia esperienza, la trovo entusiasmante. Le croste di sale per esempio.

Poi ti trovi in frigo due sogliole ed un tartufino di poco pregio. Hai da poco trovato nel fondo della tua memoria la ricetta delle patate duchessa e assembli. Hai da sfamare altre due persone che hanno piacere a provare cose nuove e ad essere utilizzate come cavie.

La più grande, mia moglie, mi fa “Ma la sogliola col tartufo?” e io non sapendo come giustificarla – anche se da qualche parte l’ho letta, sicuramente un libro vetusto di cucina francese – le rispondo ignorando la veridicità della risposta “Le fa anche Ducasse” e lei “Ah bé!”.

Poi scopri che il grill del forno è rotto e imprechi contro gli dei mesopotamici. Ma ormai è tardi. Cuoceranno a 200 gradi per un tempo da stabilire.

Sogliola in crosta di patate duchessa e tartufo

  • 8 filetti di sogliola
  • 1 piccolo tartufo (ma se non ce lo avete va bene anche senza o al limite, perdonate la parola, qualche goccia di olio tartufato)
  • Impasto per le patate duchessa. Per questa quantità basta metà di quello fornito nella ricetta

All’impasto delle patate duchessa aggiungete il tartufo grattugiato. Nel caso aumentate leggermente il sale ma senza esagerare.

Stendete i filetti in una placca leggermente unta e aiutandovi con un sac a poche coprite, alla bell’e meglio come me o in maniera più graziosa, con l’impasto di patate e tartufo. Lo strato deve essere alto meno di un centimetro.

Infornate sotto il grill a massima potenza per circa 5 minuti e servite nei piatti dopo aver lasciato intiepidire per due minuti.

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Patate duchessa

E chi se le ricordava più? Anche se le avrò mangiate milioni di volte a matrimoni, battesimi, pranzi o cene da persone un poco più grandi di me entravano ed uscivano dal mio cervello con una velocità impressionante.

Eppure, a volte, sono piacevoli da mangiare non tanto come il purè (che gli dei lo proteggano sempre) ma abbastanza.

Nella mia memoria risalgono ad una domenica prima dei miei otto anni (posso dire con certezza) in accompagnamento ad un’arista di maiale cotta ad arrosto morto. Tutta la famiglia a tavola e mia madre esibisce una teglia piena di “cacatine”, secondo il gergo del nonno paterno, simili a quello qui sopra che, vittime della paura di mia madre per i cibi non sufficientemente cotti, erano secchi da morire.

Le ho riproposte ad amici come contorno a della carne di vitella cotta in tegame, quindi con abbondante sugo di cottura. E non erano secchi.

Patate duchessa

  • 500 grammi di patate
  • 2 tuorli d’uovo
  • 70 grammi di burro
  • 60 grammi di Parmigiano Reggiano
  • sale e pepe (meglio bianco)
  • noce moscata (facoltativa)

Lessare le patate non sbucciate partendo da acqua fredda e, quando saranno morbide, scolarle e farle raffreddare.

Pelatele e passatele al passaverdure a buchi piccoli.

Incorporate il formaggio ed il burro fuso ma non caldo.

Per ultimi i due tuorli e regolate di sale. Utilizzate per rendere la crema liscia una spatola vigorosamente mossa.

Inserite in una sac à poche e formate in una teglia imburrata delle montagnole di composto (non utilizzare il termine di mio nonno mi ha messo in crisi).

Infornare a 200° per 10 o 15 minuti, ovvero fino a quando il fuori non sarà leggermente dorato.

Stanno benissimo con qualunque carne e anche col pesce ed hanno la grande dote di prestarsi ad essere la base per molto altro.

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