Per fare i soldi apri un ristorante

…spendono, spandono e sono quel che hanno…

Sembra questa la filosofia che guida chi ha una buona disponibilità economica e l’esigenza di diversificare.

Oppure quelli che decidono, sempre con un bel po’ di soldi in tasca, di dare una svolta alla loro esistenza cambiando completamente settore.

Pare che dicano “Ma che differenza ci sarà tra cucinare benino a casa e per altri?”, “Che differenza ci sarà tra gestire il mio vecchio magazzino e questo?”; “Tanto siamo in una zona turistica, i tavoli si riempiono sempre!”. L’idea è che vedano, in molti lo fanno, la ristorazione come l’albero della cuccagna.

Solitamente un atteggiamento del genere ce l’ha qualcuno che ha una grande esperienza in quello che fa: “Senti Cracco mi fai un uovo al tegamino?”; “Gilmour mi fai con la chitarra Acqua azzurra, acqua chiara?”; “Scusa Soldera mi fai fermentare questo succo d’uva?”. E loro rispondono “Tò, che ci vuole?” e hanno ragione visto che è il loro mestiere.

Ma questi si credono dio, le tasche piene e la testa vuota li fa sentire onnipotenti, in grado di sopravvivere in un mercato che fatica e che è estremamente selettivo. Pensano che le loro caratteristiche finanziarie li renda in grado di andare oltre ogni minima difficoltà, che l’avere un ristorante li rende automaticamente ristoratori.

Pensano che facendo campagna acquisti in qualche ristorante o in qualche catering, insomma mettendo in cucina qualcuno che sa tenere in mano un pentola (spesso poco più), tutto filerà liscio. Si accaparrano etichette dai nomi altisonanti o perfetti sconosciuti. Compilano menù pieni di diminuitivi e “nostro”, “l’uovo di”, “a mano”. Guarniscono piatti come se dentro ci fosse caduta roba in maniera casuale o come se l’avessero portata nella nostra era chissà da quale banchetto sforzesco.

Poi piano comincia il declino, gli indigeni non vanno e li sconsigliano ai turisti che chiedono informazioni e i turisti mangiano poco. I litigi con il cuoco, il caposala che non serve più. Risparmiamo sulla carne. Menù turistici che nemmeno i turisti vogliono. Al meglio stenteranno e al peggio faranno un nuovo buco nell’acqua.

Mi spiace per loro ma nemmeno più di tanto.

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