Risultati della ricerca per “pollo”

Pollo al curry

Il pollo al curry non lo facciamo troppo spesso quindi non è un nostro piatto tradizionale. Di casa nostra dico non nazionale.

I peperoni invece in casa nostra vengono utilizzati con costanza in molte ricette, soprattutto quelli rossi, o i risotti che si fanno ripetutamente.

Altre cose rischiano di diventare abitudine e questo avviene quando non c’è scambio di idee, o ci si chiude alle idee nuove o si ignorano volutamente.

Per me fino a qualche tempo fa il curry era la polverina gialla venduta in ogni supermercato fin quando mi metto a parlare con un amico che di secondo lavoro cucina e che mi accompagna nel mio, nostro, supermercato etnico e mi fa acquistare la pasta di curry gialla e mi dice di fare il pollo o altro con quella e non con la polverina. E il mondo cambia.

Pasta gialla è leggermente piccante, rossa è molto piccante e verde è difficilmente mangiabile (almeno per me).

Pollo al curry

  • 600 grammi di petto di pollo
  • mezza confezione di pasta di curry
  • 6 cucchiai di olio di semi
  • 1 confezione di latte di cocco
  • 1 cipolla
  • 2 patate bianche
  • basilico
  • acqua

Mettere l’olio in una padella assieme alla pasta di curry e falla sciogliere a fuoco basso.

Aggiungere le verdure tagliate in pezzi di media grandezza e mentre stufano, cinque o sei minuti, tagliare il petto di pollo in pezzetti non troppo piccoli.

Aggiungerli in padella e farli rosolare un minuto.

Unire il latte di cocco assieme alla sua acqua e lasciar cuocere a fuoco basso.

Se si secca troppo aggiungere un po’ di acqua.

Il sale io non lo metto.

Prima di servire assieme a del riso bollito aggiungere del basilico.

Come riso ci dovreste metter un basmati o cose simili ma a me non piace molto quindi è difficile trovarlo in casa. Quello che vedete in foto è carnaroli.

Birra bionda ghiacciata in accompagnamento.

Tag:, , , , , , ,

Bastoncini agrodolci di pollo

Il razzismo è una brutta bestia dalla quale per fortuna sono scappato. Non dal razzismo di casa che non c’è mai stato ma da quello figlio delle città di provincia, delle piccole città bastardo posto, figlio della stupidità della massa e, soprattutto, del singolo.

Ho memoria vivida (potrei dire a che altezza della curva ero e accanto a chi, quanto ero stretto tra le persone e il parapetto) in curva a vedere la squadra di casa contro il Milan all’età di dieci anni feci il verso della scimmia contro Luther Blissett e ancora, se ci penso, sento un forte senso di colpa (allora non me ne pentii perché ero scemo) o meglio di vergogna.

In casa mia della scimmia si da a chi non tocca nulla da mangiare, non so perché. “Non fare la scimmia!” si dice. Il vezzeggiativo tocca invece a tutti i neonati (belli e brutti non fa differenza).

Di tutte le versioni di bastoncini di pollo prodotte questa è quella che ha riscosso maggior successo. Ho evidenze importanti, prove certe: la scimmia di mia nipote che ne ha mangiati almeno quattro pezzi.

Bastoncini agrodolci di pollo

  • mezzo petto di pollo
  • 1 cucchiaio di miele di acacia
  • 1 cucchiaino di paprika affumicata (o dolce se non l’avete affumicata)
  • succo di 1 lime
  • mezzo cucchiaino di pepe di sichuan
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco o di riso
  • 2 spicchi di aglio
  • pane grattugiato
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 2 cucchiai di verde di cipollato tritati
  • sale
  • olio extravergine di oliva

Tagliare a striscione il petto di pollo privato degli ossicini, delle cartilagini e del grasso.

Mettere tutti gli ingredienti fino all’aceto dentro ad una ciotola, aggiungere uno spicchio d’aglio tritato finissimo e il pollo.

Mischiarli e lasciarli riposare in frigorifero per due o tre ore coperti di cellophane.

Aggiungere ad una quantità sufficiente di pane grattato l’altro spicchio d’aglio grattugiato o tritato finissimo, il prezzemolo tritato, il verde del cipollato ed il sale. Olio per rendere più morbido il pane.

Panare il pollo e disporlo su delle placche per cuocere in forno sotto al grill dopo aver cosparso, ancora, con un filo di olio.

Salare se necessario.

Tag:, , ,

Palle di pollo

Il nome felicemente fantastico me lo ha suggerito il figlio numero uno. Mi sento l’ispettore Sidney Wang in Invito a cena con delitto quando chiamo così i miei figli. Ma è l’anonimato che lo richiede.

Che in realtà io son pronto a farmi colonizzare. Da ragazzo parlavo male degli americani e anche adesso non penso gran bene per molte cose ma dal punto di vista gastronomico, e non solo, devo dire che la loro evidente mancanza di storia ha favorito lo sviluppo di una cosa grandiosa che è giovane e per questo irruente.

È gramsciana. O almeno così io la vedo: Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.

È cucina agitata che deve trovare ancora spazio per l’organizzazione e come basi di studio, almeno quella che ci arriva per tv o fast food o rete, ha l’esperienza della strada e della disponibilità al meticciato (anche se a volte se ne dimentica).

Cena di un venerdì e preparazione quasi estemporanea.

Palle di pollo

  • mezzo petto di pollo grande
  • 1 uovo
  • 20 cucchiai di pane grattugiato (1/4 integrale e 3/4 quello che utilizzate di solito)
  • 2 spicchi d’aglio
  • 4 cucchiai di olio
  • 1 mezzo cucchiaino di cumino in polvere
  • 1 mezzo cucchiaino di coriandolo in polvere
  • 1 punta di curry
  • sale e pepe

Tagliare il petto di pollo pulito in cubetti piccoli come una piccola noce o una grossa mandorla.

Metterlo a marinare con l’uovo sbattuto e una presa di sale e pepe per un’oretta.

Mischiare il pane con l’aglio grattugiato, l’olio, le spezie e una presa abbondante di sale e pepe.

Sgocciolare per bene il pollo dall’uovo e impanarlo almeno mezz’ora prima della cottura che avverrà in forno a 220 gradi con il grill ventilato fino a cottura e doratura superficiale.

Servire come nella foto con salsa barbecue e ketchupsalsa agrodolce piccante cinese e – peggiore – maionese. Vanno bene, benissimo, anche quelle confezionate.

Nota: mentre cuociono questi bocconcini di pollo emaneranno un profumo che vi ricorderà, per certi versi, il kebab. Non vi piace? Peggio per voi.

Tag:, , , ,

Risotto all’aringa e cipollotti

Sostanzialmente si tratta di ripetere la ricetta del post precedente.

Però bisogna fare attenzione perché le proprietà alchemiche del fuoco concentrano i sapori e il sale rischiando di rendere quanto di piacevole può essere in un ammasso fumigato e salato che vi costringerà a dissetarvi con litri e litri di birra.

Non necessariamente è un male ma per bere litri di birra non servono scuse e berla assieme a qualcosa che ci piace e che ci fa salivare abbondantemente è ancora più piacevole. E la prima volta che li ho fatti è successo proprio questo.

Quindi l’ingrediente principale del piatto deve essere l’attenzione e la capacità di seguirlo in ogni momento. Tre fuochi accesi sono necessari quindi regolatevi se dovete preparare altro per la vostra cena.

(altro…)

Tag:, , ,

Aringa e cipollotti o meglio: Cipollotti e Aringa

In casa mia l’aringa è sempre stata apprezzata e presente. Penso fosse, assieme al dolce per gli uccelli da richiamo (a base di miglio, uvette e altri semi) e al pastone per i cani da caccia, l’unico piatto che ho mai visto preparare a mio nonno. Se si esclude la pasta con l’acciugata.

Generalmente andava lui a comprare le aringhe e in egual misura si prendeva aringhe da uova e da latte.

Poi passava a pulirle tutto il tempo che doveva e immergeva tutto dentro ad abbondante latte per, diceva lui, ammorbidirle e togliere il sale ed il sapore di affumicato spesso troppo acuto. Poi faceva un tiro di ammezzato. Non era un problema avermi intorno mentre fumava.

Poi, passata una giornata in frigo con vari rimescolamenti, separava le varie parti. Da una parte la sacca spermatica delle aringhe e dall’altra tutto il resto ben scolato e asciugato. Il seme finiva infarinato e fritto velocissimo assieme a delle uova. Il resto assieme ai cipollotti freschi ed abbondante olio.

(altro…)

Tag:, ,

Pollo ai peperoni (veloce)

Non solo veloce ma anche leggero. O meglio più leggero rispetto a quello fatto la volta precedente con la ricetta dei Cantarelli.

Sei li in coda dal fruttivendolo che attendi paziente il tuo turno, su dieci minuti cinque son di lavoro e servizio e cinque son di lavoro e chiacchiere, e ti guardi intorno perché non vuoi accontentarti di insalata e odori, qualche frutto e poche altre cose.

In casa dal supermercato hai quei peperoni che non sai da dove arrivano e se esistono dai mesi caldi o semplicemente hanno viaggiato più di te e adesso godono del clima natalizio.

Funghi, paiono porcini o quantomeno sono identici ai porcini, quando tocca a te chiedi conferma e la ragazza ti risponde che erano li e li hanno presi. Ti avanzavano dei soldi, fortunello, e ne ho presi un paio.

Pollo ai peperoni (veloce)

  • 1 petto di pollo
  • 2 peperoni
  • 2 funghi porcini
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di olio
  • sale e pepe
  • 1 cucchiaio di farina

Tagliare a dadini il pollo e infarinarlo appena.

Scaldare bene l’olio un’un’ampia padella e gettarvi il pollo assieme all’aglio schiacciato.

Fuoco vivace e far prendere colore.

Aggiungere i peperoni tagliati a filetti non troppo grandi e i porcini tagliati in fette non troppo sottili.

Salare e pepare e abbassare la fiamma rendendola moderata.

Coprire con il coperchio e lasciar cuocere, dopo aver salato e pepato, per 15/20 minuti.

Scoprire e far asciugare i liquidi ancora presenti, eliminare l’aglio (o mangiatelo voi di nascosto da mogli e figli golosi).

Tag:, , , , ,

Fegatini di pollo flambé (come un mojito)

La prima volta che avevo fiammeggiato qualcosa mio figlio era rimasto a guardare affascinato da quelle fiamme che uscivano dalla padella.

Rimase li per tutti quei secondi infuocati e poi disse “Ma il fuoco non deve stare sotto?”

Allora ho deciso di rifiammeggiare qualcosa e avendo voglia di sapori rustici e confortanti ho comprato mezzo chilo di fegatini di pollo in macelleria.

Mi sono fatto aiutare a pulirli e per 15 secondi circa il mio aiutante non ha fatto una piega poi quando gli ho detto di separare il cuore dal fegato e gli ho fatto vedere come si fa mi ha guardato, ha deglutito e mi ha detto “Devo andare a mettere apposto i giocattoli”.

Si tratta chiaramente di qualcosa di improvvisato… perché mai mettere il lime grattugiato nei fegatini (perché vuoi imitare Corelli col suo Risotto al mojito… certo e chi devo imitare mia cognata?). Ma devo dire che il risultato è stato ottimo, oltre le aspettative tanto che stamani ne ho comprati ancora di lime e di fegatini per questa sera.

Fegatini al mojito

  • 500 grammi di fegatini di pollo
  • 50 grammi di burro
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 lime
  • 1 bicchiere di cognac
  • sale
  • pepe

Pulire i fegatini e passarli in acqua fredda corrente fin quando non sarà limpida.

Tamponarli bene con della carta assorbente.

Mettere il burro a spumeggiare in una padella assieme all’aglio schiacciato.

Quando sarà profumato aggiungere i fegatini e sempre a fuoco massimo far prendere colore.

Versare il cognac e fiammeggiare. L’alcol deve sparire.

Una volta evaporato un bel giro di pepe e regolare di sale. Aggiungere la buccia del lime grattugiata.

Servire bollenti con un poco del fondo di cottura.

Tag:, , , , ,

Cipolle di pollo all’Aretina

Veniamo invitati a cena a casa di amici consapevoli della mia passione per le interiora del pollo e di altri animali in generale.

Mi dicono che avrebbero preparato un piatto tradizionale della zona.

Le cipolle, i durelli son pericolosi. Hanno bisogno di una cottura lenta e quieta per fare in modo che la loro caratteristica tenacia venga piegata. Queste parti cotte male sanno essere immangiabili perché gommose e dure, croccanti sotto i denti.

Questa ricetta non si ritrova nei locali della zona che io sappia, qualche nonna la fa a casa per nipoti che storcono il naso all’idea, che piuttosto digiunano e che forse, speriamo, li scopriranno per caso da grandi, invitati a cena da amici, e malediranno il non averli mangiati prima.

Cipolle di pollo all'Aretina

  • 600 grammi di cipolle di pollo
  • 1 cipolla rossa media
  • 1 carota piccola
  • 1 costa di sedano
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 piccolo mazzetto di prezzemolo
  • 3 foglie di salvia
  • peperoncino
  • 500 grammi di pomodori pelati
  • brodo vegetale
  • 4 cucchiai di olio di oliva
  • sale e pepe

Lavare bene i duelli e privarli delle pellicine.

Fare un battuto molto fine con tutti gli elementi che vanno dalla cipolla rossa al peperoncino e mettere a soffriggere nell’olio.

Quando tutto sarà ben appassito aggiungere il pollo e far insaporire a fiamma media per una decina di minuti.

Aggiungere il pomodoro e abbassare. Appena prende il bollore coprire e salare leggermente. Fate al contrario naturalmente.

Far andare fin quando non saranno tenere e se il tutto restringe troppo aggiungere del brodo vegetale.

Prima di servire sopra fette di pane abbrustolite (e agliate leggermente se volete) far restringere il sugo e aggiustare di sale e di pepe.

Tag:, , , , , ,

Fegatini di pollo fritti alla moda di Vienna

Visto che è periodo friggiamo tutto.

Non mi stancherò mai di dirlo che il quinto quarto di qualunque animale non è scarto ma prelibatezza inenarrabile.

Era estate ed era molto freddo, aveva piovuto molto nei giorni precedenti al nostro arrivo nella città di Cecco Beppe ma nel fine settimana era impossibile trovare un posto libero. Toppati i primi dieci o dodici ristoranti finimmo in questa piazzetta su indicazione e gentile accompagnamento di una bella signora indigena.

Brodo e brodini la facevano da padrona e io mi affogai in un delizioso brodetto con verdure e palline di carne.

Poi insalata e fegatini di pollo fritti. Ho quindi, va da sé, improvvisato la ricetta.

Fegatini di pollo fritti

  • 400 grammi di fegatini di pollo puliti
  • farina 00
  • acqua gassata vicina al punto di congelamento
  • sale
  • pepe
  • olio per friggere

Rendere i fegatini di dimensione accettabile ma non piccoli, da mangiarsi poi in due o tre bocconi.

Sciacquarli bene in acqua fredda fin quando questa non sarà pulita e priva di sangue.

Scolarli bene e poi asciugarli, senza premerli o schiacciarli, con un telo da cucina o con della carta assorbente.

Fare una pastella abbastanza ferma, ma non cemento, con acqua e farina salata leggermente e pepata a piacere.

Gettarvi i fegatini ben asciutti e rigirare con le mani.

Portare a temperatura l’olio e friggere.

Salare dopo aver scolato su carta assorbente.

Tag:, , ,

Bastoncini di pollo al curry

Quando facevo sport a livello agonistico un anno venni allenato, assieme alla squadra, dal vice allenatore della nazionale juniores della mia categoria.

Fu un anno molto importante dal punto di vista della preparazione fisica e del modo in cui la squadra lavorava insieme e molto importante fu anche dal punto di vista tattico e di gestione dell’avversario.

Una cosa su cui insisteva era quella di snervarlo insistendo sui singoli punti, di ripetere tutto ciò che ci permetteva di fare punti pronti a cambiare qualcosa, anche di piccolo, per metterli ancora in difficoltà e ripartire.

E ci fu anche la mancanza di giocatori che ci costrinse a cambiare tutto e puntare sui pezzi da novanta che avevamo in squadra. E li la ripetizione era dovuta.

Bastoncini di pollo al curry

Questi bastoncini non fritti in casa sono diventati una costante.

Vengono fatti non dico settimanalmente ma ogni due settimane si.

Ogni volta si cerca di inserire piccole varianti.

In questi l’unica variazione presente è la presenza nell’impanatura di un cucchiaino di curry ogni tre cucchiai di pane grattugiato.

Per come poi cuocerli cercate in queste altre ricette: Bastoncini di pollo (caro il mio Piaget),

Tag:, , ,