Giorno: 1 Febbraio 2013

Non c’è più Bartali

E a incazzarci siamo noi. L’articolo intitolato Bocuse d’Or, l’Italia soltanto ventesima (su 24). Marchi (Identità Golose): «Una Corea» è interessante non tanto per i risultati della manifestazione ma per i commenti dei lettori.

In sintesi: la Francia vince e l’Italia, come da titolo, è ventesima su ventiquattro. La Francia ha vinto sette titoli e l’Italia zero.

Se guardate il sito del premio vedrete che il nostro paese non è mai stato presente neppure tra i primi tre.

I commenti all’articolo sono veramente tristi. Tristi per questo nazionalismo da quattro soldi che emerge sempre quando si accosta la Francia all’Italia, tristi perché sembra di sentire i commenti del lunedì dopo il campionato, tristi perché si ha l’idea di quante famiglie hanno educato i propri figli al lamento perenne e all’attribuzione esterna delle responsabilità salvandoli dalla depressione per lasciarli navigare nel rancore e nel dubbio della cospirazione sfuggendo alle responsabilità.

Anche a me piace molto la nostra cucina e questo vuol dire che le altre fanno schifo? Mia moglie è l’unica donna bella al mondo e mio figlio il miglior bambino nell’universo solo perché sono strettamente imparentati con me?

Forse tutto l’astio verso i francesi arrivano perché loro sono, almeno dal punto di vista gastronomico, quello che vorremo essere noi e non ci riesce. Grandi prodotti e grandissima capacità di promuoverli. Consapevolezza e capacità di trasformare anche il poco in tanto.

Ventesimi non è quarti; è ventesimi (su 24) e qualcosa vuol dire. E anche fossimo arrivati quarti non è il caso di tirare in ballo complotti e altre menate. Guardiamo gli altri e impariamo quando c’è da imparare e nel momento in cui avremo qualcosa di interessante da mostrare, stiamo tranquilli, che gli altri se ne accorgeranno.

Pian piano arrivano anche rari commenti all’articolo con un poco più giudizio.

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Ravioli ripieni di broccoli (2 di 5)

Una volta alla settimana, a casa mia, si fa la pasta con i broccoli quando è periodo. A volte però si ha voglia di presentare agli amici qualcosa di conosciuto, dai sapori certi e amati, ma che in qualche modo li sorprenda. Siamo gente semplice e ci meravigliamo di poco.

Quindi l’idea di racchiudere quello che c’è fuori dentro ad un prezioso scrigno di pasta all’uovo è sempre ben accetto e fa sempre il suo effetto. Anzi di effetti ne fa due.

Il primo lo abbiamo detto sopra e il secondo è di comunicare agli ospiti che ci siamo fatti il mazzo per loro. Che sono importanti per noi.

Certo così non è un piatto adatto ad un’improvvisata o a quelle sere in cui si dice alle 22: “Dove si va a mangiare?”.

I ravioli della foto non sono quelli del post precedente anche se lo sembrano. Giuro li ho fatti nella stessa sera e più avanti vi spiegherò perché.

Come per l’altra ricetta per la pasta all’uovo fate riferimento alla ricetta che ho dato qualche tempo fa. Valgono gli stessi avvertimenti per le quantità.

Ravioli ripieni di broccoli

Per il ripieno:

  • Un grosso broccolo
  • Aglio
  • Olio
  • sale e pepe

Pulire e lavare i broccoli dividendoli in cimette. Cuocerli a vapore fin quando non sono morbidi e lavorabili.

Nel frattempo in una larga padella scaldare l’olio con un paio di spicchi d’aglio schiacciati e privati della buccia.

Eliminate l’aglio ormai imbiondito e gettatevi i broccoli cotti. Con l’aiuto di un mestolo schiacciateli bene ma senza ridurli a poltiglia. Rompete i pezzi più grandi di una nocciola ma teneteli abbastanza rustici.

Appena insaporiti e asciugati dell’acqua in eccesso, quella che mantengono dopo la cottura a vapore, aggiustateli di pepe e sale. Cercate di rimanere leggermente scarsi con quest’ultimo nel caso adottiate il condimento che vi suggerisco.

Trasferiteli in un piatto e lasciateli freddare. Ripeto non passateli al frullatore che quelle pappine non sono piacevoli. Meglio secondo me mantenere la giusta ruvidezza del ripieno.

Come per i precedenti stendere la pasta sottile e fare dei mucchietti di composto distanti 1 centimetro, 1 centimetro e mezzo. Siate generosi senza rendere difficile la chiusura. Chiudere eliminando tutta l’aria e tagliare con un coppa pasta di 4 o 5 centimetri di diametro.

Aggiustare la chiusura prendendo i ravioli appena fatti uno ad uno e premendo leggermente sui bordi.

Se doveste avere problemi, prima di accoppiare la pasta bagnatela leggermente.

Sono ottimi serviti con un’acciugata non troppo spinta. Olio caldo nel quale avrete fatto sciogliere delle acciughe e leggermente piccante.

La ricetta completa per una vegetariana che viene a cena: Ravioli ripieni di patate, Ravioli ripieni di broccoli, Peperoni rossi canditi, Salsa pane burro e acciughe

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