Mese: Agosto 2018

Hummus

La prima cosa appartenente al bacino mediterraneo del sud est che abbia mai assaggiato in vita mia è stato l’hummus.

Ancora prima della Tajine di verdure (a quel tempo frequentavo molti vegetariani e molti non son più vegetariani, altri li vedo meno ma non perché non sono vegetariani) e delle falafel e del khebab.

Ed è stata la prima cosa che ho assaggiato semplicemente perché era l’unica cosa che quella sera c’era da mangiare, enormi contenitori di humus dove intingevamo quintali di pezzi di pane e piadine e patatine. Tutti li assieme ad ettolitri di birra.

Ma si sa che quando siamo giovanissimi il cibo è secondario e la festa è quello che conta, la festa e chi c’è; quanto c’è da bere piuttosto che cosa.

Hummus

  • 400 grammi di ceci lessati
  • 100 grammi di tahina
  • 1 limone
  • 1 spicchio d’aglio
  • paprica dolce, cumino in polvere
  • olio d’oliva
  • prezzemolo
  • sale

Unire i ceci con la tahina e lo spicchio d’aglio nel bicchiere del frullatore ad immersione.

Frullare fino ad ottenere, aiutandovi con l’acqua di cottura dei ceci, una crema abbastanza densa ma non dura.

Regolate di sale e di acido, che si deve sentire, con il succo del limone.

Mettete in un contenitore, anche un piatto, cospargendo con un po’ di polvere di paprika o anche cumino, abbondante olio di oliva e un po’ di prezzemolo rotto grossolanamente con le mani.

Servitelo con piadine o patatine, tortillas e verdure crude.

Ps La tahina è una salsa a base di sesamo che trovate sempre più facilmente anche nei supermercati. Potete farla da soli tostando del sesamo e frullandolo benissimo con dell’olio di sesamo.

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Risotto con le fragole

E se dicessi che io il risotto con le fragole fin quando non me lo sono preparato da solo non lo avevo mai assaggiato ci credereste? Ci credereste se dicessi che per una persona come me passare, indenne da tale piatto, gli anni ottanta è inspiegabile?

E ne parlavo con mia moglie e quando le ho detto che volevo provare a farlo lei mi ha guardato male e mi ha detto “Ma falle col vino e lo zucchero!” e anche i miei figli che sono di palato accomodante e che non disdegnano di far prove un momento interdetti son rimasti.

Devo dire che fin quando non ho assaggiato la prima forchettata ero abbastanza agitato. Temevo di buttar via quei frutti tanto belli che avevamo a disposizione.

Il risultato è stato piacevole anche se devo dire che non è un piatto da fare a ripetizione e secondo me nemmeno da offrire alle persone che ami. È un esperimento, un divertissement e poco di più da provare nella vita.

Risotto con le fragole

  • 320 grammi di riso Carnaroli
  • 250 grammi di fragole
  • 80 grammi di burro
  • 1 rametto di maggiorana fresca
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 1 cucchiaino di aceto di vino bianco
  • 1 cipolla (meglio se bianca o dorata)
  • brodo vegetale
  • sale e pepe

Tritare finemente la cipolla e meterla ad appassire senza prendere colore in metà burro assieme alla maggiorana.

Appena perde il profumo di cipolla cruda eliminare la maggiorana, aggiungere il riso e tostare.

Sfumare con il vino e portare a cottura con il brodo vegetale.

Regolate di sale.

Nel frattempo tagliare le fragole in piccoli pezzi e alcuni lasciateli più grandi per decorare (come vedete in foto)

Aggiungere le fragole al riso due minuti prima di spegnere.

Mantecare con il formaggio a piacere e con il cucchiaino di aceto facendo in modo di lasciare il riso piuttosto morbido.

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Zucchine in scapece (forse)

Le zucchine quanto sono insignificanti. Però assorbono e trasportano e questo le fa cambiare considerevolmente.

Se poi si aggiunge il loro gusto leggermente verde. Cercando di andare per ordine.

Io volevo mangiare le mozzarelle di questo signore e la sua burrata e però avevo paura che non ci fosse nulla a pulire e alla lunga quella grassezza mi annoia e non basta l’acidità intrinseca del prodotto.

Volevo proprio qualcosa che stesse fuori e che mi desse piena soddisfazione senza andare troppo ad ammazzare gli altri sapori.

Quelle zucchine sul bancone del supermercato, il fatto che non fossero enormi e allora mi son dato alla pazza gioia. “Amore friggo” anche se ormai son le 22 e te stai per andare a letto. Però fidati.

Zucchine in scapece (forse)

  • 12 zucchine piccole
  • 2 spicchi di aglio grande
  • 4 foglie di basilico
  • mezzo bicchiere di aceto di mele
  • 1 pizzicore di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero bianco
  • Olio per friggere
  • Olio extravergine di oliva

A fuoco basso scaldare l’aceto assieme all’aglio tagliato a lamelle e al sale.

Quando inizia a fumare aggiungere lo zucchero e lasciar sciogliere.

Le zucchine: se le volete più ariose e avete poco tempo per lasciarle marinare tagliatele sottili, meno di mezzo centimetro. Se le volete più carnose e avete più tempo a disposizione per la macinatura lasciatele anche di un centimetro.

Portate in temperatura l’olio e cominciate ad inserire le zucchine un po’ per volta per non far abbassare la temperatura. Quando iniziano a scurire scolatele e mettetele su carta assorbente.

Ancora calde mettetele in un contenitore a chiusura ermetica.

Proseguite così fin quando non le terminate.

A questo punto, a cucchiaiate, aggiungete la marinata in funzione di quanto gradite l’agro. Non mettetela tutta subito che poi magari ve ne pentite.

Io tengo sempre in considerazione che mezza zucchina mi servirà per assaggiare quanto agro manca e lo aggiungo a cucchiai.

Mettete però tutto l’aglio che dopo il trattamento avrà perso gran parte del suo forte e avrà profumato l’aceto.

Aggiungete infine un filo d’olio extravergine di oliva e il basilico spezzettato.

Girare con un cucchiaio e mettere in frigo coperte per almeno 24 ore.

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