Risultati della ricerca per “peperoni”

Gelatina di peperoni

Le gelatine son divertenti se superate il ribrezzo che può fare la consistenza.

Io me la ricordo bene che ho l’età adatta per poter aver in memoria le comunioni degli anni settanta e primi anni ottanta.

A quei tempi c’erano tra gli antipasti i rotoloni di prosciutto cotto ripieni di insalata russa e ricoperti da gelatina.

E mia madre me li faceva a pezzi e quando mi voleva bene toglieva la gelatina ma un po’ restava sempre e io provavo orrore. Ma son cose che vanno superate come le inimicizie del liceo, vanno salutati e dobbiamo essere felici di vedere i nostri vecchi compagni. Alla fine siamo diventati tutti signori (e signore) di mezz’età ed è inutile continuare a comportarsi come adolescenti.

Gelatina di peperoni

  • 1 peperone rosso
  • 1/2 bicchiere d’acqua
  • vitamina c
  • Agar agar
  • sale

Lavare il peperone e frullarlo bene con l’acqua e una punta di coltello di vitamina c.

Passarlo al setaccio e mettere il liquido ottenuto a scaldare a fuoco basso.

Schiumare e tenere sul fuoco fin quando non si riduce di 1/3.

Regolare di sale e aggiungere una punta di cucchiaino da caffè di agar agar al liquido e continuare la cottura per un paio di minuti.

Filtrare ancora e mettere a rapprendere in frigo.

Si usa l’agar agar se si vuole che la gelatina rimanga tale anche sopra ad un alimento caldo, se non vi interessa potete usare anche la colla di pesce (1 foglio)

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Chutney di peperoni gialli

Ci sono cose che nella mia vita non hanno una funzione specifica ma servono, mi fa piacere che esistano. Magari se ne stanno relegate in un cassetto o nel fondo, in un angolo della mia testa.

E magari non mi servono per mesi o anni ma linea che se mi balzano in testa quelle ci sono mi da tranquillità. Non sono buddista e il distacco a me pesa. E non son bravo nemmeno a mantenere molte cose, le relazioni con chi mi è stato vicino spesso mi capita di guastarle – d’accordo anche io ero li vicino ma c’è qualcosa di mio che non torna – e renderle fredde.

Il chutney e le salsine dolci e/o spezziate che fanno contrasto con quanto in quel momento mangio mi piacciono e cerco di fare in modo che ci siano spesso in casa. A volte le faccio e questa di peperoni gialli mi piace molto. Le dosi sono “più o meno” queste.

Chutney di peperoni gialli

  • 2 grossi peperoni gialli
  • 1 grossa cipolla dorata
  • 1 mela verde
  • 25 grammi di burro
  • 1 foglia di alloro
  • 3 centimetri di radice di zenzero
  • peperoncino piccante
  • 150 grammi di zucchero di canna
  • 1 tazzina da caffè di aceto di mele

Pulire i peperoni dai semi e dai filamenti, tagliarli a dadini e metterli in casseruola assieme al burro e alla cipolla tagliata a dadini anch’essa, il pizzico di sale. Circa 1 centimetro di lato i dadini.

Appena cominciano atirar fuori l’acqua aggiungere la mela a dadini e l’aceto, la foglia di alloro spezzata e lo zenzero tagliato piccolissimo (non grattugiato).

Metete anche il peperoncino tagliato finemente in base a quanto lo volete piccante.

Cuocere una mezz’oretta a fuoco leggero poi aggiungere lo zucchero e continuare la cottura per almeno altri 40 minuti o al raggiungimento della consistenza voluta.

Girate spesso.

Fate raffreddare prima di consumare. Meglio se si usa il giorno dopo.

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Sauté di vongole e peperoni

Oblio e definizione di qualcosa di nuovo… qualcosa di nuovo o qualcosa che esiste già? Apertura del frigo e improvvisata soluzione. Se esiste, ed esiste ne son certo, sono contento.

Il tutto riflette in realtà niente meno che quello che siamo, quali sono i nostri gusti e così via.

Manca completamente il prezzemolo che già altrove ho detto che non amo particolarmente e ci sono i peperoni che se fate una ricerca sul sito vedrete tornare e tornare anche troppo.

Comunque piatti come questo sono in realtà scuse. Per quello che mi riguarda, ma che non vale per mio figlio, dopo aver preso la loro acqua le vongole potrei anche regalarle a un passante qualsiasi “…mi fermavano il sangue le ho date a un passante”.

Quello che veramente mi da piacere è quel pomodoro e quei peperoni sopra alla fetta di pane tostato agliato a dovere e intrisa dell’intingolo prodotto durante il lavoro sui fornelli.

Vongole e peperoni

  • 1 chilo di vongole
  • 3 spicchi d’aglio
  • mezzo peperone rosso
  • 3 pomodori da sugo
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • sale e pepe
  • 1 fetta di pane a commensale

Mettere a spurgare le vongole in abbondante acqua salata (per ogni litro un cucchiaio di sale grosso) facendo in modo che restino sollevate dal fondo. Tenetecele almeno mezza giornata nello scomparto più caldo del frigo.

Sciacquatele e apritele in una padella nella quale avrete scaldato 2 cucchiai di olio insaporito da 1 spicchio di aglio. Per come si aprono taccio, l’ho detto altrove e si trova facilmente.

Mettete da parte le vongole e filtrate l’acqua prodotta.

Tagliate a cubetti piccoli il peperone e mettetelo a fuoco alto in un’altra padella (o nella stessa pulita come faccio io) e appena comincia ad appassire abbassate il fuoco ed aggiungete mezzo spicchio d’aglio tritato finemente.

Fate insaporire ed aggiungete i pomodori pelati, privati dei semi e ridotti a cubetti.

Passati altri due minuti aggiungete l’acqua delle vongole e appena spicca il bollore aggiungete le vongole per il tempo necessario che prendano calore. Un giro di pepe e sale se necessario ma dubito.

Tostate il pane velocemente e agliatelo leggermente.

Nelle fondine mettete una fetta di pane, vongole e brodetto bollente a intridere.

La prossima volta peperoni verdi.

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Maionese con i peperoni arrostiti

A volte basta poco per trovare soddisfazione, un nonnulla cambia radicalmente quanto abbiamo a disposizione e lo trasforma in qualcosa che mai avremmo immaginato.

La sperimentazione diventa allora necessaria e la gestione della moglie fondamentale.

Rassicurarla che i peperoni non verranno maltrattati e che tutto andrà per il meglio.

Certo c’è bisogno di fiducia, c’è bisogno di un paio d’ore ma alla fine tutto va per il meglio e la salsa che ne otterrete sarà molto soddisfacente. Una sorta di maionese (ma in altro modo non so come chiamarla) dall’intenso sapore di peperoni arrostiti.

Maionese con i peperoni arrostiti

  • 1 peperone rosso piccolo
  • 1 peperone giallo piccolo
  • 1 tuorlo d’uovo
  • mezzo bicchiere di olio di semi
  • mezzo bicchiere di olio di oliva
  • aceto di vino bianco
  • succo di limone
  • sale
  • pepe bianco

Mettere in padella i due peperoni interi dopo averli lavati e senza olio far arrostire a fuoco vivace.

Tenerli sul fuoco fin quando la pelle non si brucia. A quel punto spegnere e lasciar raffreddare.

Togliere tutte le tracce di bruciato, i semi e le parti di pelle non cotti.

Mettere l’olio nel bicchiere del frullatore, il tuorlo e le falde di peperone. Una presa di sale e una di pepe bianco.

 Frullare come nella maionese veloce e aggiustare di acidità con limone e aceto.

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Maionese, peperoni secchi e aglio

Diciamocela tutta, alla fine aveva ragione mio figlio a ripudiare la maionese come strumento della perversione e del decadimento culturale di una nazione, come untuoso e grasso imbrigliatore di arterie, come ripugnate cremina sporca barba del babbo che poi se la porta al giro per tutta casa.

In realtà lui sostiene che la maionese non gli piace. E forse la preparazione basica dopo anni di inserimento in ogni dove ha rotto le scatole anche a me. Non tollero più nessuna marca se non addizionata ad altri elementi che la smorzino, non posso vederla sul piatto ne in due fette di pane. Prosciutto cotto, fontina e maionese rimane appena accettabile, con la pasta di acciughe meglio.

Però ad accompagnare questi calamari cotti in forno ce n’era bisogno. I calamari della ricetta precedente. Così ho preso le uova e ho agito.

Maionese, peperoni secchi e aglio

  • maionese veloce (qui la ricetta)
  • 2 cucchiai di peperoni secchi
  • 1 piccolo spicchio di aglio

Private l’aglio della buccia e dell’anima e unitelo alla preparazione prima di frullare.

La stessa cosa fatela con la polvere di peperone (se non l’avete potete usare anche i peperoni cruschi o due falde di peperoni arrostiti)

Per il resto procedete da ricetta.

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Pasta al pesto di peperoni (erboranti)

Ecco, devo essere onesto, che palle questi peperoni. Ci fossero almeno significativi ed interessanti risvolti… ma siamo sempre li.

Però, ecco, io faccio così spesso. Prendo quello che c’è e vado di conseguenza e se spesso ci sono le solite cose è perché così alla fine ci piace in casa.

Perché poi siamo un po’ tutti monotoni su qualcosa, chi su quello che beve e chi su quello che mangia. Chi nel modo di fare l’amore e chi sugli argomenti che tratta nelle sue conversazioni. È impersonale, è una condizione che ci vede, chi più chi meno e chi in qualcosa e chi in tutto, accumunati.

Finita la parte filosofica didattica principia quella gastronomica.

Pasta al pesto di peperoni (erboranti)

  • 1 peperone rosso e grande
  • 4 cucchiai di pinoli
  • mezzo spicchio d’aglio + l’altro mezzo
  • 1 mazzetto di basilico
  • 2 cucchiai di gorgonzola (ma anche Stilton o Roquefort ma fate più attenzione che son saporiti di più)
  • olio di oliva extravergine
  • sale e pepe

Tagliate il peperone in piccoli cubi.

Mettere tre cucchiai di olio in una padella e saltare a fuoco vivace i cubetti di peperone, assieme a mezzo spicchio d’aglio, fin quando non saranno teneri ma ancora sodi. Togliete l’aglio cotto.

Tostare in una padella i pinoli.

Mettere i tre quarti (la metà più la metà della metà) dei peperoni nel frullatore assieme al mezzo spicchio di aglio crudo, ai pinoli tostati, alle foglie di basilico e ai due cucchiai di gorgonzola e frullare copiosamente aiutandosi con l’olio fin quando non avrà una consistenza cremosa e fluida.

Regolare di sale e di pepe.

Saltateci la pasta e guarnite con i peperoni avanzati.

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Pasta al sugo di salsicce e peperoni

Questa è facile facile ma a casa ci piace molto così carica di peperoni e salsicce. Del resto a chi non piacerebbe?

Ecco, un problema a cui spesso vado incontro è proprio questo: attribuisco agli altri i miei gusti e i miei pensieri.

E non sono l’unico a farlo. Vedo che molti che mi riconoscono tale difetto poi ne soffrono a loro volta.

Però in questo caso, nel caso dell’abbinamento peperoni e salsiccia, ho ragione io. Piace a tutti, onnivori e vegani, di destra e di sinistra, atei e credenti, etero e omo, uomini e donne, adulti e bambini, eurocentrici e esterofili. Tutti amano salsiccia e peperoni.

Voglio essere onesto, da bambino la pasta con le salsicce non la mangiavo ma se dovessi dire per quale motivo non lo saprei ricordare.

Pasta al sugo di salsiccia e peperoni (altro…)

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Pollo ai peperoni (veloce)

Non solo veloce ma anche leggero. O meglio più leggero rispetto a quello fatto la volta precedente con la ricetta dei Cantarelli.

Sei li in coda dal fruttivendolo che attendi paziente il tuo turno, su dieci minuti cinque son di lavoro e servizio e cinque son di lavoro e chiacchiere, e ti guardi intorno perché non vuoi accontentarti di insalata e odori, qualche frutto e poche altre cose.

In casa dal supermercato hai quei peperoni che non sai da dove arrivano e se esistono dai mesi caldi o semplicemente hanno viaggiato più di te e adesso godono del clima natalizio.

Funghi, paiono porcini o quantomeno sono identici ai porcini, quando tocca a te chiedi conferma e la ragazza ti risponde che erano li e li hanno presi. Ti avanzavano dei soldi, fortunello, e ne ho presi un paio.

Pollo ai peperoni (veloce)

  • 1 petto di pollo
  • 2 peperoni
  • 2 funghi porcini
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di olio
  • sale e pepe
  • 1 cucchiaio di farina

Tagliare a dadini il pollo e infarinarlo appena.

Scaldare bene l’olio un’un’ampia padella e gettarvi il pollo assieme all’aglio schiacciato.

Fuoco vivace e far prendere colore.

Aggiungere i peperoni tagliati a filetti non troppo grandi e i porcini tagliati in fette non troppo sottili.

Salare e pepare e abbassare la fiamma rendendola moderata.

Coprire con il coperchio e lasciar cuocere, dopo aver salato e pepato, per 15/20 minuti.

Scoprire e far asciugare i liquidi ancora presenti, eliminare l’aglio (o mangiatelo voi di nascosto da mogli e figli golosi).

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Manzo saltato ai peperoni

Mangiamo poca carne dice mia moglie e io le dico che non sono d’accordo.

Lei comincia a fare un elenco di tutta la carne che abbiamo mangiato nell’ultima settimana e io aggiungo altre tre volte che lei aveva dimenticato o fatto finta di dimenticare.

Lei sostiene la sua tesi giocando il fil rouge della carne bianca. Io mi arrendo e vado dal macellaio a comprare carne rossa.

Chiedo al signore sporco di sangue quale è quella che contiene più steroidi e antibiotici. Lui si guarda intorno con fare circospetto e indica un pezzo nell’angolo del bancone. “È li da gennaio 2013” mi fa ed io “Me lo incarti dopo averlo colpito con un colpo secco agli organi vitali”

Poi torno a casa e mi metto a spignattare cercando di improvvisare qualcosa China style che poi, chissà perché, in casa mia c’è la convinzione che i piatti cinesi siano più salutari.

Manzo saltato ai peperoni

  • 500 grammi di polpa magra di manzo
  • 2 peperoni
  • 1 cipollotto
  • 4 cucchiai di olio di semi
  • salsa di soia
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 centimetri di zenzero grattugiato
  • farina 00

Tagliare il manzo perpendicolarmente alle fibre in modo da ricavare straccetti sottilissimi.

Scaldare l’olio nella padella e a fuoco massimo gettare dentro gli straccetti di carne, l’aglio e lo zenzero.

Cuocere velocemente facendo fare un po’ di crosticina e cercando di separarli.

Aggiungere il cipollato tagliato sottile (anche il verde), i peperoni tagliati e saltare velocemente.

Aggiungere la salsa di soia e far assorbire poi una punta di farina sciolta nell’acqua in modo da rendere il tutto leggermente bavoso.

Servire bollenti.

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Pollo e peperoni all’uso d’oriente

L’ho detto, lo ripeto e lo confermo. Anzi mi sbilancio e dico che è l’unica soluzione. Una delle due possibili almeno.

Soltanto due cose aiutano a sviluppare quello che vogliamo fare e essere: copiare chi è più capace di noi, interiorizzare quanto fatto da chi è migliore di noi e tendere in quella direzione, ricercare a senso quanto più ci avvicina a queste cose. Nel nostro caso a certi sapori.

Quante volte ho fatto il pollo con i peperoni soltanto i meta tag lo sanno, seguendo ricette e dimenticandole per cercarle in fondo alla memoria. E ho sbagliato (e non pubblicato) e fatto a modo (e pubblicato).

Ma qui il peperone poltriva nel fondo del frigo e la giornata era giunta al momento in cui si deve nutrire chi vive con te. Una cosa l’hai capita: piccoli pezzi e fuochi altissimi ti consentono di avere cotture saporite e veloci, succose e fresche.

Pollo e peperoni all'uso d'oriente

  • 1 petto di pollo non troppo grande (o 4 sovraccosce sarebbe meglio)
  • 2 peperoni rossi
  • 3 cucchiai di farina 00
  • 2 cucchiai di paprica dolce
  • 1 cucchiaio di paprica affumicata
  • 4 o 5 cucchiai di salsa di soia
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 centimetri di zenzero grattugiato
  • 3 cucchiai di olio di semi

Pulite il pollo dalla pelle e dai nervi, dalle cartilagini e dagli ossi e tagliatelo a piccoli pezzi.

Mischiate farina e le due papriche e infarinate leggermente il pollo.

Scaldate in un wok l’olio di semi alla massima temperatura assieme all’aglio e allo zenzero grattugiato.

Gettate il pollo in padella e sempre a fuoco massimo fate arrostire, bruciacchiare e caramellare ogni cosa.

Quando sarà tutto cotto aggiungete i peperoni puliti e tagliati a listarelle di mezzo centimetro per tre (più o meno mica siamo ingegneri).

Salutate il tutto in modo che si scaldino anche le verdure poi aggiungete la salsa di soia e fate assorbire dagli altri ingredienti.

Servito bollente con riso è la morte sua. Se lo accompagnate invece che col riso con del pane va bene uguale.

ps: all’Orientale perché ci metti la salsa di soia? Perché fai piccoli pezzi di carne e verdura? Perché tieni il fuoco al massimo e non lo abbassi mai? Perché c’è aglio e zenzero? Perché usi olio di semi? Che bischerata

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