Giorno: 10 Novembre 2014

Sugo di scamerrita

Due o tre settimane fa mia moglie si è alzata, di notte, urlando che era bloccata, che non riusciva più a muoversi. Uno dei muscoli principali che consentono il movimento della testa si era contratto in maniera potente.

Dopo un primo momento di paura abbiamo svegliato i nonni perché venissero a sorvegliare nostro figlio e siamo andati al pronto soccorso per far valutare la cosa.

Ne siamo usciti 4 ore più tardi con una diagnosi di contrattura potente, quattro giorni di riposo totale ed una lista sterminata di collari, creme, miorilassanti e antinfiammatori.

Riaccompagnata a casa sono uscito a comprare quanto segnato dalla gentile dottoressa dell’ospedale e, sulla via del ritorno, sono stato colto da una illuminante idea da medico medievale.

I dolori al collo si combattono introducendo nell’organismo del paziente alimenti provenienti dal collo di esseri prossimi all’uomo. E il maiale lo è.

Sugo di scamerrita

Per 4 persone:

  • 400 grammi di scamerrita tritata per il sugo
  • 1 grossa cipolla
  • rosmarino, tanto e legato a mazzetto
  • 3 cucchiai di olio
  • brodo vegetale
  • sale
  • pepe

La scamerrita è la parte del collo del maiale da cui poi si ricava il capocollo (la coppa). Sono i due muscoli che permettono al maiale di tirare su la testa. È molto saporita e grassa per questo dobbiamo usare poco olio.

Tritate finissima la cipolla e fatela appassire lentamente assieme all’olio e al mazzetto di rosmarino. Il mazzetto è fondamentale: le caratteristiche di questo sugo sono la dolcezza data da cipolle e quella naturale del maiale più la forte aromaticità data dall’erba.

Quando la cipolla sarà tenera e dolce aggiungete la carne tritata e portatela a cottura. Se si asciuga troppo aggiungete un poco di acqua o, meglio, brodo vegetale. Prima di cominciare ad aggiungere acqua però fatela rosolare bene a fuoco moderato.

Quando sarà quasi cotta regolate di sale e pepe ed eliminate il rosmarino.

Saltateci la pasta scolata molto al dente e finite la cottura con un po’ di acqua di cottura della pasta. Fuori dal fuoco mantecate con due cucchiai, non di più, di parmigiano grattugiato. Deve rimanere morbida, cremosa e affatto asciutta.

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