Ricette immorali

Pare che esista solo il cibo giapponese e quando dico cibo giapponese lo riduco, come fa la maggioranza delle persone, al sushi. Preparato da cinesi in locali con nomi giapponesi. Nulla di male ma neanche di bene. Costa poco, quello similgiapponese, e come qualche tempo fa mi disse un conoscente: “Riempie e lascia leggero. Pronto per l’amore”.

Poi se sommiamo a questo che è San Valentino tutto sprofonda nel baratro. Cibo mediocre servito con vini scadenti nel 90% dei locali a giovani coppie che languidamente si guardano noncuranti dei prezzi esorbitanti che andranno a pagare per qualche accozzaglia di salmone, succedanei del caviale, pesci surgelati e filetti cotti secoli fa e fatti rinvenire nel microonde, il tutto accroccato in piatti stracolmi di insalatine e, qualcuno ce ne liberi, pepe rosa a decorare. Tutto questo per chi non andrà al giapponese di cui sopra che fa tanto cosmopolita, moderno e chic.

In uno dei libri più belli di quelli che cercano di associare eros e tavola, e anche di questi ci sarebbe da parlare, si da la ricetta più semplice del mondo. E si sa semplicità e verità vanno a braccetto. La riporto per come è scritta:

Fette di pane casereccio, con mollica, del giorno prima. Pomodori maturi tagliati a metà e sfregati sul pane dove lasciano i semi, l’acquetta e la polpa strappata alla pelle dalla ruvidità del pane. Sale ben distribuito: deve essere umido.
Un filo d’olio. Premere ogni fetta con le dita dalla parte della crosta, stringerla e lasciarla poi andare in modo che l’olio si sparga liberamente.

Perché questa ricetta? lo spiega l’autore:

E’ indispensabile che tutti gli esseri e tutti i popoli saggi della terra capiscano che pane e pomodoro è un passaggio fondamentale dell’alimentazione umana. Piatto peccaminoso per eccellenza perché comprende e semplifica il peccato rendendolo accessibile a chiunque. Piatto peccaminoso in quanto può significare un’alternativa a tutto ciò che è trascendente, a tutto ciò che è pericolosamente trascendente, se diventa ultra della negazione. Non fate la guerra ma pane e pomodoro. Non votate per la destra ma mangiate pane e pomodoro. No alla NATO ma pane e pomodoro. Ovunque e sempre.
Pane. Pomodoro. Olio. Sale.
E dopo l’amore, pane e pomodoro e un po’ di salame.

Ricette immorali
Manuel Vazquez Montalban
Feltrinelli, 1996
ISBN: 9788807420658

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