Spaghetti (o altra pasta) con aringa e fave (Baccelli)

È periodo di baccelli che con il loro intenso sapore vegetale, la loro dolcezza danno spunto a cibi divertenti.

Non lo nego che amo l’intensità dei sapori, a volte fino a spingermi ad eccedere. E se ne lamenta mia moglie, se ne lamentano gli invitati al mio tavolo. Acciughe e aringhe mi cadono in padella come se a distribuirle fosse un pazzo maniaco del sale, in estate ed inverno.

Mio nonno arso dal sole dei campi mi cresceva con questi sapori, discuteva con mia madre che non voleva (giustamente?) che eccedesse con queste cose.

Troppo sale, il pane con il vino e lo zucchero aveva sempre troppo vino, la carne era tenuta sul fuoco troppo intenso e il bruciato non faceva bene, prendere il grasso dei fegatelli addensato in frigo e spalmarlo sul pane faceva male, le ciliegie dovevano essere aperte per controllare che non ingerissi anche i vermi, insomma fissazioni da madre.

Si, s’è capito ma gli spaghetti del titolo come si fanno?

Spaghetti (o altra pasta) con aringa e fave (Baccelli)

Per due persone:

  • 250 grammi di spaghetti
  • 3 o 4 manciate di fave sgranate e private della pellicina
  • un filetto o due di aringa affumicata
  • 5 o 6 cucchiai d’olio
  • mezzo spicchio d’aglio
  • peperoncino

Mettere a cuocere gli spaghetti in abbondante acqua leggermente salata. Leggermente perché c’è l’aringa.

Nel frattempo scaldare in una padella l’olio con l’aglio tritato e il peperoncino. Quando si è insaporito per bene togliere dal fuoco e aggiungere l’aringa tritata. Con l’aiuto di una forchetta scioglierla. Aggiungete un cucchiaio o due d’acqua della pasta per aiutarvi.

Se volete potete passare tutto col frullatore ad immersione, velerà meglio la pasta ma toglie un poco di quella rusticità che in primavera, mese delicato per antonomasia, ci vuole.

Scolare la pasta e saltarla nell’intingolo aggiungendo le fave. Servire caldissimi. Le fave stemperano molto l’intenso dell’aringa.

Le aringhe potete trovarle da uova o da latte, femmine o maschi. Nel primo caso utilizzate anche le uova nell’intingolo, nel secondo mettete in ammollo per alcune ore il latte nel latte, infarinatele e dopo averle passate nell’uovo e nel pan grattato friggetele. Sono ottime come antipasto magari con un bel bicchiere di vino bianco (ultimamente apprezzo molto Sole e Vento di Marco de Bartoli (ancora di più Grappoli del Grillo ma in questo caso non mi pare ci stia bene)

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