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Tagliatelle con le cime di rapa e le cozze

Magari io con le cime di rapa e le cozze c’avrei messo la pasta di grano duro, magari le orecchiette e non la pasta all’uovo.

Il prossimo che mi dice che le cose le avrebbe fatte in un altro modo… magari ha ragione, magari quello che mi fa irritare è il fatto che mi mette davanti agli errori commessi e allora mi fa innervosire e mi viene da dire cosacce.

E io sono uno di quelli che non si trattiene, che dice “potevi fare così…” e mi picchierei quando faccio in questo modo. Purtroppo da picchiarmi mi viene soltanto dopo che ho già parlato e allora è troppo tardi e mi prometto e riprometto di non lo rifare ma poi quando sono li…

Tagliatelle con le cime di rapa e le cozze

Per 4 persone

  • 1 chilo di cozze
  • 500 grammi di pasta secca o 350 grammi di pasta fresca
  • 1 chilo di cime di rapa
  • olio extravergine
  • aglio
  • peperoncino
  • sale

Aprire le cozze in una padella a fuoco alto e mettere da parte la loro acqua.

Privarle dei gusci e tenere i frutti da parte.

Mettere a bollire l’acqua per la pasta e dopo aver mondato le cime di rapa metterle a cuocere li.

Come saranno cotte scolarle e strizzarle bene. Tagliarle leggermente.

Mettere a cuocere in quell’acqua verde la pasta.

Nel frattempo scaldare in una padella abbondante olio, aglio tritato finemente e il peperoncino. 

Aggiungere le cime di rapa e saltarle a fuoco alto aggiungendo l’acqua delle cozze in piccole dosi per aggiustare di sale. Utilizzare il sale solo se l’acqua delle cozze non fosse sufficiente a dare la giusta quantità di sapore.

Saltare la pasta nelle cime di rapa e impiattare guarnendo con le cozze.

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Crema di patate e cozze

Alcuni ingredienti son piacevoli da soli ma danno del loro meglio quando accompagnano altro. Come le persone.

Io sono abbastanza buono da solo ma se mi accompagno a mia moglie son molto migliore. Questo non avviene sempre, a volte è capace di togliermi fuori quanto di peggio ho. Ma sono momenti rari.

Messa così potrebbe sembrare che io son la patata e mia moglie la cozza e non è vero nel senso comune della cosa.

Diciamo che io e lei abbiamo ruoli diversi e che tali ruoli vengono svolti in maniera abbastanza normale da ciascuno di noi. Diciamo anche che alla fine, per quanto seria e professionale, mia moglie, è quella che aggiunge sapore alle cose della mia vita.

Crema di patate e cozze

  • 1 chilo di cozze
  • 2 grosse patate
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 grossa noce di burro
  • sale
  • pepe
  • olio di oliva extravergine
  • prezzemolo
  • aglio

Tagliare le patate a cubetti e metterle ad insaporire in una casseruola assieme a un po’ di olio. Appena prendono il velo attorno aggiungere il latte ed un bicchiere di acqua. Coprire e fuoco al minimo.

Pulire le cozze e metterle ad aprire in padella coperta con un poco di olio, di asilo e di prezzemolo intero. Se volete anche mezzo bicchiere di vino bianco secco.

Appena si aprono spegnere e cominciare a pulirle separando quelle più belle da quelle più bruttine. Mantenerle in caldo dentro a due cucchiai del loro brodo coperte con del cellophane. Le più belle integratele con la noce di burro ed una bella girata di pepe.

Aggiungere l’acqua delle cozze filtrata alle patate e portatele a cottura ovvero quando le patate saranno sfatte. Frullare bene aggiungendo le cozze bruttine. Passare al setaccio e regolare di sale e densità.

Impiantare aggiungendo le cozze nel piatto e un filo d’olio.

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Cozze alla marinara

E ancora, attacchi di voglie. Settimane che nella mia testa queste cozze frullavano e davano segno di sé. Mentre le pulivo ho dovuto sorbirmi anche una riflessione da parte di mia moglie.

La cozza, diciamocelo, fa senso a guardarla. Se si nasconde sotto al pane grattato e si gratina in forno è anche carina ma appena aperta (cruda o cotta fa lo stesso) è molliccia e brutta da vedere e non fa venire voglia di mangiarla. Solo il pane ammollato con la loro acqua mi fa gola.

Questo almeno è quello che pensa mia moglie. Io e mio figlio siamo di altra opinione e a tavola lo abbiamo dimostrato con menti unti come – e più – delle mani, tracce sui nasi e sulle magliette, tovaglioli che si consumavano con agilità. Tutte cose da uomini al trogolo.

Cozze alla marinara

Da noi per le cozze, per il pesce in generale, dobbiamo accontentarci spesso della grande distribuzione quindi da quel punto di vista di qualità non il massimo.

  • 2 kg di cozze
  • 4 spicchi di aglio
  • prezzemolo
  • pepe
  • olio extravergine di oliva
  • limone

Pulire sotto l’acqua le cozze raschiando quando ce ne è bisogno e strappando il bisso, quella sorta di peluria che la bestia utilizza per rimanere attaccata, aiutandovi con un coltello.

Mettere sul fondo un filo d’olio, le cozze, l’aglio pulito e schiacciato ed i gambi del prezzemolo.

Fuoco vivace e pentola coperta fatele aprire agitando la pentola per muoverle. Se non ce la fate così aiutatevi con un mestolo.

Appena, e se dico appena è appena, si sono aperte spegnete il fuoco e impepate leggermente.

Gettatevi anche le foglie del prezzemolo lavate e tritate grossolanamente.

Servire assieme al limone e a grandi, enormi, quantità di pane.

Se volete, alla belga e anche i francesi se ne sono appropriati, servitele assieme a delle patate fritte bollenti e ben salate. Sono ottime e le chiamano moules frites. Nel caso aggiungete un poca di panna al fondo delle cozze, o anche no.

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