Mese: Marzo 2012

La colazione

La colazione è uno dei momenti più belli, e tristi, dell’intera giornata. Il pasto più importante, dalle mie parti si dice “Colazione da re, pranzo da principi, cena da poveri” (ma guardando in giro per la rete vedo che è un modo di dire comune).

Eppure, almeno da parte mia, una delle più bistrattate. La mattina quando mi alzo o sono già in ritardo o soffro di una certa svogliatezza. Poi soltanto cose dolci perché non riesco a mandare giù altro. Latte freddo di frigo anche d’inverno che bollente non riesce a dare sollievo alla gola secca di un fumatore. Il caffè proprio se è indispensabile altrimenti si prende al bar sotto casa. Un succo di frutta quando mi ricordo ed eventualmente una banana che è veloce da sbucciare e ingurgitare. (altro…)

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Alla ricerca dei cibi perduti

Molti anni fa scrissi al Gambero Rosso protestando perché in un loro programma era presente una signora, non ricordo chi, che girellava per posti dispendiosi. Quello che mi diede fastidio fu un commento detto in maniera civettuola della signora dove inutilmente affermava quanto amasse caviale e champagne. Inutilmente perché era soltanto esibizione di gioielli e non spiegava nulla. Era una giornata particolare. Avevo assistito al funerale di mio nonno ed ero nervoso. Mi pare che rispose abbastanza innervosito Cernilli (che Conterno lo protegga sempre) ma ormai quel carteggio è persa.

Ancora adesso se qualcuno mi dicesse, o leggessi, ricette dove si utilizzano badilate di tartufi d’Alba o del Perigord, quantità smodate di caviale, dove si parla dello Chateau D’Yquem come se ne deve parlare ma si afferma di berne in solitaria facendosi pervadere di grazia avrei reazioni allergiche. Esploderebbe la voglia di spaccare tutto. Probabile che il tutto sia dato dall’invidia per chi può fare queste cose. Ma non m’interessa analizzare.

Le stesse cose le scrive Veronelli e questo non succede. Perché è Veronelli e sorge il rispetto reverenziale? Assolutamente no. Per il semplice fatto che il libro è scritto veramente bene. Perché da ogni storia che vi viene raccontata emerge quello che per l’autore erano la terra, il piacere della tavola, l’essere memoria di un paese.

Parla d’amore verso le donne, il vino e i prodotti che rischiano di essere perduti e che probabilmente adesso lo sono. Parla di trattorie e persone che adesso non esistono più in quanto il libro è la ristampa di un volume edito nel 1966 per Feltrinelli.

E allora è facile concedere a chi scrive la possibilità di parlarci di prodotti che, se va bene, assaggeremo una o due volte nella vita. E gli concediamo di parlarne come se ciascuno li avesse in dispensa e fossero la base della propria alimentazione. E’ facile lasciar correre quegli intermezzi in dialetto incomprensibile e le citazioni fatte in italiano e francese medioevale.

Le ricette sono, oggi che siamo abituati alla cucina espressa, alle cotture di pochi minuti, al crudo giapponese e al crudo mediterraneo, di quelle secolari. Lunghe che non finiscono più. Alcune però sono di facile riproduzione.

Da leggere assolutamente se non avete mai letto qualcosa di Veronelli. Attenzione però è un Veronelli di cinquant’anni fa. In libreria si trovano cose più recenti.

Alla ricerca dei cibi perduti
Guida di gusto e di lettere all’arte del saper mangiare
Luigi Veronelli
DeriveApprodi, 2004
ISBN: 9788888738239

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NOMA

Ho da poco comprato il libro “NOMA” di Philip Brophy. Mi parlerà  di cosa c’è dietro una cucina e una cultura che non conosco, che ho ammirato in foto e nelle varie spiegazioni dei giornalisti che ne hanno decantato l’altissimo livello.

Guardando le foto, sfogliando il volume e leggendolo viene voglia di prenotare il volo (per il fine settimana in cui si riesce a trovare un posto al NOMA) e arrivare a Copenaghen. Io ci sono stato nel 1993 con lo zaino e altri amici che avevano come me più intenzione di conoscere le ragazze danesi che di scoprire i risvolti della cultura gastronomica del nord Europa. Ricordo però la pasticceria ed il fatto che nessuno bevesse Ceres. Ma come? La fate e non la bevete? Grande popolo, grandissimo.

Le ricette sono infattibili per i comuni mortali, ammiratele ma difficilmente riuscirete a capirne i sapori, le sfumature. Da noi c’è poco o nulla di quello che Redezepi utilizza.

Godetevelo attraverso le storie che troverete, provate ad immaginarlo ma non pretendete troppo da voi.

Fate in modo che la storia e il metodo di questo chef che ha saputo per primo prendere una cucina sconosciuta e da molti ritenuta povera di varietà e grassa e grossolana, una cucina da vichinghi, e trasformarla in qualcosa di ricercato (nel senso di desiderato) e di grande varietà.

NOMA
Philip Brophy
Phaidon, 2012
ISBN: 9780714862217

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Al sangue

Probabilmente, la maggioranza di noi, ha conosciuto Bourdain nei canali tematici di Sky e lo ha invidiato. Chi per i viaggi, chi per quello che mangiava, chi per la capacità di bere e fumare senza tregua e chi per tutto quanto. Gli altri, sempre sui soliti canali, lo hanno trovato insopportabile.

In questo libro Bourdain pare più pacata ma sempre preciso e tagliente, perde d’irriverenza, perde in sesso droga e rock n’roll e guadagna in stile. Analizzando la situazione della gastronomia  e dell’industria del cibo americana riesce a dare un affresco lucido che sarebbe facile adagiare sull’intero mondo gastronomico occidentale. Per molti versi riprende, amplia, alcuni dei temi trattati in “Avventure agrodolci”. (altro…)

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Garzantina: Enciclopedia della cucina

Ce lo meritiamo, noi, Allan Bay? Forse. L’unica cosa che possiamo pensare è essere fortunati che nel panorama gastronomico italiano esistano personaggi come lui. Nel volume delle Garzantine da lui curato si ritrovano la meticolosità e la passione che già emergevano nei suoi libri editi per Feltrinelli (ancora non ne ho parlato?).

Comoda, veloce e pratica da utilizzare è un ottimo punto di partenza per chi si vuole avvicinare al mondo della gastronomia. Per chi già lo bazzica è indispensabile per rinverdire ricordi, chiarirsi idee e conoscere particolari. Offre approfondimenti, ricette e tecniche nei suoi 3118 lemmi, 2850 ricette, 106 schede di approfondimento e 2 appendici. Inoltre, se volete fare i gastronomi/gourmet saccenti, potete iniziare da qui e usare gli amici per esercitarvi nell’inutile arte della pedanteria. (altro…)

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