Pasta con i peperoni

Per mettere mio figlio nella condizione mentale di assaggiare tutto quello che gli viene proposto gli inventiamo storie, capita anche adesso che è più grandicello.

Non esageriamo con l’aspetto fantasioso ma alla base di tutte c’è “Sai che quando avevo la tua età, mi sembra anche quando ero più piccolo, mi piaceva molto mangiare [nome del piatto o dell’ingrediente che ha o avrà davanti]”. E funziona quasi sempre.

Pochi giorni fa ha chiesto: “Mi ridite cosa vi piaceva mangiare quando eri grandi come me?” e mia moglie si è ricordata delle paste con il sugo di peperoni che le preparava la nonna. Niente di che sia chiaro, una cosa semplice semplice.

“Me le fai?” hanno detto entrambi. “Come no! Appena compriamo i peperoni” e mia moglie “Li ho presi io due giorni fa e sono in frigo, lavorare”.

Naturalmente ho apportato un paio di modifiche che vi dirò.

Pasta con i peperoni

  • 270 grammi di pasta
  • 1 cipolla media
  • 2 peperoni rossi
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe
  • parmigiano
  • paprica dolce (mia aggiunta)

Tagliare finemente la cipolla e metterla in padella a fuoco molto alto.

Quando sarà a metà cottura, ovvero in pochissimo tempo, aggiungere i peperoni puliti dai semi e dalle parti bianche e tagliati a striscioline sottili (la nonna metteva cipolle e peperoni insieme)

Sempre a fuoco alto fate cuocere molto bene preoccupandovi di non far bruciare nulla.

Quando vi sembreranno sufficientemente appassiti e arrostiti abbassate il fuoco e fate stufare un altro poco.

Prendete i tre quarti del contenuto della padella e con il frullatore ad immersione fatene una crema (la nonna li frullava tutti). Aggiungete in questa fase un cucchiaino raso di paprika dolce (la nonna come ho detto non la metteva).

Rimettete in padella, sciacquate il bicchiere con un poca di acqua, e a fuoco basso regolate di sale e pepe.

Cuocete la pasta e saltatela assieme ai peperoni frullati e non.

A fuoco spento un filo di olio a crudo e una spolverata, non più, di parmigiano grattugiato per mantecare (la nonna ci consumava una forma di parmigiano).

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